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Associazione per i Militari Democratici
Con il D.P.R. 3 agosto 2009 è stato approvato il nuovo regolamento recante l'organizzazione del Ministero della Difesa PDF Stampa E-mail
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visto l'articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e successive modificazioni, recante la riforma dell'organizzazione del Governo, e in particolare, gli articoli 4, comma 4, e 21, concernenti rispettivamente le modalità di individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale e dei relativi compiti nei Ministeri e l'articolazione ordinamentale del Ministero della difesa;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, recante norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296 (legge finanziaria 2007), e in particolare l'articolo 1, commi da 404 a 416, ove e' stabilito che per razionalizzare e ottimizzare le spese e i costi delle pubbliche amministrazioni, con regolamenti da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla riorganizzazione degli uffici di livello dirigenziale generale e non generale, procedendo alla riduzione in misura non inferiore al dieci per cento di quelli di livello dirigenziale generale e del cinque per cento di quelli di livello dirigenziale non generale, nonché il comma 897, ove si prevede l'abrogazione degli articoli 2 e 3 del decreto legislativo 6 ottobre 2005, n. 216, con conseguente ripristino della Direzione generale di commissariato e di servizi generali, di cui all'articolo 15 del decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264;
Vista la legge 24 dicembre 2007, n. 244 (legge finanziaria 2008), e in particolare l'articolo 2, commi 603, 604, 606 e 607, concernenti la riforma dell'ordinamento giudiziario militare; Visto il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, e in particolare l'articolo 74, il quale dispone che, ad eccezione delle strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, le amministrazioni pubbliche, tenendo conto dei rispettivi ordinamenti, devono provvedere a ridimensionare gli assetti organizzativi esistenti attraverso la riduzione degli uffici dirigenziali di livello generale e di quelli di livello non generale, in misura non inferiore, rispettivamente, al venti e al quindici per cento di quelli esistenti; a ridurre il contingente di personale adibito allo svolgimento di compiti strumentali e di supporto in misura non inferiore al dieci per cento; a rideterminare le dotazioni organiche del personale non dirigenziale, realizzando una riduzione non inferiore al dieci per cento della spesa complessiva relativa al numero dei posti in organico;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1478, e successive modificazioni, recante la riorganizzazione degli uffici centrali del Ministero della difesa;
Vista la legge 18 febbraio 1997, n. 25, concernente le attribuzioni del Ministro della difesa, ristrutturazione dei vertici delle Forze armate e dell'Amministrazione della difesa;
Visto il decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264, e successive modificazioni, concernente la riorganizzazione dell'area centrale del Ministero della difesa, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera b), della legge 28 dicembre 1995, n. 549;
Visto il decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265, e successive modificazioni, recante disposizioni in materia di personale civile del Ministero della difesa;
Visto il decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 459, e successive modificazioni, concernente la riorganizzazione dell'area tecnico - industriale del Ministero della difesa;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1999, n. 556, e successive modificazioni, recante il regolamento di attuazione dell'articolo 10 della citata legge n. 25 del 1997;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 2006, n. 162, recante il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 luglio 2005, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 210 del 9 settembre 2005, e successive modificazioni, concernente la rideterminazione delle dotazioni organiche delle qualifiche dirigenziali, dei professori e ricercatori, delle aree funzionali, delle posizioni economiche e dei profili professionali del personale civile del Ministero della difesa;
Visto il decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro della difesa, il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione e il Ministro dell'economia e delle finanze 27 giugno 2008, registrato alla Corte dei conti il 25 agosto 2008, registro n. 9. Ministeri istituzionali - Difesa, foglio n. 208, con cui, in attuazione dell'articolo 2, commi da 603 a 611, della legge n. 244 del 2007, è stato individuato il contingente di personale non dirigenziale della difesa in servizio presso gli uffici giudiziari militari, da transitare nei ruoli del Ministero della giustizia, con contestuale riduzione dei ruoli del Ministero della difesa;
Visto il decreto del Ministro della difesa 16 maggio 2006, e successive modificazioni, registrato alla Corte dei conti il 4 luglio 2006, registro n. 9. Ministeri istituzionali - Difesa, foglio n. 23, e, in particolare, l'annessa tabella 1, concernente l'individuazione dei posti di funzione dirigenziali civili della Difesa;
Visto il decreto del Ministro della difesa 17 luglio 2006, registrato alla Corte dei conti il 9 agosto 2006, registro n. 10. Ministeri istituzionali - Difesa, foglio n. 28, concernente la rideterminazione degli organici complessivi delle Direzioni generali: per il personale civile; degli armamenti terrestri; degli armamenti navali; degli armamenti aeronautici; delle telecomunicazioni, dell'informatica e delle tecnologie avanzate; dei lavori e del demanio; della sanità militare;
Visto il decreto del Ministro della difesa 30 settembre 1966, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 280 del 9 novembre 1966, concernente costituzione, ordinamento e attribuzioni della Direzione generale della sanità militare del Ministero della difesa;
Visti i decreti del Ministro della difesa 26 gennaio 1998, pubblicati nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 80 del 6 aprile 1998, adottati ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 264 del 1997, concernenti le strutture ordinative e le competenze dell'Ufficio centrale del bilancio e degli affari finanziari del Ministero della difesa nonché delle Direzioni generali: per il personale militare; per il personale civile; degli armamenti terrestri; degli armamenti navali; degli armamenti aeronautici; delle telecomunicazioni, dell'informatica e delle tecnologie avanzate; dei lavori e del demanio;
Visto il decreto del Ministro della difesa 20 gennaio 1998 e successive modificazioni, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 79 del 4 aprile 1998, concernente l'attuazione del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 459, sulla riorganizzazione dell'area tecnico-industriale del Ministero della difesa;
Visto il decreto del Ministro della difesa 25 gennaio 1999, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 74 del 30 marzo 1999, concernente l'istituzione dell'Ufficio generale per la gestione degli enti dell'area tecnico-industriale, ai sensi dell'articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 459;
Visto il decreto del Ministro della difesa 8 giugno 2001, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 211 dell'11 settembre 2001, recante modifiche alle strutture ordinative e alle competenze delle direzioni generali: per il personale militare; degli armamenti terrestri; degli armamenti navali; degli armamenti aeronautici; delle telecomunicazioni, dell'informatica e delle tecnologie avanzate; dei lavori e del demanio; della sanità militare;
Visto il decreto del Ministro della difesa 27 settembre 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 279 del 28 novembre 2002, recante l'articolazione in uffici delle strutture del Segretariato generale della difesa, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera b), del decreto del Presidente della Repubblica n. 556 del 1999;
Visto il decreto del Ministro della difesa 25 ottobre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 3 del 4 gennaio 2006, recante il riordino della struttura ordinativa dell'Ufficio centrale per le ispezioni amministrative del Ministero della difesa;
Visti i decreti del Ministro della difesa 1° aprile 2006, adottati ai sensi dell'articolo 17 del citato decreto legislativo n. 264 del 1997, pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n. 176 del 31 luglio 2006, concernenti le strutture ordinative e le competenze delle direzioni generali: per il personale militare; delle pensioni militari, del collocamento al lavoro dei volontari congedati e della leva;
Visto il decreto del Ministro della difesa 29 marzo 2007, registrato alla Corte dei conti il 28 maggio 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 157 del 9 luglio 2007, recante la struttura ordinativa e le competenze della Direzione generale di commissariato e di servizi generali, istituita a decorrere dal 1° aprile 2007, in attuazione dell'articolo 1, comma 897, della citata legge n. 296 del 2006;
Viste le linee guida emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13 aprile 2007 per l'attuazione delle disposizioni contenute nell'articolo 1, commi da 404 a 416, della legge n. 296 del 2006;
Sentite le organizzazioni sindacali rappresentative;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 6 febbraio 2009;
Udito il parere del Consiglio di Stato n. 592 del 2009, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti normativi nell'Adunanza del 2 marzo 2009;
Acquisiti i pareri delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 24 luglio 2009;
Sulla proposta del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione, il Ministro per le riforme per il federalismo e il Ministro dell'economia e delle finanze;

Emana il seguente regolamento:

Art. 1. Organizzazione del Ministero

1. Il Ministero della difesa, di seguito denominato «Ministero», si articola in un Segretariato generale e nove direzioni generali.
2. Sono direzioni generali del Ministero:
a) la direzione generale per il personale militare;
b) la direzione generale per il personale civile;
c) la direzione generale degli armamenti terrestri;
d) la direzione generale degli armamenti navali;
e) la direzione generale degli armamenti aeronautici;
f) la direzione generale dei lavori e del demanio;
g) la direzione generale di commissariato e di servizi generali;
h) la direzione generale della previdenza militare, della leva e del collocamento al lavoro dei volontari congedati;
i) la direzione generale della sanità militare.

3. Operano altresì nell'ambito del Ministero:

a) l'Ufficio centrale del bilancio e degli affari finanziari;
b) l'Ufficio centrale per le ispezioni amministrative.

4. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, con uno o più decreti ministeriali di natura non regolamentare adottati ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, lettera e), della legge 23 agosto 1988, n. 400, si provvede alla individuazione degli uffici e dei posti di livello dirigenziale non generale, in numero massimo di trecentodiciotto, e dei relativi compiti, nell'ambito del Segretariato generale, delle direzioni generali e degli uffici centrali.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato è stato redatto dall'amministrazione competente per materia, ai sensi dell'art. 10, commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operante il rinvio.
Restano invariati il valore e l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.

Note alle premesse:

L'art. 87 della Costituzione conferisce al Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.

  • Si riporta il testo dell'art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400:
    «4-bis. L'organizzazione e la disciplina degli uffici dei Ministeri sono determinate, con regolamenti emanati ai sensi del comma 2, su proposta del Ministro competente d'intesa con il Presidente del Consiglio dei Ministri e con il Ministro del tesoro, nel rispetto dei principi posti dal decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni, con i contenuti e con l'osservanza dei criteri che seguono:
    a) riordino degli uffici di diretta collaborazione con i Ministri ed i Sottosegretari di Stato, stabilendo che tali uffici hanno esclusive competenze di supporto dell'organo di direzione politica e di raccordo tra questo e l'amministrazione;
    b) individuazione degli uffici di livello dirigenziale generale, centrali e periferici, mediante diversificazione tra strutture con funzioni finali e con funzioni strumentali e loro organizzazione per funzioni omogenee e secondo criteri di flessibilità eliminando le duplicazioni funzionali;
    c) previsione di strumenti di verifica periodica dell'organizzazione e dei risultati;
    d) indicazione e revisione periodica della consistenza delle piante organiche;
    e) previsione di decreti ministeriali di natura non regolamentare per la definizione dei compiti delle unità dirigenziali nell'ambito degli uffici dirigenziali generali.».
  • Si riportano i testi degli articoli 4, comma 4 e 21 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300:
    «4. All'individuazione degli uffici di livello dirigenziale non generale di ciascun ministero e alla definizione dei relativi compiti, nonché la distribuzione dei predetti uffici tra le strutture di livello dirigenziale generale, si provvede con decreto ministeriale di natura non regolamentare.»;
  • «Art. 21 (Ordinamento).
    1. Il Ministero si articola in direzioni generali in numero non superiore a undici, coordinate da un segretario generale.
    2. Sono fatte salve le disposizioni contenute nella legge 18 febbraio 1997, n. 25 e nel decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264, nel decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 459 e nel decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 464, nonché nell'art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1478.».
  • Il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche», è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 maggio 2001, n. 106, supplemento ordinario.
  • Il decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1965, n. 1478, recante «Riorganizzazione degli uffici centrali del Ministero della difesa», è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 gennaio 1966, n. 11, supplemento ordinario.
  • La legge 18 febbraio 1997, n. 25, concernente le attribuzioni del Ministro della difesa, ristrutturazione dei vertici delle Forze armate e dell'Amministrazione della difesa, è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 febbraio 1997, n. 45.
  • Il decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 264, concernente la riorganizzazione dell'area centrale del Ministero della difesa, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 agosto 1997, n. 185.
  • Il decreto legislativo 16 luglio 1997, n. 265, recante disposizioni in materia di personale civile del Ministero della difesa, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 agosto 1997, n. 185.
  • Il decreto legislativo 28 novembre 1997, n. 459, concernente la riorganizzazione dell'area tecnico - industriale del Ministero della difesa, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 gennaio 1998, n. 1.
  • Il decreto del Presidente della Repubblica 25 ottobre 1999, n. 556, recante il regolamento di attuazione dell'art. 10 della citata legge 18 febbraio 1997, n. 25, concernente le attribuzioni dei vertici militari, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 18 maggio 2000, n. 114, supplemento ordinario.
  • Il decreto del Presidente della Repubblica 24 febbraio 2006, n. 162, recante il regolamento di organizzazione degli uffici di diretta collaborazione del Ministro della difesa, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 2 maggio 2006, n. 100.
  • Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 13 aprile 2007, recante le linee guida per l'attuazione delle disposizioni contenute nell'art. 1, commi da 404 a 416, della legge n. 296 del 2006, è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 3 luglio 2007, n. 152.
    Nota all'art. 1:
  • Per il testo dell'art. 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n. 400, si veda nelle note alle premesse.

testo in vigore dal: 5-11-2009

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Napolitano ribadisce la competenza esclusiva delle forze di polizia per la salvaguardia attiva della sicurezza dei cittadini PDF Stampa E-mail
A proposito di Sicurezza il Presidente Napolitano ribadisce l'esclusività delle Forze di Polizia per la tutela attiva ed auspica un loro decisivo coordinamento.
Roma, 13 ott. (Apcom) - Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, valorizza il ruolo dei prefetti nella tutela della sicurezza, "concetto che si fatto pi ampio e comprensivo" ma che non pu travalicare un principio: solo alle forze di polizia "spetta la salvaguardia attiva della sicurezza dei cittadini".
Il capo dello Stato parla alla conferenza dei prefetti davanti al ministro dell'Interno Roberto Maroni e, pur senza nominare mai le ronde introdotte nel recente decreto sulla sicurezza, ribadisce con chiarezza quali sono i limiti e i compiti di ciascuno.
Il Presidente sottolinea che, certamente, l'apertura dei Comitati provinciali per la sicurezza e l'ordine pubblico alla partecipazione dei rappresentanti delle istituzioni locali "si è fatta più ampia e comprensiva la responsabilità per la gestione di questo cruciale settore di intervento dello Stato". Ma "pur sempre decisivo, sia chiaro - osserva Napolitano - il coordinamento tra le Forze di polizia in quanto ad esse e solo ad esse spetta la salvaguardia attiva della sicurezza dei cittadini".

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Comparto Difesa e Sicurezza: scarsi i fondi messi a disposizione dal Governo per il rinnovo del contratto. Protestano Cocer e Sindacati di Polizia PDF Stampa E-mail
COMUNICATO
I sindacati di polizia hanno incontrato il Ministro dell'Interno Roberto Maroni.
Il confronto avviene in un momento di particolare importanza per gli operatori della Polizia di Stato.
Da un lato la mancanza di ogni riscontro sul fronte degli impegni che il Governo ha più volte assunto verso la categoria degli operatori di Polizia ha causato difatti un clima di disillusione e di malessere; dall'altro il silenzio assordante su alcune riforme di assoluta necessità, quali quella relativa al riordino delle carriere e al coordinamento reale tra le Forze di Polizia, depone per l'inerzia dell'Esecutivo anche sul fronte, altrettanto importante, delle innovazioni legislative.
Il Ministro dell'Interno alla presenza, tra gli altri del Capo della Polizia, ha obiettivamente confermato l'esistenza di alcune difficoltà di gestione dovute in prevalenza alle ristrettezze finanziarie collegate all'attuale negativa congiuntura economica.
Ciò nonostante il Ministro ha voluto insistere nell'affermazione che tutto quello che si poteva fare per i poliziotti è stato fatto.
C'è grande attesa, da parte dei vertici del Dicastero, per quanto riguarda i futuri introiti del cosiddetto "scudo fiscale" e quelli derivanti dal sequestro o dalla confisca dei beni appartenenti alla criminalità organizzata.
Fonti di gettito comunque caratterizzate, a giudizio unanime dei sindacati di polizia, dalla più completa incertezza: si tratta più che altro di preventivi auspicati e non di somme attualmente disponibili.
Mentre purtroppo sta di fatto che nessun incremento è ipotizzabile considerando le risorse attualmente disponibili.
I sindacati hanno tracciato con estrema franchezza un quadro desolante dell'apparato sicurezza: vuoti in organico sempre più importanti e tali da mettere a repentaglio la qualità del servizio, difficoltà di ripristino collegate anche all'impossibilità, per l'Amministrazione, di assumere direttamente con concorso per far fronte alle carenze di organico.
I dati forniti dal fronte sindacale appaiono emblematici: in tutta Italia, soltanto tredici agenti di polizia hanno oggi meno di vent'anni di età, e sono appena ottomila ad averne meno di trenta.
La polizia invecchia e all'orizzonte non appare quindi nessun rimedio, né nessuna volontà di trovarlo.
Ancora più duri sono stati i sindacati sull'argomento degli incrementi contrattuali: tutti hanno definito inaccettabile quello che si prevede sarà l'aumento sulla base della mera proiezione dei contenuti della legge finanziaria 2010.
Si parla di 40 euro lordi come media pro-capite per l'agente, di 65 per il direttivo.
E hanno pertanto chiesto al Ministro di attivarsi per reperire ulteriori fondi.
Il Ministro dell'Interno ha dichiarato il suo impegno su questo specifico punto.
Altrettanto pressante la richiesta di un riordino delle carriere, per il quale già esistono fondi accantonati, riordino che, è stato ricordato, corrisponde più all'esigenza dei cittadini che dei poliziotti.
E' interesse indiscutibile del Paese, secondo i sindacati di polizia, avere una polizia moderna, efficiente e ben organizzata, mentre lo schema organizzativo attuale penalizza e comprime le professionalità esistenti, inibendo ogni aspettativa di carriera e quindi ogni motivazione al miglioramento.
Il Ministro ha ancora una volta dato atto del valore, dello spirito di sacrificio e dell'alta professionalità dimostrata ogni giorno dalle donne e dagli uomini della Polizia di Stato; ma i sindacati hanno dovuto replicare che solo con il riconoscimento definitivo della specificità professionale si può dare serio riscontro ad un reale intento elogiativo.
I sindacati hanno espresso la volontà di intraprendere una forte azione di protesta, non escludendo una manifestazione generale congiunta da tenersi entro ottobre davanti ai Ministeri ai quali, in questo momento competono il potere e la responsabilità di decidere la politica economica del Paese e soprattutto le sue priorità.
Per i sindacati di polizia la sicurezza è una priorità assoluta: se il governo, o qualche ministro, ritengono invece che la sicurezza sia un costo e non un investimento, che così non è, è giusto che i cittadini siano informati.
Roma, 25 settembre 2009
Siulp Sap Siap-Anfp Silp-Cgil Ugl-P.S. Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps
Romano Tanzi Tiani Giardullo Leggeri Maccari

POLIZIA: SINDACATI PS, SENZA FONDI IN PIAZZA A OTTOBRE
(ANSA) - ROMA, 25 SET - Una manifestazione unitaria a Roma ad ottobre, probabilmente il 15, per ribadire che senza risorse non può esserci sicurezza e per far sapere ai cittadini che "il governo, o qualche ministro, ritengono la sicurezza un costo e non un investimento". I sindacati di polizia si preparano a scendere in piazza alla luce degli incontri avuti questi giorni con il governo, ultimo quello di oggi al Viminale con il ministro Roberto Maroni.
In un comunicato unitario, i sindacati Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia e Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps, sottolineano che "da un lato la mancanza di ogni riscontro sul fronte degli impegni che il Governo ha più volte assunto ha causato un clima di disillusione e di malessere" e "dall'altro il silenzio assordante su alcune riforme di assoluta necessità, quali quella relativa al riordino delle carriere e al coordinamento reale tra le Forze di Polizia, depone per l'inerzia dell'esecutivo anche sul fronte, altrettanto importante, delle innovazioni legislative".
Ne' possono rassicurare le promesse avanzate dal ministro, aggiungono i sindacati, di trovare i fondi necessari dagli introiti provenienti dallo scudo fiscale e dal sequestro o dalla confisca dei beni appartenenti alla criminalità organizzata.
"Fonti di gettito - affermano - comunque caratterizzate dalla più completa incertezza: dunque si tratta di preventivi auspicati e non di somme attualmente disponibili". ''Mentre purtroppo - aggiungono - nessun incremento è ipotizzabile considerando le risorse attualmente disponibili. Ed ''inaccettabile'' è' anche la proposta di rinnovo contrattuale:
si parla di un aumento di 40 euro lordi per gli agenti e 65 per i dirigenti.
Alla luce di tutto ciò i sindacati annunciano una "forte azione di protesta, non escludendo una manifestazione generale congiunta da tenersi entro ottobre davanti ai Ministeri ai quali competono il potere e la responsabilità di decidere la politica economica del Paese e soprattutto le sue priorità".

(ANSA).SICUREZZA: CONTRATTO;SINDACATI POLIZIA SU PIEDE GUERRA/ ANSA DOPO PRIMO INCONTRO CON BRUNETTA,OFFENSIVO AUMENTO 40 EURO LORDI
(ANSA) - ROMA, 16 SET - Poliziotti sul piede di guerra dopo il primo incontro con il Governo per il rinnovo del contratto del comparto sicurezza. Le risorse previste, avvertono i sindacati del settore, sono assolutamente insufficienti e senza un'inversione di tendenza le trattative non riprenderanno e ci sara' una mobilitazione generale.
I rappresentanti delle forze dell'ordine e delle forze armate hanno visto oggi nella sede della Funzione Pubblica il ministro Renato Brunetta ed il sottosegretario alla Difesa,Guido Crosetto. Che hanno messo sul tavolo del rinnovo una cifra che comporterebbe, secondo i calcoli dei sindacati, un aumento in busta paga di circa 40 euro mensili lordi. In pratica, il 60% in meno degli stanziamenti accordati dal Governo Prodi per il precedente biennio economico. E questo, sottolineano, ''dopo una manovra finanziaria che ha tagliato 3,5 miliardi di euro al comparto. Si tratta, secondo Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl ps, Coisp e Consap, di ''una mancanza assoluta di serietà e credibilità da parte del Governo verso gli operatori della sicurezza, dopo averne lodato in più occasioni con dichiarazioni pubbliche l'azione ed i risultati conseguiti.
Se, rilevano, ''nella prossima Legge Finanziaria non saranno previsti adeguati stanziamenti economici coerenti con gli impegni formalmente assunti e non si riscontrerà anche una netta inversione di tendenza anche in ordine alle modalità e ai tempi di gestione delle risorse disponibili, non siamo disposti ad avviare alcun confronto che veda la presenza dei sindacati di polizia al tavolo negoziale ed inizieremo, al contrario, una inevitabile stagione conflittuale e di generale mobilitazione della categoria per la difesa della propria identità e della specificità professionale.
Sulla stessa linea i rappresentanti della polizia penitenziaria Sappe, Osapp, Sinappe, Cisl Fns, Fp-Cgil e Ugl, che parlano di Governo ostile e inaffidabile e definiscono offensivo l'aumento proposto. I sindacati accusano anche l'Esecutivo di tentare di minacciare le organizzazioni, visto che il ministro Brunetta ha sostenuto che se la trattativa sul rinnovo non sarà chiusa entro la fine dell'anno, egli si riserva la facoltà di utilizzare la norma che gli consente di anticipare unilateralmente al personale l'80% della somma stanziata.
Anche il Cocer carabinieri annuncia la ''propria indisponibilità a proseguire gli incontri per il rinnovo alla luce delle risorse finanziarie assolutamente irrisorie messe a disposizione dal Governo ed esprime disappunto per il comportamento del ministro Brunetta che ha limitato a pochi minuti la sua presenza all'incontro. (ANSA).

SICUREZZA: COCER CARABINIERI, INDISPONIBILI A PROSEGUIRE INCONTRI SU CONTRATTO RISORSE FINANZIARIE MESSE A DISPOSIZIONE DAL GOVERNO ASSOLUTAMENTE IRRISORIE
Roma, 16 set. (Adnkronos) - Il Cocer Carabinieri se pur con rammarico, preannuncia la propria indisponibilità a proseguire gli incontri per il rinnovo del contratto economico 2008-2009, in quanto non ci sono i presupposti per avviare una seria discussione alla luce delle risorse finanziarie assolutamente irrisorie messe a disposizione dal Governo e soprattutto del mancato rispetto degli impegni sottoscritti dal Governo stesso in occasione della coda contrattuale.
In particolare il Cocer chiede di avviare il tavolo tecnico sulla previdenza, di approvare la norma sulla specificità e di procedere con urgenza alla riforma della rappresentanza militare, istituto che potrebbe essere intanto parzialmente riformato stralciando quelle norme che sono condivise nei disegni di legge presentati sia dai partiti di maggioranza che di opposizione.
Il Cocer desidera altresì esprimere il proprio disappunto per il comportamento del ministro della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione che ha limitato a pochi minuti la sua presenza in aula non rinunciando a mortificare la dignità dei rappresentanti del comparto difesa-sicurezza paventando la possibilità di avvalersi dello strumento legislativo che gli da facoltà di attribuire d'ufficio l'80% delle risorse finanziarie destinate al rinnovo del contratto".

SICUREZZA:CONTRATTO; SINDACATI CARCERI, GOVERNO INAFFIDABILE
(ANSA) - ROMA, 16 SET - Risorse economiche insufficienti, Governo ostile e inaffidabile; per i sindacati della polizia penitenziaria mancano le condizioni per l'avvio della trattativa per il rinnovo del contratto del personale del comparto sicurezza. E dunque senza un'inversione di rotta si aprirà una lunga ed inevitabile stagione conflittuale e di mobilitazione generale.
In una nota congiunta i segretari generali di SAPPE, OSAPP, SINAPPE, CISL FNS, FP CGIL e UGL, definiscono offensivo l' aumento di circa 40 euro mensili, che corrisponde a circa il 50% in meno di quanto accordato dal governo Prodi nel biennio 2006/2007''; tanto più che si parla di stipendi già tra i più bassi d'Europa. E accusano il governo di tentare di minacciare i sindacati, visto che il ministro Brunetta ha sostenuto che se la trattativa sul rinnovo non sarà chiusa entro la fine dell'anno egli si riserva la facoltà di utilizzare la norma che gli consente di anticipare unilateralmente al personale l'80% della somma stanziata.
Nel sottolineare che Brunetta ha detto che le risorse economiche per il rinnovo del contratto restano quelle stanziate con la legge finanziaria 2009, e che il riconoscimento della specificità del personale del Comparto è di là da venire, i sindacati sostengono che è ora che il governo manifesti concretamente l'attenzione che sempre dichiara di avere verso il personale che garantisce la sicurezza di questo Paese, preoccupandosi di trovare le risorse economiche necessarie a far partire realmente le trattative. (ANSA).

SICUREZZA: SINDACATI PS,NON DISCUTIAMO CONTRATTO SENZA RISORSE
(AGI) - Roma, 16 set. - Se nella prossima Finanziaria non saranno previsti stanziamenti economici coerenti con gli impegni assunti, i poliziotti italiani non sono disposti ad avviare alcun confronto che veda la presenza dei sindacati al tavolo negoziale. Al contrario, daranno il via ad una inevitabile stagione conflittuale e di generale mobilitazione della categoria per la difesa della propria identità e della specificità professionale E' quanto ribadiscono Siulp, Sap, Siap-Anfp, Silp-Cgil, Ugl-Polizia di Stato, Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi-Mps e Consap Italia Sicura a conclusione del primo incontro - svoltosi stamane a palazzo Vidoni - per verificare la sussistenza delle condizioni per l'avvio delle trattative per il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008/2009 del comparto sicurezza.
Le parti sociali - denuncia un comunicato - hanno dovuto prendere atto che il governo, ancora una volta, ha dimostrato la mancanza assoluta di serietà e credibilità verso gli operatori della sicurezza, dopo averne lodato in più occasioni i risultati conseguiti. L'esecutivo ha stanziato risorse economiche per il rinnovo del contratto assolutamente insufficienti per garantire il mantenimento del potere d'acquisto delle retribuzioni, per salvaguardare il costo della vita, ancor più per i molti che operano nelle grandi città, e per valorizzare la specificità professionale degli appartenenti alle forze dell'ordine.
In particolare, risultano ridotti del 60% gli stanziamenti per il rinnovo del contratto 2008/2009, rispetto a quelli destinati dal governo Prodi con il precedente biennio, prevedendo un inaccettabile incremento economico per un agente di circa 40 euro mensili lordi; non è stato previsto "alcuno stanziamento aggiuntivo per valorizzare il ruolo e la professionalità nonché per riconoscere l'impegno e le peculiarità dei poliziotti; non sono mai stati attuati gli interventi legislativi promessi in materia di riordino delle carriere, specificità lavorativa e correzione di norme sulla malattia.
I sindacati non risparmiano critiche nemmeno al ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non esente da grave e persistente responsabilità istituzionale e politica rispetto all'indifferenza, all'immobilismo e alla totale disattenzione del governo verso gli operatori della sicurezza: spesso il suo silenzio è apparso assordante. (AGI)

COMUNICATO STAMPA

BIENNIO ECONOMICO 2008/2009: CONTINUA LA LATITANZA DEL GOVERNO

Questa mattina a palazzo Vidoni presso la Funzione Pubblica si è svolta il primo incontro per verificare le disponibilità economiche complessive e la sussistenza delle condizioni per l'avvio delle trattative per il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008/2009 tra Governo, sindacati e rappresentanze militari del Comparto Sicurezza.
Immediatamente le parti sociali hanno dovuto prendere atto che il Governo, ancora una volta, ha dimostrato la mancanza assoluta di serietà e credibilità verso gli operatori della sicurezza, dopo averne lodato in più occasioni con dichiarazioni pubbliche l'azione ed i risultati conseguiti.
Ancora una volta, dopo gli annunci, l'assenza di adeguati stanziamenti economici ha dimostrato la contraddittorietà dell'azione del Governo il quale, dopo aver dichiarato di avere tra le priorità della sua azione la sicurezza, non ha fatto seguire alle dichiarazioni d'intento la coerenza e la concretezza dei comportamenti assumendo spesso decisioni di segno contrario.
Infatti all'atto dell'approvazione della manovra finanziaria triennale, che ha prodotto un taglio per la Sicurezza di circa 3,5 miliardi di euro, è seguita l'assicurazione che sarebbero stati previsti investimenti con continui annunci d'imminenti stanziamenti economici finora mai realizzati.
Il Governo continua a chiedere sacrifici ed impegni sempre più gravosi alle Forze di polizia per dimostrare l'efficienza dell'azione in materia di sicurezza, per rassicurare i cittadini e lucrare il loro consenso politico ma contemporaneamente adotta scelte che appaiono vessatorie verso gli operatori della sicurezza e che mortificano la loro professionalità e la loro dignità funzionale.
Per questo tutti i Sindacati di polizia uniti, dopo aver esperito finora tutti i tentativi possibili per chiedere una inversione di rotta, denunziano quanto segue:
• Il Governo ha stanziato risorse economiche per il rinnovo del contratto collettivo nazionale per il biennio economico 2008/2009 assolutamente insufficienti per garantire il mantenimento del potere d'acquisto delle retribuzioni degli operatori della sicurezza, per salvaguardare il costo della vita, ancor più per i molti che operano nelle grandi città, e per valorizzare la specificità professionale degli appartenenti alle forze dell'ordine.
• Il Governo ha ridotto del 60% gli stanziamenti per il rinnovo del contratto 2008/2009, rispetto a quelli destinati dal Governo Prodi con il precedente biennio, prevedendo un inaccettabile incremento economico per un Agente di circa 40 euro mensili lordi;
• Il Governo non ha previsto alcuno stanziamento aggiuntivo per valorizzare il ruolo e la professionalità nonché per riconoscere l'impegno e le peculiarità dei poliziotti, nonostante continue dichiarazioni alla stampa di voler contraddistinguere l'azione con scelte politiche e contrattuali di segno contrario;
• Il Governo è stato finora ampiamente inadempiente sugli impegni formalmente assunti in occasione d'incontri ufficiali o al tavolo negoziale con le parti sociali che avrebbero dovuto attuarsi mediante interventi legislativi, mai attuati, in materia di riordino delle carriere, specificità lavorativa e correzione di norme sulla malattia.
• Il Ministro dell'Interno on. Roberto Maroni non è esente da gravi e persistenti responsabilità istituzionale e politica rispetto all'indifferenza, all'immobilismo e alla totale disattenzione del Governo verso gli operatori della sicurezza e spesso il suo silenzio è apparso assordante.
• Il Ministro dell'Interno on. Roberto Maroni ha la responsabilità di aver finora passivamente accettato l'ingiustificato e persistente ritardo del Ministero dell'Economia nella attribuzione di una parte di risorse economiche pari a oltre 40 milioni di euro destinate alla Polizia di Stato per il pagamento della contrattazione di 2°livello per l'anno 2008, determinando un'inaccettabile sperequazione ed una disparità di trattamento economico in danno dei soli poliziotti rispetto agli altri operatori della sicurezza e della difesa che hanno avuto la totale ed immediata disponibilità delle risorse economiche previste.
• Il Ministro dell'Interno ha la responsabilità di aver finora passivamente accettato che il Ministero dell'Economia trattenga da oltre due anni decine di milioni di euro, già versati dalle società convenzionate e destinati ai poliziotti delle specialità quali indennità accessorie per l'impiego in attività operative.

Per queste ragioni
CHIEDIAMO

1. al Governo di destinare risorse economiche aggiuntive nella prossima Legge Finanziaria per consentire una reale apertura delle trattative per un rinnovo contrattuale che nei suoi contenuti economici possa definirsi almeno dignitoso per gli operatori della sicurezza e che possa altresì rendere tangibile e concreto il riconoscimento della specificità professionale e del quotidiano impegno operativo dei poliziotti.
2. al Governo un chiaro, preciso e formale impegno di destinare risorse economiche, anche in forma pluriennale per il riordino delle carriere.
3. al Ministro dell'Interno una maggiore attenzione, una presenza più visibile e puntuale, ed un impegno fattivo e coerente con il proprio ruolo politico ed istituzionale e con le dichiarazioni d'impegno assunte anche con le parti sociali che rappresentano il personale della Polizia di Stato, per correggere le attuali sperequazioni in danno dei poliziotti e prevenire per il futuro il determinarsi di analoghe situazioni, riaffermando concretamente il ruolo e la centralità del Ministro dell'Interno nel sistema sicurezza del Paese.
Per queste ragioni le scriventi organizzazioni sindacali che rappresentano il 95% degli uomini e le donne della Polizia di Stato, se nella prossima Legge Finanziaria non saranno previsti adeguati stanziamenti economici coerenti con gli impegni formalmente assunti e non si riscontrerà anche una netta inversione di tendenza anche in ordine alle modalità e ai tempi di gestione delle risorse disponibili, rimuovendo e correggendo le situazioni che hanno finora generato una forte ed ingiustificata penalizzazione verso i poliziotti, non sono disposti ad avviare alcun confronto che veda la presenza dei sindacati di polizia al tavolo negoziale ed inizieranno, al contrario una inevitabile stagione conflittuale e di generale mobilitazione della categoria per la difesa della propria identità e della specificità professionale.

Roma 16 settembre 2009

DIFESA: COCER, PROFONDA DELUSIONE DA FINANZIARIA DA GOVERNO NESSUNA ATTENZIONE CONCRETA, FINORA SOLO ANNUNCI
(ANSA) - ROMA, 30 SET - Il Cocer del comparto Difesa (Esercito, Marina, Aeronautica), dopo l'esame della Finanziaria 2010, esprime "profonda delusione", condividendo "quanto già manifestato dai sindacati delle forze di polizia", soprattutto "nel constatare la mancanza di risorse economiche adeguate per il personale in uniforme".
"Rimangono infatti irrisolte - sottolinea in una nota l'organismo di rappresentanza dei militari - le ormai annose problematiche della previdenza complementare, del riordino delle carriere, del precariato, del rinnovo del contratto". E non solo.
Secondo il Cocer, "a fronte della totale dedizione del personale in divisa per la sicurezza interna ed esterna della nazione e per la pace internazionale, non si riscontra alcuna attenzione concreta da parte del Governo, nonostante gli annunci e gli impegni formalmente assunti".
Il Cocer dunque "auspica un urgente incontro con il ministro della Difesa, che ad oggi non ha mai incontrato il Consiglio centrale di rappresentanza dei militari nella sua interezza.
La considerazione e la stima che sempre il ministro esprime - conclude il Cocer - trovi concretezza attraverso un costruttivo confronto con la parte sociale, propedeutico ad un suo autorevole intervento in Consiglio dei ministri". (ANSA).

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Afghanistan, esplosione a Kabul: sei vittime e quattro feriti tra i soldati italiani PDF Stampa E-mail
Autobomba contro due blindati Lince sulla strada di ritorno dall'aeroporto della capitale. Sei parà morti e quattro feriti gravemente. Uno dei militari uccisi sembra essere giunto in Afghanistan proprio oggi. I Taliban rivendicano l'attentato suicida. Tra i civili 2 morti e almeno 30 feriti. Il presidente rieletto Karzai contro i sospetti Ue: "Elezioni regolari".

KABUL - Attentato kamikaze a Kabul, capitale dell'Afghanistan. Sulla strada per l'aeroporto, un'autobomba è esplosa contro due blindati italiani. Sei paracadutisti della Folgore sono morti: un'auto carica di esplosivo è scoppiata al passaggio del primo mezzo del convoglio, uccidendo tutti e cinque gli occupanti. Danni gravi anche al secondo Lince: uno dei militari a bordo è morto e altri tre sono rimasti feriti gravemente. Vittime anche tra i civili: almeno due e oltre 30 i feriti. Decine di veicoli hanno preso fuoco.
Nelle immagini di una tv locale si vede un mezzo militare italiano danneggiato, con le lamiere annerite dal fuoco, accanto al quale soldati italiani stendono un telo sul corpo di un collega morto. Uno dei sei militari italiani uccisi, sembra fosse appena arrivato a Kabul, probabilmente oggi stesso.
Un portavoce dei Taliban ha rivendicato l'attentato con un messaggio sms. L'esplosione è avvenuta nel centro della capitale, all'altezza della "rotonda di Massud", un incrocio stradale rallentato da check point che controllano il traffico verso l'aeroporto, verso il comando Nato Isaf e verso l'ambasciata americana.
Quello di Kabul è il più grave attentato subito dalle truppe italiane dalla strage di Nassiriya, in Iraq, del 12 novembre 2003. Nell'esplosione di un camion-cisterna davanti alla base italiana Msu dei Carabinieri, ci furono 28 morti, 19 italiani (12 carabinieri, cinque militari dell'Esercito e due civili di una troupe che girava un documentario), e 9 iracheni.
L'attentato suicida è avvenuto pochi minuti dopo che il presidente Karzai aveva concluso una conferenza stampa al palazzo presidenziale dedicata ai risultati delle elezioni annunciati ieri pomeriggio dalla Commissione elettorale afgana. karzai ha contestato le obiezioni fatte dagli osservatori dell'Unione europea secondo cui potrebbero esserci brogli su quasi 2 milioni di voti.

Kabul - Sei militari italiani morti sull'asfalto di Kabul. Quattro in condizioni gravi. All'altezza di Massoud Circle, sulla strada per l'aeroporto. Un'esplosione potente e un'alta colonna di fumo nero nel quartiere diplomatico. Un kamikaze, secondo alcuni. Un'autobomba, secondo altri. Stando a un portavoce dell'Isaf, la forza internazionale di assistenza per la sicurezza guidata dalla Nato, la deflagrazione è avvenuta lungo la strada che conduce all'aeroporto internazionale, la stessa attaccata lo scorso 8 settembre da un kamikaze talebano che uccise tre civili. Colpiti i due mezzi Lince italiani che erano di scorta a un mezzo diretto allo scalo di Kabul.
Morti e feriti Un bilancio parziale parla di sei morti e quattro feriti, in condizioni gravi, tra i militari italiani. Questa la dinamica: l'autobomba avrebbe distrutto il primo Lince della colonna uccidendo i cinque militari a bordo. Quasi distrutto anche il secondo con una vittima e quattro soldati in gravi condizioni. Appartengono tutti alla brigata paracadutisti Folgore i sei soldati morti. Lo si apprende da fonti militari, mentre ancora non si conosce di quali reparti facessero parte. Uno dei sei soldati italiani uccisi nell'attentato in Afghanistan sembra fosse appena arrivato a Kabul, probabilmente oggi stesso.
Conferma della Difesa Sono "almeno sei" le vittime dell'attentato compiuto oggi a Kabul. Lo sottolineano fonti della difesa precisando però che si stanno raccogliendo in questi minuti i dettagli dell'accaduto e che quindi non si può specificare al momento quanti militari italiani abbiano perso la vita in conseguenza della deflagrazione dell'ordigno che ha investito due veicoli italiani lungo la strada tra la capitale afgana e l'aeroporto. Anche sul numero complessivo delle vittime, oltre che sulla nazionalità, non ci sono certezze e non si può neanche escludere che il bilancio sia destinato a salire ulteriormente.
Rivendicazione Un portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahid, ha rivendicato l'attentato in cui sono rimasti uccisi i militari italiani. In un messaggio sms il portavoce ha riferito che un uomo di nome Hayutullah si è fatto esplodere contro il convoglio militare dell'Isaf, nel centro della capitale.
La procura di Roma La procura di Roma ha aperto un fascicolo in relazione all'attentato compiuto stamani a Kabul. Il procuratore aggiunto Pietro Saviotti, coordinatore del pool antiterrorismo della procura di Roma, ha aperto un fascicolo, così come avvenuto in analoghi casi in passato, ipotizzando il reato di attentato con finalità di terrorismo. Il magistrato attende nelle prossime ore un rapporto dalle autorità militari italiane e dai Ros sull'accaduto.
Altri attentati Il sito dell'attentato sorge tra l'altro non lontano dal palazzo presidenziale, nel quale poco prima il presidente uscente Hamid Karzai aveva tenuto una conferenza stampa sulle controverse elezioni del 20 agosto. La capitale dell'Afghanistan di recente è stata teatro di numerosi attacchi suicidi: oltre a quello contro lo scalo aereo, il mese precedente era stato preso d'assalto addirittura il quartier generale dell'Isaf, in piena città; sette gli afghani rimasti uccisi nell'occasione.

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Brunetta licenzia migliaia di statali PDF Stampa E-mail
Brunetta firma la circolare per inviare in pensione migliaia di statali che hanno maturato 40 anni contributivi compreso gli anni riscattati per la laurea e la leva. Contrari i sindacati: la cgil spoil system forzoso

ROMA, 16 SET - Operazione "svecchiamento" nella pubblica amministrazione: il ministro, Renato Brunetta, ha firmato oggi la circolare che fornisce chiarimenti sulla norma che consente alle amministrazioni di mandare in pensione i dipendenti con 40 anni di contributi. Compresi quelli figurativi, come il riscatto per la laurea o il servizio militare. A prescindere, quindi, dal numero di anni di servizio svolto. La misura potenzialmente interessa migliaia di lavoratori pubblici.
Il ministro ha raccomandato alle amministrazioni di evitare "comportamenti contraddittori o contrari a buona fede e correttezza ingenerando nei dipendenti false aspettative e creando occasioni di contenzioso". Ma la Cgil già parla di "smaccato spoil system", la Cisl esprime "stupore per la reiterazione della norma", e la Uil mette in guardia dal rischio di "una spartizione dei nuovi incarichi attraverso canali politico-clientelari". Per l'Ugl, è un provvedimento "discriminante".
La disposizione, in effetti, ha alle spalle un iter tormentato: il testo è stato modificato per ben tre volte prima di arrivare a questa versione definitiva. Inizialmente si prevedevano 40 anni di contributi per la risoluzione anticipata del rapporto di lavoro, requisito successivamente modificato in "40 anni di servizio effettivo" per poi tornare con la legge 102 di quest'anno (che ha convertito il decreto anti-crisi, approvata prima della pausa estiva) ai 40 anni di contributi. Facendo salire, così, la platea interessata, anche se al momento manca una stima precisa. Esclusi i magistrati, i professori universitari ed anche i medici primari. Coinvolti, invece, i dirigenti.
La misura ha carattere eccezionale perché varrà solo per il triennio 2009-2011 e prevede un preavviso di sei mesi. Per i comparti sicurezza, difesa ed esteri, successivi decreti del presidente del consiglio definiranno specifici criteri. Che, invece, nella sanità saranno definiti da ogni amministrazione per salvaguardare le specifiche professionalità, anche tenendo conto delle possibili difficoltà che si potrebbero riscontrare in futuro nel reperirle sul mercato. La norma, quindi, qui troverà particolare applicazione nelle riorganizzazioni o ristrutturazioni che derivano, per esempio, da piani di rientro.
Contrari i sindacati al provvedimento: "Si mettono insieme esigenze contabili con uno smaccato spoil system", dice il responsabile del dipartimento settori pubblici Cgil, Michele Gentile; il segretario confederale della Cisl, Gianni Baratta, esprime preoccupazione per la "discrezionalità accordata alle amministrazioni"; la Uil-Fpl (sanità ed enti locali), con il segretario Giovanni Torlucci, chiede: ''a chi giova questo massiccio turn over?''. Mentre per l'Ugl il provvedimento "può mettere in difficoltà quanti preferirebbero continuare a lavorare qualche anno in più per far fronte a necessità familiari".
(Fonte ANSA)

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
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