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Associazione per i Militari Democratici
Contratto Forze armate e Forze di Polizia biennio 2008-2009: ecco le cifre PDF Stampa E-mail
A palazzo Vidoni l'aula era semideserta. Mancavano la quasi totalità delle rappresentanze sindacali delle Forze di polizia (che hanno respinto al mittente l'invito di Brunetta) ed erano presenti 3 Cocer su 5 (Marina, Esercito e Carabinieri). Per la parte governativa era presente Eugenio Gallozzi, Capo Ufficio relazioni sindacali delle pubbliche amministrazioni che ha snocciolato alcune (magre) cifre: per l'anno 2009 l'incremento medio sarà di circa 50 euro nette (a cui verranno sottratte le somme già percepite a titolo di vacanza contrattuale 2009) e 12 euro (medie lorde) per l'anno 2010. Per il 2008 non è stato stanziato nulla, quindi rimane solo la vacanza contrattuale già percepita. Niente copertura per la "specificità", che continua a rimanere un contenitore vuoto usato a scopi puramente propagandistici da questo governo ingrato che agli operatori del comparto Sicurezza e Difesa chiede tutto ma al momento del riconoscimento non concede quasi niente, solo tagli.

Per quanto riguarda i militari, impiegati in queste ore in 5 città a spalare la neve (Milano, Verona, Bologna, Ferrara e Forlì), a pattugliare le strade, a prestare opera di soccorso alle popolazioni dell'Abruzzo, a sorvegliare la monnezza di Napoli ed impegnati all'estero in sanguinose "operazioni di pace", si conferma quindi l'indirizzo governativo nell'utilizzarli come mano d'opera a basso costo ma con un grande ritorno di immagine, nulla di più.

Esprime "grande amarezza", il delegato del Cocer Marina Ciavarelli, che si aspettava uno sforzo maggiore da parte del governo quantomeno "in riconoscimento dei servigi resi al Paese che gli uomini e le donne con le stellette non hanno mai lesinato".

La prossima riunione si terrà il 12 gennaio, ma se il buongiorno si vede dal mattino, si prospettano ancora anni bui per gli operatori del comparto, alle prese nei prossimi anni anche con i famelici appetiti di una SpA che farà man bassa dei gioielli di famiglia della Difesa.

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SICUREZZA: SINDACATI, SU CONTRATTO NESSUNA NOVITA'DA GOVERNO

(ANSA) - ROMA, 22 DIC - ''Il governo si limita a proporre aumenti di 40 euro, nessuna garanzia sugli arretrati, e nessuna sostanziale novita' per quel che riguarda lo stanziamento di risorse economiche sufficienti''. Questi i motivi che hanno spinto molti sindacati del comparto sicurezza a non partecipare alla riunione convocata dal ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, per il rinnovo del contratto 2008-2009, scaduto da due anni. ''Come riconosciuto anche dal ministro Maroni il Governo ha ridotto gli stanziamenti sugli appositi capitoli di spesa per il lavoro straordinario, con un taglio di 19 milioni di euro dei servizi di ordine pubblico, del 20.5% del capitolo di spesa sulle missioni in Italia e all'estero, sulle manutenzioni degli impianti e degli alloggi collettivi, perfino dell'85% sugli armamenti e su alcuni beni strumentali per garantire con efficienza la sicurezza dei cittadini'', scrivono in una nota congiunta le sigle della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Anfp), della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Uil P.A. Penitenziari, Sinappe, Fns Cisl, Cgil F.P. e Uspp Ugl), del Corpo Forestale dello Stato (Sapaf, Ugl Corpo Forestale, Fesifo, Fns Cisl, P.A. Uil Forestali, Cgil F.P.), il Cocer della Guardia di Finanza e dell'Aeronautica. I sindacati, che gia' avevano manifestato a Roma in ottobre, confermano anche il proprio stato di agitazione ''fino a quando non vi saranno segnali chiari e concreti, da parte del Governo, per una netta inversione di tendenza''. (ANSA).

SICUREZZA: SINDACATI E COCER IN BUONA PARTE DISERTANO INCONTRO A FUNZIONE PUBBLICA:'DOPO I TAGLI PRODOTTI CON LA PRECEDENTE FINANZIARIA IL GOVERNO NON HA RISPETTATO GLI IMPEGNI ASSUNTI'

Roma, 22 dic. (Adnkronos) - Un ampio fronte di sindacati della Polizia di Stato (Siulp, Sap, Siap, Silp Cgil, Ugl Polizia, Coisp, Anfp), della Polizia Penitenziaria (Sappe, Osapp, Uil P.A. Penitenziari, Sinappe, Fns Cisl, Cgil F.P. e Uspp Ugl), del Corpo Forestale dello Stato (Sapaf, Ugl Corpo Forestale, Fesifo, Fns Cisl, P.A. Uil Forestali, Cgil F.P.), oltre al Cocer della Guardia di Finanza e al Cocer Aeronautica, non ha partecipato alla riunione convocata dal Dipartimento della Funzione Pubblica nella giornata odierna per il rinnovo del contratto 2008-2009, scaduto ormai da due anni. "I motivi -affermano le organizzazioni assenti in una nota congiunta- sono tanti e tutti importanti. Il Governo, dopo i tagli prodotti con la precedente finanziaria, non ha rispettato gli impegni assunti e rispetto all'ultima riunione svoltasi il 16 settembre scorso, sempre per il rinnovo del contratto, non sono state apportate sostanziali novita', soprattutto per quel che riguarda lo stanziamento di risorse economiche sufficienti". "Il Governo continua a limitarsi -proseguono i sindacati ed i cocer- ad incrementi pari al tasso inflattivo, il 3,2 per cento, che produrra' aumenti di circa 40 euro per Agente, senza per altro garanzia sugli arretrati. Le risorse economiche aggiuntive per il biennio economico 2008 - 2009, disponibili dal primo gennaio 2010 per vaorizzare la specificita' professionale, sono pari a cento milioni di euro, pari alla meta' di quella stanziate per il biennio precedente. "Il Governo, inoltre, nonostante gli impegni assunti e le ripetute promesse, non ha ancora avviato -aggiungono sindacati e cocer- i tavoli della previdenza complementare, tanto che i giovani appartenenti alle Forze dell'Ordine rischiano di trascorrere in poverta' i loro anni di vecchia, e non e' stata impressa la giusta accelerazione all'iter di approvazione del riordino delle carriere". "Del resto, come riconosciuto anche dal ministro Maroni, il Governo ha ridotto gli stanziamenti sugli appositi capitoli di spesa per il lavoro straordinario, con un taglio-sottolineano sindacati e Cocer- di 19 milioni di euro pari al 55 per cento dei servizi di ordine pubblico, con un taglio del 20.5 per cento del capitolo di spesa sulle missioni in Italia e all'estero, sulle manutenzioni degli impianti e degli alloggi collettivi, perfino dell'85 per cento sugli armamenti e su alcuni beni strumentali per garantire con efficienza la sicurezza dei cittadini". Per questo, la quasi totalita' dei sindacati della Polizia di Stato, della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato, oltre al Cocer della Guardia di Finanza e al Cocer Aeronautica, in linea con le strategie finora adottate che hanno portato tra l'altro alla grande manifestazione dei 40.000 in piazza a Roma a fine ottobre, ha dichiara la propria indisponibilità a partecipare alla riunione del 22 dicembre e conferma il proprio stato di mobilitazione e agitazione fino a quando non vi saranno segnali chiari e concreti, da parte del Governo, per una netta inversione di tendenza", concludono sindacati e cocer.

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INCONTRO CON IL MINISTRO DELL'INTERNO MARONI

Nella mattinata odierna presso il Dipartimento della P.S. si è svolto il preannunciato incontro con il Ministro dell'Interno on. Roberto Maroni, richiesto dai sindacati del cartello dopo la scelta di non partecipare alla riunione presso il Dipartimento della Funzione Pubblica del 22 dicembre scorso per il rinnovo contrattuale del biennio economico 2008/2009, per le ragioni indicate nel comunicato redatto lo stesso giorno.

Nell'incontro odierno i sindacati del cartello hanno evidenziato al Ministro Maroni che,allo stato, non sussistono le condizioni per la ripresa del confronto negoziale alla Funzione Pubblica, in quanto non sono state date dal Governo risposte concrete sulla disponibilità complessiva di risorse economiche per finanziare le quattro priorità che sono state costantemente e continuamente poste all'attenzione dell'Esecutivo per tutto lo corso anno: rinnovo del biennio contrattuale; specificità lavorativa; riordino complessivo delle carriere; previdenza complementare.

I sindacati hanno evidenziato, altresì, in modo estremamente critico, oltre che l'insufficienza delle risorse economiche aggiuntive stanziate nella legge finanziaria per il solo rinnovo contrattuale, le modalità, i toni ed i tempi decisi dal Ministro della Funzione Pubblica per convocare il tavolo negoziale per la discussione di merito per il contratto e l'assenza di risposte sugli altri obbiettivi strategici dell'azione sindacale.

Infine il cartello sindacale ha ribadito che con queste condizioni, ed in mancanza di risposte chiare e definite sulla reale consistenza complessiva di risorse economiche e sui tempi necessarie per l'avvio delle procedure per realizzare il riordino delle carriere e per gli altri obbiettivi, non sussistono le condizioni politiche per la partecipazione delle delegazioni sindacali e per la ripresa delle trattative alla Funzione Pubblica per il rinnovo contrattuale.

Il Ministro Maroni ha sostenuto che il dialogo ed il confronto con i sindacati di polizia è da considerare condizione fondamentale ed insostituibile per mantenere corrette relazioni con i rappresentati del personale, ed evitare azioni d'imperio o decisioni unilaterali del Governo che, anche se supportate da potestà legislative, rischierebbero di determinare rotture e fasi conflittuali che certamente non gioverebbero alla causa di nessuno.

Inoltre il Ministro ha aggiunto che si sarebbe immediatamente fatto carico di chiedere al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio on Gianni Letta, di convocare una riunione di tutti i ministri competenti per il Comparto Sicurezza e Difesa al fine di concordare in modo unitario una posizione complessiva del Governo sulle questioni poste dai sindacati, chiedendo, nel frattempo, la sospensione degli incontri alla Funzione Pubblica.

L'on Maroni ha anche aggiunto che, come Ministro dell'Interno si sarebbe fatto carico, in quella riunione, di chiedere un ripensamento sulle risorse economiche finora disponibili, con la possibilità di reperire ulteriori fondi possibili per realizzare quanto richiesto.

Il Ministro ha aggiunto che le risorse potrebbero essere reperite dal FUG (Fondo Unico Giustizia) presso il quale, sarebbe disponibile al 31.12.2009 la somma di 1,5 miliardi di euro contabilizzata, in parte già confiscata, ed in parte al momento solo sequestrata nel corso di operazioni contro la criminalità e costituita, per una parte, da denaro contante e per un'altra parte, da titoli non immediatamente esigibili.

Anche se la legge prevede il termine entro la fine di aprile, con molta probabilità, già entro la fine di questo mese verrà emanato un DPCM dalla Presidenza del Consiglio con cui le somme disponibili del FUG verranno ripartite per il 50 % al Ministero dell'Interno e per il 50 % al Ministero della Giustizia, con la possibilità di incrementare in modo permanete e continuativo detto Fondo, attraverso la destinazione, anche per il futuro, con un automatismo previsto dalle norme, di risorse confiscate o sequestrate nel corso di operazioni di polizia, o a seguito di condanne definitive riguardanti i capitali provento della costante lotta contro la criminalità.

Infine, il Ministro ha concluso dando la propria disponibilità ad un approfondimento per rivedere, o correggere le attuali modalità di assunzione in polizia senza, però, che ciò possa comportare ritardi per le assunzioni, soprattutto dopo che la legge finanziaria ha previsto le risorse necessarie per garantire il turn over per il prossimo triennio (115 milioni di euro per il 2010; 344 per il 2011 e 600 per il 2012).

Nel tardo pomeriggio odierno, a conferma dell'impegno assunto dal Ministro dell'Interno, è giunta la comunicazione ai sindacati di polizia che sono stati sospesi i programmati incontri alla Funzione Pubblica previsti per il 13 ed il 14 c.m.

Restiamo in vigilante attesa delle decisioni che il Governo assumerà in modo collegiale sulle questioni poste e sulle risorse economiche complessivamente disponibili prima di assumere ogni altra iniziativa .

Roma 12 gennaio 2010

Siulp                              Sap                                 Siap-Anfp                     Silp-Cgil                        Ugl-Polizia i Stato                            Coisp-Up-Fps-Adp-Pnfi

Romano                         Tanzi                             Tiani                              Giardullo                      Leggeri                                            Maccari

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Difesa Servizi spa: Approfondimento del primo caso di privatizzazione dello Stato PDF Stampa E-mail
Il fatto Tra le pieghe della finanziaria, un provvedimento esplosivo, che faccendieri di tutta Italia anticipavano da un anno. Ignazio La Russa è riuscito a privatizzare il suo ministero, creando una spa, al 100% nelle sue mani, che gestirà con criteri di diritto privato le forniture e gli acquisti della Difesa, e pure le aree del demanio militare, un patrimonio immenso

Diritto privato vuol dire niente gare, niente corte dei conti, e se qualcuno ruba, è appropriazione indebita e i pm non possono intervenire d'ufficio.

Ma le aree del demanio militare restano protette dal segreto militare, anche nei confronti degli enti locali. Quindi se i militari, ormai spa, ci vogliono fare un termovalorizzatore, una centrale nucleare, un grattacielo, così, tanto per far fronte fuori bilancio alle spedizioni estere o a chissà cosa, non devono chiedere il permesso a nessuno, che tanto nessuno non autorizzato da loro può entrare.

In pratica, un colpo di stato. Ne ha parlato un solo giornale, l'Espresso di venerdì 18. Di Pietro manco se ne è accorto. Il PD ha fatto fare una blanda protesta d'ufficio da due esponenti minori, la vedova Calipari e il sen. Scanu.

Certo, il momento per l'operazione è ben scelto, perché offre un immediato impiego ai capitali che stanno rientrando grazie allo scudo: una grandiosa speculazione immobiliare che è sempre stato l'affare più gradito per i nostri "capitani coraggiosi", insieme alla possibilità di contrattare forniture militari con una burocrazia amica, in condizione di quasi monopolio.

Economicamente potrebbe essere una operazione grandiosa, in grado di farci uscire dalla crisi, e di consolidare un nuovo ceto economico (quelli che riportano i soldi dall'estero) con un nuovo ceto politico: gli uomini di AN che non a caso stanno dialogando sul futuro del nostro sistema politico dopo Berlusconi con gli uomini del PD. Che a questa operazione devono assicurare la tolleranza in parlamento e negli enti locali.

Di seguito riportiamo la posizione di CASADIRITTO:

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE

DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi,3 - 00153 - ROMA

Tel./Fax: 06-5883981

ALLOGGI DIFESA

DIFESA SERVIZI S.P.A

PRESTO SI AGGIRERA' TRA NOI

Con l'entrata in vigore della Legge finanziaria  2010 "l'artefice", così come il Sole 24 Ore chiama l'On. Guido Crosetto, Sottosegretario per la Difesa, artefice appunto di Difesa Servizi S.p.A. "è soddisfatto".

Questa creaturina (la S.p.A. )si occupa di attività attualmente prerogativa della vera Difesa,ma prossimamente,non appena approvato lo Statuto (entro 45 giorni assicura il Sole 24 Ore ),sarà operativa e "potrà avvalersi di personale militare e civile già a libro paga della Difesa".

Valorizzazione immobili,acquisizione beni e servizi,e prestazioni strettamente correlate all'attività operativa delle Forze Armate, compresa l'Arma dei Carabinieri, sono i fini di questa società privata, che meglio lo Statuto potrà precisare.

L'attenzione di CASADIRITTO sarà naturalmente concentrata nel monitorare e porre la massima attenzione intorno a tutto quello che ruoterà nel fantastico mondo che si aprirà nella gestione degli alloggi . Faremo attenzione soprattutto alla ricaduta che avrà questa operazione ,per esempio nel settore degli affitti .Non vorremmo, anche se a pensare male si fa peccato , che di fantasia in fantasia, si arrivi alla realizzazione, come già scritto nero su bianco fin dal maggio-giugno 2008 , nel Piano,denominato da gente più pragmatica e meno fantasiosa,partecipante alla allegra tavolata auto denominatasi, con indubbio effetto thrilling "Obiettivo 9".

Laddove veniva precisato che : "il rilascio delle unità abitative da parte degli utenti Sine Titulo, in quanto il canone elevato che si viene a determinare risulta sicuramente antieconomico/ insostenibile rispetto ad altra sistemazione abitativa (anche in zone periferiche ) tratta dal libero mercato  " . Pagina 13 (N.d.R.).

Arriveranno  alla  realizzazione  di questo traguardo malsano ed  illecito confezionato dall'Obiettivo 9 ?

Questa società opererà, come precisato bene sul Sole 24 Ore , senza il controllo della Corte dei Conti, ed è lo stesso Crosetto sullo stesso giornale "non c'è controllo della S.p.A. da parte della Corte dei Conti".

In attesa che entro 45 giorni la neonata Società venga costituita con regolare rogito, si allega la parte della Finanziaria 2010  riportante "l'evento".

E qui ci poniamo una riflessione: l'assenza di un qualsiasi controllo del massimo organo della Magistratura Contabile. Dice l'Espresso nel numero del 22 dicembre 2009: "Questa holding potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di Euro senza rispondere al Parlamento o a organismi neutrali. In più si metterà nel portafogli un patrimonio di immobili "da valorizzare" pari a 4 miliardi di Euro. Sono cifre imponenti, un fatturato da multinazionale che passa di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quella del mercato privato".

E qui anche CASADIRITTO si pone un altro interrogativo: l'assenza di questi controlli, a chi giova?

Non crediamo sia utile alla Difesa ne tanto meno, molto più modestamente, alle migliaia di famiglie di militari in servizio e in quiescenza che in quelle case ci vivono.

E' comunque facile prevedere che Difesa Servizi S.p.A. e Regolamento (Legge 244) comprensivo di Programma Pluriennale, entrino inevitabilmente in rotta di collisione e sia comunque incompatibile con le attuali Leggi a cui teniamo molto e che ci sono costate enormi sacrifici (Leggi 537 e 724), a distanza di anni possiamo ben dirlo, hanno rotto l'inerzia della Difesa "costringendola" allora, ad aumentarci si il canone, ma in una maniera possibile, ove il canone non era certo "escogitato" per rendere "antieconomico/ insostenibile" la permanenza, ma semplicemente è considerata una risorsa in più per la Difesa ed una acquisita dignità per gli utenti in affitto.

In questo momento, a distanza esattamente di un anno, era dicembre 2008 ,ci appare difficile immaginare che il Sottosegretario Crosetto ed i suoi collaboratori, che CASADIRITTO ha incontrato di fronte a quel grande tavolo ovale di via Napoli, mostrando significative aperture su quella bozza di Regolamento inerente gli alloggi e trasmettendoci una  non immotivata quanto purtroppo illusoria fiducia, sia lo stesso Sottosegretario che il giorno 1° dicembre 2009 in un intervento effettuato presso la Commissione Difesa della Camera, diventato oramai nostro malgrado un "cult" ha tentato di replicare al Relatore On. De Angelis con discutibili quanto personalissimi singolari argomenti e precisazioni che, se non altro, hanno messo in luce l'improvvisa metamorfosi del Sottosegretario.

Quelle frasi per fortuna sono state visionate da migliaia di famiglie, che direttamente hanno letto quelle tristi e gravi affermazioni in maniera diretta dallo stenografico della Camera, e in migliaia di copie diffuse direttamente in tutta Italia tramite internet da CASADIRITTO.

Non dovremmo che trarne quindi un giudizio severo.

Vedremo se invece, nel corso di questa pausa dei lavori parlamentari, il Sottosegretario Crosetto ne trarrà una utile riflessione.

Ad aiutarlo troverà tutti quanti: CASADIRITTO, il COCER, il RELATORE ,la stragrande maggioranza della Commissione Difesa e non ultime le migliaia di famiglie contro le quali il provvedimento è rivolto.

Gennaio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale

CASADIRITTO

Di seguito il testo della legge finanziaria comma 23 - 30 riguardante l'istituzione di "Difesa Servizi S.p.A.":

23. Ai fini dello svolgimento dell'attività negoziale diretta all'acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dell'Amministrazione della difesa e non direttamente correlate all'attività operativa delle Forze armate,compresa l'Arma dei carabinieri, da individuare con decreto del Ministro della difesa di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, nonché ai fini dell'articolo 7 della legge 24 dicembre1985, n. 808, nonché delle attività di valorizzazione e di gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari, da realizzare anche attraverso accordi con altri soggetti e la stipula di contratti di sponsorizzazione, è costituitala società per azioni denominata « Difesa Servizi Spa », con sede in Roma. Il capitale sociale della società di cui al presente comma è stabilito in 1 milione di euro ei successivi eventuali aumenti del capitale sono determinati con decreto del Ministro della difesa, che esercita i diritti dell'azionista.

Le azioni della società sono interamente sottoscritte dal Ministero della difesa e non possono formare oggetto di diritti a favore di terzi.

24. Le Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, ed il Corpo della guardia di finanza hanno il diritto all'uso esclusivo delle proprie denominazioni, dei propri stemmi, degli emblemi e di ogni altro segno distintivo. Il Ministero della difesa,anche avvalendosi della società di cui al comma 23, ed il Corpo della guardia di finanza, anche avvalendosi dell'apposita società, possono consentire l'uso anche temporaneo delle denominazioni, degli stemmi, degli emblemi e dei segni distintivi di cui al presente comma, in via convenzionale ai sensi dell'articolo 26 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori,servizi e forniture, di cui al decreto legislativo12 aprile 2006, n. 163, nel rispetto delle finalità istituzionali e dell'immagine delle Forze armate e del Corpo della guardia di finanza. Si applicano le disposizioni contenute negli articoli 124, 125 126 del codice della proprietà industriale di cui al decreto legislativo 10 febbraio2005, n. 30, e successive modificazioni.

25. Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque fabbrica, vende,espone, adopera industrialmente ovvero utilizza al fine di trarne profitto le denominazioni,gli stemmi, gli emblemi e i marchi di cui al comma 24 in violazione delle disposizioni di cui al medesimo comma è punito con la multa da 1.000 a5.000 euro.

26. Le disposizioni contenute nel comma 25 non si applicano ai collezionisti e agli amatori che operano per finalità strettamente personali e non lucrative.

27. Con regolamenti da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro della difesa, di concerto coni Ministri dello sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, sono individuatile denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e gli altri segni distintivi di cui al comma 24, nonché le specifiche modalità attuative, con riferimento alle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri.

Con regolamenti da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, su proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, sono individuate le denominazioni, gli stemmi, gli emblemi e gli altri segni distintivi di cui al comma 24 e le specifiche modalità attuative, con riferimento al Corpo della guardia di finanza.

28. La società di cui al comma 23, che è posta sotto la vigilanza del Ministro della difesa, opera secondo gli indirizzi strategici e i programmi stabiliti con decreto del medesimo Ministero, di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze. La medesima società ha ad oggetto la prestazione di servizi e l'espletamento di attività strumentali e di supporto tecnico-amministrativo in favore dell'Amministrazione della difesa per lo svolgimento di compiti istituzionali di quest'ultima. L'oggetto sociale, riguardante l'attività negoziale diretta all'acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni, è strettamente correlato allo svolgimento dei compiti istituzionali del comparto sicurezza e difesa, anche attraverso l'espletamento, per le Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, delle funzioni di centrale di committenza ai sensi dell'articolo 33 del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163. Le predette funzioni di centrale di committenza possono essere svolte anche per le altre Forze di polizia, previa stipula di apposite convenzioni con le amministrazioni interessate.

La società può altresì esercitare ogni attività strumentale, connessa o accessoria ai suoi compiti istituzionali, nel rispetto della normativa nazionale e comunitaria in materia di affidamento a società a capitale interamente pubblico.

29. La società di cui al comma 23, nell'espletare le funzioni di centrale di committenza, utilizza i parametri di prezzo qualità delle convenzioni di cui all'articolo 26, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488, e successive modificazioni, come limiti massimi per l'acquisto di beni e servizi comparabili.

30. Lo statuto disciplina il funzionamento interno della società di cui al comma 23. Esso è approvato con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge. È ammessa la delega dei poteri dell'organo amministrativo a uno dei suoi membri.

Con lo stesso decreto sono nominati i componenti del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per il primo periodo di durata in carica. I membri del consiglio di amministrazione possono essere scelti anche tra gli appartenenti alle Forze armate in servizio permanente.

Le successive modifiche allo statuto e le nomine dei componenti degli organi sociali per i successivi periodi sono deliberate a norma del codice civile ed entrano in vigore a seguito dell'approvazione delle stesse con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. Ai fini del presente comma lo statuto prevede:

a) il divieto esplicito di cedere le azioni o di costituire su di esse diritti a favore di terzi;

b) la nomina da parte del Ministro della difesa dell'intero consiglio di amministrazione e il suo assenso alla nomina dei dirigenti;

c) le modalità per l'esercizio del «controllo analogo» sulla società, nel rispetto dei principi del diritto europeo e della relativa giurisprudenza comunitaria;

d) le modalità per l'esercizio dei poteri di indirizzo e controllo sulla politica aziendale;

e) l'obbligo dell'esercizio della attività societaria in maniera prevalente in favore del Ministero della difesa;

f) il divieto di chiedere la quotazione in borsa o al mercato ristretto.

31. Gli utili netti della società di cui al comma 23 sono destinati a riserva, se non altrimenti determinato dall'organo amministrativo della società previa autorizzazione del Ministero vigilante. La società non può sciogliersi se non per legge.

32. La pubblicazione del decreto di cui al comma 30 nella Gazzetta Ufficiale tiene luogo degli adempimenti in materia di costituzione delle società previsti dalla normativa vigente. Il rapporto di lavoro del personale dipendente della società è disciplinato dalle norme di diritto privato e dalla contrattazione collettiva. Ai fini dell'applicazione dei commi 23 e da 28 a 31 del presente articolo, in deroga a quanto previsto dal comma 9 dell'articolo 23-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, la società si avvale anche del personale militare e civile del Ministero della difesa, anche di livello non dirigenziale, in possesso di specifiche competenze in campo amministrativo e gestionale, da impiegare secondo le modalità previste dallo stesso articolo.

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Forze Armate e privatizzate:Tutta la gestione della Difesa passa in mano ad una società per azioni. Così un ministero smette di essere pubblico.

di Gianluca Di feo - L'Espresso

Le Forze Armate italiane smettono di essere gestite dallo Stato e diventano una società per azioni. Uno scherzo? Un golpe? No è una legge, che diventerà esecutiva nel giro di poche settimane. La rivoluzione è nascosta tra i cavilli della Finanziaria che marcia veloce a colpi di fiducia soffocando qualunque dibattito parlamentare. Cosi, in un assordante silenzio, tutte le spese della Difesa diventeranno un affare privato, nelle mani di un consiglio d'amministrazione e di dirigenti scelti soltanto dal ministro in carica, senza controllo del Parlamento, senza trasparenza. La privatizzazione di un intero ministero passa inosservata mentre introduce un principio senza precedenti. Che pochi parlamentari dell'opposizione leggono chiaramente come la prova generale di un disegno molto più ampio. Lo smantellamento dello Stato. "Ora si comincia dalla Difesa, poi si potranno applicare le stesse regole alla Sanità, all'Istruzione, alla Giustizia: non saranno più amministrazione pubblica, ma società d'affari" chiosa il senatore Pd Gianpiero Scanu.

Stiamo parlando di Difesa Servizi Spa, una creatura fortissimamente voluta da Ignazio La Russa e dal sottosegretario Guido Crosetto: una società per azioni, con le quote interamente in mano al ministero e otto consiglieri d'amministrazione scelti dal ministro, che avrà anche l'ultima parola sulla nomina dei dirigenti. Questa holding potrà spendere ogni anno tra i 3 e i 5 miliardi di euro senza rispondere al Parlamento o ad organismi neutrali. In più si metterà nel portatogli un patrimonio di immobili "da valorizzare" pari a 4 miliardi. Sono cifre imponenti, un fatturato da multinazionale che passa di colpo dalle regole della pubblica amministrazione a quelle del mondo privato. Ma questa Spa avrà altre prerogative abbastanza singolari. Ed elettrizzanti. Potrà costruire centrali energetiche d'ogni tipo sfuggendo alle autorizzazioni degli enti locali: dal nucleare ai termovalorizzatori, nelle basi e nelle caserme privatizzate sarà possibile piazzare di tutto. Bruciare spazzatura o installare reattori atomici. Signorsì! Segreto militare e interesse economico si sposeranno, cancellando ogni parere delle comunità e ogni ruolo degli enti locali. Comuni, Province e Regioni resteranno fuori dai reticolati con la scritta "zona militare", utilizzati in futuro per difendere ricchi business. Infine, la Spa si occuperà di "sponsorizzazioni". Altro termine vago. Si useranno caccia, incrociatori e carri armati per fare pubblicità? Qualunque ditta è pronta a investire per comparire sulle ali delle Frecce Tricolori, che finora hanno solo propagandato l'immagine della Nazione. Ma ci saranno consigli per gli acquisti anche sulle fiancate della nuova portaerei Cavour o sugli stendardi dei reparti che sfilano il 2 giugno in diretta tv?

Lo scippo

Quali saranno i reali poteri della Spa non è chiaro: le regole verranno stabilite da un decreto di La Russa. Perché dopo oltre un anno di dibattiti, il parto è avvenuto con un raid notturno che ha inserito cinque articoletti nella Finanziaria. "In diciotto mesi la maggioranza non ha mai voluto confrontarsi. Noi abbiamo tentato il dialogo fino all'ultimo, loro hanno fatto un blitz per imporre la riforma", spiega Rosa Villecco Calipari, capogruppo Pd in commissione Difesa: "I tagli alla Difesa sono un data oggettivo, dovevano essere la premessa per cercare punti di convergenza. La tutela dello Stato non può avere differenze politiche, invece la destra ha tenuto una posizione di scontro fino a questo scippo inserito nella

Portaerei Cavour

Finanziaria". Non si capisce nemmeno quanti soldi verranno manovrati dalla holding. Difesa Servizi gestirà tutte le forniture tranne gli armamenti, che rimarranno nelle competenze degli Stati maggiori. Ma cosa si intende per armamenti? Di sicuro cannoni, missili, caccia e incrociatori. E gli elicotteri? E i camion? E i radar e i sistemi elettronici? Quest'ultima voce ormai rappresenta la fetta più consistente dei bilanci, perché anche il singolo paracadutista si porta addosso uni serie di congegni costosissimi. La definizione di questo confine permetterà anche di capire se questa privatizzazione può configurare un futuro ancora più inquietante: una sorta di duopolio bellico. Finmeccanica, holding a controllo statale che ingaggia legioni di ex generali, oggi vende circa il 60 per cento dei sistemi delle forze armate. E a comprarli sarà un'altra Spa: due entità alimentate con soldi pubblici che fanno affari privati. Con burattinai politici che ne scelgono gli amministratori. All'orizzonte sembra incarnarsi un mostro a due teste che resuscita gli slogan degli anni Settanta. Ricordate? "Imperialismo del complesso industriale-militare". Un fantasma che improvvisamente si materializza nell'opera del governo Berlusconi.

Gli immobili

Questa Finanziaria in realtà realizza un altro dei sogni rivoluzionari: l'assalto alle caserme. E' una corsa agli immobili della Difesa per fare cassa, sotto la protezione di una cortina fumogena. La vera battaglia è quella per espugnare un patrimonio sterminato: edifici che valgono oro nel centro di Roma, Milano, Bologna, Firenze, Torino, Venezia. Un'altra catena di fortezze, poligoni, torri e isole in località di grande fascino che va dalle Alpi alla Sicilia. Da dieci anni si cerca di trovare acquirenti, con scarsi risultati: dei 345 beni ex militari messi all'asta dal governo Prodi, il Demanio è riuscito a piazzarne solo otto. Adesso, dopo un lungo braccio di ferro tra la Russa e Tremonti, si sta per scatenare l'attacco finale. Con una sola certezza: i militari verranno sconfitti, mentre sono molti a pensare che a vincere sarà solo la speculazione. All'inizio Difesa Servizi doveva occuparsi anche della vendita degli edifici: la nascente Spa a giugno si è presentata alla Borsa immobiliare di Cannes con tanto di brochure per magnificare il suo

Portovenere-La Spezia

catalogo. Qualche perla? L'isola di Palmaria, di fronte a Portovenere, gioiello del Golfo dei Poeti affacciato sulle scogliere delle Cinque Terre. L'arsenale di Venezia, con ampi volumi e architetture suggestive, e un castello circondato dalla laguna. La roccaforte nell'angolo più bello di Siracusa, pronta a diventare albergo e yacht club. La Macao, un complesso gigantesco con tanto di eliporto nel cuore di Roma, palazzi a Prati e ai piedi dei Parioli. Aree senza prezzo in via Monti incastonate nel centro di Milano. Ma il dicastero di Tremonti ha puntato i piedi: proprietà e vendita restano al Tesoro, che le affiderà a società esterne. Con un doppio benefit, secondo le valutazioni del Pd, per renderle ancora più appetibili. Chi compra, potrà aumentare la cubatura di un terzo. E avrà bisogno solo del permesso del Comune: Provincia e Regione vengono tagliate fuori, aprendo la strada a progetti lampo. Questo banchetto prevede che metà dell'incasso vada allo Stato; ai municipi andrà dal 20 al 30 per cento; il resto ai militari. Difesa Servizi però intanto può "valorizzare" i beni. Come? Non viene precisato. In attesa della cessione, potrà forse affittarli o darli in concessione come alberghi, uffici o parcheggi. Intanto però gli appetiti si stanno scatenando. E fette della torta finiscono in pasto alle amministrazioni amiche. Con giochi di finanza creativa. A Gianni Alemanno per Roma Capitale sono state concesse caserme per oltre mezzo miliardo di euro. O meglio, il loro valore cash: il Tesoro anticiperà i quattrini, da recuperare con la vendita degli scrigni di viale Angelico, Castro Pretoria, via Guido Reni e di un paio di fortezze ottocentesche ormai inglobate dalla metropoli. Qualcosa di simile potrebbe essere regalato a Letizia Moratti, per lenire il vuoto nelle casse dell'Expo: un bel pacco dono di camerate e magazzini con vista sul Duomo. "Cosi le logiche diventano altre: non c'é più tutela del bene pubblico ma l'esternalizzare fondi e beni pubblici attraverso norme privatistiche" dichiara Rosa Calipari Villecco, sottolineando l'assenza di magistrati della Corte dei conti o altre figure di garanzia nella nuova Spa. Un anno fa i militari avevano manifestato insofferenza per questa disfatta edilizia. Il capo di Stato maggiore Vincenzo Camporini aveva fatto presente che era stato ceduto un tesoro da un miliardo e mezzo di euro senza "adeguato contraccambio". Oggi, come spiega l'onorevole Calipari, "non si sa nemmeno tra quanti anni le forze armate riceveranno i profitti delle vendite". Eppure i generali tacciono. Una volta ai soldati veniva insegnato "Credere, obbedire, combattere"; adesso il motto della Difesa privatizzata è "economicità, efficienza, produttività". La regola dell'obbedienza é rimasta però salda. E con i tagli al bilancio imposti da Tremonti - in un triennio oltre 2,5 miliardi in meno- anche gli spiccioli della nuova holding diventano vitali per tirare avanti e garantire l'efficienza di missioni ad alto rischio, Afghanistan in testa.

Business con logo

Di sicuro, Difesa Servizi Spa sfrutterà le royalties sui marchi delle forze armate. Un business ghiotto. Il brand di maggiore successo è quello dell'Aeronautica. Felpe, t-shirt, giubbotti e persino caschi con il simbolo delle Frecce Tricolori spopolano con un mercato che non conosce distinzioni d'età e di orientamento politico. Anche l'Esercito si è mosso sulla scia: sono stati aperti persino negozi monomarca, con zaini e tute che sfoggiano i simboli dei corpi d'élite. Finora gli Stati maggiori barattavano l'uso degli stemmi con compensazioni in servizi: restauri di caserme, costruzione di palestre. D'ora in poi, invece, i loghi saranno venduti a vantaggio della Spa. Questo è l'unico punto chiaro della legge, che introduce sanzioni per le mimetiche senza licenza commerciale: anche 5 mila euro di multa. "La questione delle sponsorizzazioni è una foglia di fico per coprire altre vergogne. Tanto più che alla difesa vanno solo briciole", taglia corto il senatore Scanu. E trasformare il prestigio delle bandiere in denaro, però, non richiedeva la privatizzazione. La Marina ha appena pubblicato sui giornali un bando per mettere all'asta lo sfruttamento della sua insegna: si parte da 150 mila euro l'anno. Con molta trasparenza e senza foraggiare il cda scelto dal ministro di turno.

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Finanziaria, Di Stanislao (Idv): Difesa Spa tesoretto per i privati?

Nel disegno di legge Finanziaria, tra le varie disposizioni, c'e' l'introduzione della società Difesa Spa. Le attività affidate a tale società consistono, da un lato, nello svolgimento dell'attività' negoziale diretta all'acquisizione di beni mobili, servizi e connesse prestazioni strettamente correlate allo svolgimento dei compiti istituzionali dell'amministrazione della Difesa, dall'altro nella concessione in uso temporaneo, a titolo oneroso, previa autorizzazione del ministro della Difesa, dei mezzi e materiali prodotti dall'industria nazionale e acquisiti dalle Forze armate. "La Difesa servizi Spa - afferma Augusto Di Stanislao, capogruppo Idv in commissione Difesa alla Camera - diventa la cassaforte del ministero della Difesa, che non risponderà più a criteri pubblici bensì entrerà un nuovo regime di gestione privatistico, e ancora di più la nuova società avrà un Cda con amministratore delegato e revisori di esclusiva nomina ministeriale. Oltre alla sottrazione, quindi, allo Stato, di ruoli e funzioni propri, vi e' anche da parte del ministero della Difesa non una concezione patronale dello Stato, che non ha niente a che fare con principi di liberalizzazione ne' di efficacia efficienza per l'affidamento dei beni dello Stato".

"Presenterò un emendamento soppressivo e se davvero questa gestione non andrà ad incidere su quello che avviene alla Difesa ma sara' uno strumento in più che la Difesa potrà avere e servirà per creare ricchezza al di fuori di essa, utilizzando le professionalità che abbiamo, allora questo provvedimento deve avere un iter ordinario in commissione e non usare come al solito queste scorciatoie. La gestione ordinaria, continua a sostenere il Parlamentare Idv, si aggira intorno ai 3-5 miliardi di euro l'anno, ma il potenziale e' molto più alto. I tagli di bilancio nelle spese per l'esercizio, oltre a compromettere la capacità operativa del nostro strumento militare, hanno gravi conseguenze anche sulla stessa sicurezza del personale e vanno al di là di un contenimento sostenibile. "Il governo,- conclude Di Stanislao - invece di adottare misure finanziarie adeguate, appare intenzionato ad assumere la difficile situazione finanziaria della Difesa quale base di partenza, non tanto per razionalizzare il modello di difesa esistente, quanto per ridimensionarlo drasticamente negli organici senza tener conto delle conseguenze operative". (Velino)

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Parte Difesa Spa, giro d'affari di miliardi per i privati.

Ultima giornata da brivido per l'esame della finanziaria in Senato. Gli immobili della Difesa, usciti dalla porta, rientrano dalla finestra, cioè nell'emendamento del relatore Maurizio Saia: saranno gestiti dalla Difesa Spa, la società creata nella stessa manovra che di fatto espropria le strutture pubbliche dal controllo sulle voci di spesa militare. Il braccio di ferro tra Difesa e Economia (che pretendeva il completo controllo sugli immobili, anche per via di un'intesa pregressa) sembra per ora vinto dalla prima. Difficile delimitare il perimetro effettivo della formulazione utilizzata: alla nuova Spa si affidano le attività di «valorizzazione e gestione, fatta eccezione per quelle di alienazione, degli immobili militari».

Si intuisce che il giro d'affari in questo caso è enorme: caserme nei centri storici, alloggi spesso vuoti. Sotto la formula «valorizzazione» può nascondersi tutto. Lo sfondamento del duo La Russa-Crosetto è riuscito, anche se non si comprende ancora come si combinano le nuove norme, con i vecchi patti Difesa-Demanio. Da anni infatti il ministero offre all'economia i suoi immobili, come contropartita delle erogazioni. Un altro punto oscuro, in un'operazione che resta carica di ombre: si affidano a un consiglio d'amministrazione nominato dal ministro ampi poteri decisionali, anche su temi come gli armamenti e la produzione di energia.

Di fatto viene depotenziata la Consip (sempre dell'economia), finora unica titolare per gli acquisti della pubblica amministrazione. Il testo Saia (ieri riformulato) prevede anche nuove disposizioni copyright, ovvero il diritto all'uso esclusivo, sulle proprie denominazioni, stemmi, emblemi e ogni altro distintivo da parte delle forze armate, compresi Carabinieri e Guardia di Finanza. Chissà se varrà anche per le fiction Tv prodotte da Rai e Mediaset. Ancora non è chiaro. «Il business vince, il ministro Ignazio La Russa si prende la Difesa per regalarla alle imprese», commenta Carlo Podda, segretario generale Fp-Cgil.

Nella legge sono tra l'altro previsti alcuni «spiccioli» per la sicurezza e la difesa. Certo, 100 milioni all'anno sono meglio di niente. Però a fronte dei tagli già operati al comparto sono solo spiccioli e non sono in coerenza con tutte le promesse di un governo che ha fatto della difesa e della sicurezza il centro delle sua identità politica», dichiara Roberta Pinotti (Pd).

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Continua i duro confronto tra CASADIRITTO ed il Governo PDF Stampa E-mail
Continua i duro confronto tra CASADIRITTO ed il Governo teso a tutelare l'utenza concessionaria di alloggi demaniali. Un nuovo spettro incombe contro il diritto alla casa: Difesa spa rischia di cancellare i diritti acquisiti conquistati in lungi di anni lotta. Riassumiamo il recento impegno di CASADIRITTO per sensibilizzare il Parlamento sulla questione.

DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi,3 - 00153 - ROMA

Tel./Fax: 06-5883981

ALLOGGI DIFESA

PAUSA " NATALIZIA " DI RIFLESSIONE: PARTITA SOSPESA PER IMPRATICABILITA' DEL CAMPO

La IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati nel corso della seduta del 17 dicembre ha proseguito l'esame riguardante lo schema di Decreto recante il Regolamento sugli alloggi (ATTO di GOVERNO n. 128 Legge 244 art. 2 ).

I lavori della seduta sono interamente riportato in allegato.

CHE COSA E' ACCADUTO?

A differenza del Senato, ove tutto è stato approvato in maniera acritica ,cominciano a solidificarsi i concetti già precedentemente espressi dal Relatore De Angelis nella seduta precedente del 1° dicembre e ribaditi anche dal gruppo parlamentare di opposizione.

Si è quindi creata una convergenza, nei fatti della quasi totalità dei componenti la Commissione su un testo che riporta sotto forma di "osservazioni" una significativa serie di modifiche da apportare al testo base dell'Atto n. 138.

Tali modifiche sono quelle che in gran parte ha chiesto in sede di audizione presso la stessa Commissione Difesa CASADIRITTO, nella seduta del 17 novembre 2009.

Queste modifiche ribadiscono concetti di carattere sociale, specialmente per quanto riguarda le famiglie di militari monoreddito, quelle con redditi medio-bassi, famiglie con portatori di handicap, clausole di salvaguardia e di non procedere al riavvio dei recuperi coatti, almeno fino alla fine del programma pluriennale.

Ricordiamo che anche l'Organo Centrale di Rappresentanza, oltre che l'aspetto formale relativo al metodo di esame dei documenti, ha sottoposto alla Commissione una serie di richieste in gran parte coincidenti.

Questa grande convergenza tra le parti, Commissione Difesa, Relatore De Angelis, COCER e CASADIRITTO, ha creato le condizioni che potrebbero condurre ad un testo riportante tali modifiche.

Nel momento che andava concretizzando tale eventualità, il Sottosegretario CROSETTO ha chiesto una pausa dei lavori fino alla ripresa dei lavori del Parlamento (dopo il 15 gennaio).

Vorremmo che il Sottosegretario utilizzasse questo tempo per una utile pausa di riflessione, anche in considerazione che quasi mai si era realizzata una unanimità così ampia.

Per quanto possibile, mentre ringraziamo chi, all'interno del Parlamento, ha dimostrato con i fatti il sostegno alle nostre giuste richieste, facciamo un appello agli amici utenti che anche in questo particolare periodo festivo, bisognerà continuare nella paziente opera di sensibilizzazione dei Responsabili della Difesa e dei componenti la Commissione Difesa stessa.

Roma 18-12-2009

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale

CASADIRITTO

Allegato -IV Commissione Difesa 17-12-2009

IV COMMISSIONE PERMANENTE

(Difesa)

SOMMARIO

ATTI DEL GOVERNO

Schema di decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa per l'anno2008 (Atto n.137).

Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare (Atto n.138).

Seguito dell'esame congiunto, ai sensi dell'articolo143, comma 4, del regolamento e rinvio.

Presidenza del presidente Edmondo CIRIELLI

Interviene il sottosegretario di Stato per la difesa, Guido Crosetto.

La seduta comincia alle 9.45.

La Commissione prosegue l'esame congiunto dei provvedimenti in titolo, rinviato nella seduta del dicembre 2009.

Marcello DEANGELIS (PdL), relatore, ricorda che, nel corso della precedente seduta, il Governo ha fornito alcuni elementi di risposta in merito ai rilievi da lui formulati nella seduta introduttiva con riferimento allo schema di regolamento in esame, aventi ad oggetto principalmente questioni attinenti al riconoscimento del diritto di prelazione e alla tutela dei soggetti a basso reddito.

Per quanto riguarda il diritto di prelazione, ricorda che aveva rilevato la dubbia legittimità, sia dell'estensione anche agli alloggi liberi del diritto stesso a tutto il personale militare e civile del Ministero della difesa, sia dei meccanismi di aggiudicazione degli alloggi «inoptati» che possono condurre all'assegnazione degli alloggi medesimi a terzi acquirenti ad un prezzo più basso, rispetto a quello offerto al conduttore, con conseguente attenuazione del diritto di prelazione spettante a quest'ultimo.

Rispetto a tali rilievi, il Governo ha motivato le scelte operate con lo schema di regolamento sulla base di argomentazioni che esulano dal tenore letterale delle disposizioni della legge finanziaria 2008 e che appaiono invece fondarsi sulla ricostruzione della finalità perseguita dal legislatore, che dovrebbe essere quella di non attribuire, attraverso il riconoscimento del diritto di opzione, «un privilegio al dipendente, quanto piuttosto di ristorarlo dei disagi correlati alla mobilità di impiego che hanno reso difficoltoso o addirittura impossibile acquistare per sé e per la sua famiglia una casa dove porre la propria residenza e domicilio».

Da ciò ne deriverebbe una serie di conseguenze che dovrebbe giustificare la disciplina del diritto di prelazione recata dallo schema di regolamento e cioè sia l'esigenza di riconoscere tale diritto anche sugli immobili liberi e con gli stessi criteri di riduzione di prezzo previsti per il conduttore degli immobili occupati, sia la posizione di secondo piano che verrebbero ad assumere i non appartenenti al personale militare e civile del Ministero della difesa interessati all'acquisto.

La ricostruzione di una tale finalità, tuttavia, suscita non poche perplessità, dal momento che equiparare l'acquisto a condizione di favore a un ristoro riconosciuto al personale per i disagi correlati alla mobilità di impiego, significa implicitamente riconoscere tale ristoro soltanto a coloro che si trovano in condizioni economiche tali da consentire l'acquisto escludendo tutti gli altri.

Quindi, a suo avviso, anche al fine di evitare contenziosi, risulterebbe più prudente fondare l'attuazione del disposto della legge finanziaria 2008, non già sulla ricostruzione di una ipotetica finalità perseguita dal legislatore, che risulterebbe comunque opinabile, ma sul testo delle disposizioni di legge che circoscrive il diritto di prelazione soltanto agli alloggi occupati, ossia a quegli alloggi che, in quanto più difficilmente vendibili sul mercato, possono essere, attraverso il riconoscimento di tale diritto, più agevolmente smobilizzati con risparmio di tempo e di spese.

Riconoscere, invece, al di là del dato testuale che emerge dalla legge, il diritto di prelazione anche su immobili liberi, ossia privi di vincoli che ne rendano più difficile la collocazione sul mercato, significherebbe creare i presupposti per la realizzazione di minori introiti non derivanti dalla legge, con conseguente danno all'erario.

Ciò risulta particolarmente evidente ove si consideri che la partecipazione all'asta dei non appartenenti al personale militare e civile della difesa viene prevista, anche per gli immobili liberi, con modalità tali da disincentivarla, posto che tali soggetti entrerebbero «in gioco» soltanto in mancanza di offerte valide da parte dei dipendenti del Ministero stesso.

Inoltre, il diritto di prelazione deve essere riconosciuto con modalità tali da renderne possibile l'effettivo esercizio al conduttore, ossia offrendo il bene oggetto di trasferimento alle stesse condizioni alle quali viene offerto al terzo.

Ciò potrebbe essere peraltro realizzato senza particolari complicazioni, prevedendo che l'applicazione della riduzione di prezzo all'aggiudicatario non possa comunque comportare il trasferimento ad un prezzo inferiore a quello offerto al conduttore, fermo restando che, qualora l'asta andasse deserta e vi fosse l'esigenza di fissare un prezzo base più basso di quello a suo tempo offerto al conduttore, bisognerebbe inevitabilmente formulare una nuova offerta al conduttore stesso.

Per quanto riguarda la tutela dei conduttori a basso reddito, ricorda che aveva segnalato l'esigenza di assicurare la permanenza di tali conduttori negli alloggi conformemente alle prescrizioni della legge finanziaria 2008, nonché di assicurare, anche ai conduttori di alloggi di pregio, un diritto di prelazione correlato ad una riduzione di prezzo modulata in funzione del reddito, anziché in misura fissa pari al 10 per cento.

In merito al primo profilo, anche in considerazione del fatto che il Governo non è stato in grado di fornire indicazioni circa i conduttori che potrebbero optare per la continuazione del rapporto di locazione, appare prudenziale valutare l'impatto delle disposizioni dello schema di regolamento su coloro che appaiono trovarsi nelle condizioni peggiori, ossia di coloro che abbiano da poco superato la soglia dei sessantacinque anni e non siano nelle condizioni di poter acquistare la proprietà o l'usufrutto.

In questa prospettiva, appaiono discutibili le valutazioni del Governo secondo cui la previsione di cui all'articolo 7, comma 14,che disciplina l'obbligo per l'acquirente di stipulare appositi contratti di locazione con i conduttori, risulti una «misura sufficiente» ad assicurarne la permanenza negli alloggi.

Infatti, tale obbligo, peraltro disciplinato in maniera differenziata a seconda del reddito del conduttore differenziazione di cui non vi è traccia nella legge finanziaria 2008 che comprende in un'unica categoria i conduttori con basso reddito familiare non appare idoneo ad assicurare la permanenza dei citati soggetti nell'alloggio, considerato che essi si troverebbero senza copertura contrattuale in tarda età, ossia quando si realizzerà per essi, verosimilmente, una situazione di maggior bisogno.

In questi casi, al fine di assicurare la citata permanenza si potrebbe, invece, vincolare l'acquirente a stipulare un contratto di locazione con il conduttore per tutta la durata della vita di quest'ultimo, ai sensi dell'articolo 1607 del codice civile e a condizione che permangano nel tempo, in capo al conduttore stesso, i requisiti di reddito familiare fissati annualmente con decreto del Ministro della difesa.

Per quanto riguarda il diritto di prelazione per i conduttori di alloggi di pregio, la previsione di una riduzione di prezzo fissa, motivata, come si evince dai chiarimenti del Governo, dalla considerazione che tali unità abitative sono «in genere» destinate ad essere occupate da militari di grado più elevato e pertanto titolari di un reddito familiare maggiore, mal si concilia con il fatto che la legge comunque prevede riduzioni modulate in funzione del reddito.

Tali modulazioni, peraltro, consentirebbero di applicare ai titolari di redditi più elevati la riduzione minima del 10 per cento, senza tuttavia precludere a chi eventualmente si trovi in una situazione reddituale peggiore la possibilità di accedere a riduzioni di prezzo maggiori.

Sottolinea, altresì, come la modalità attraverso la quale è previsto l'esercizio del diritto di prelazione e cioè non sul prezzo a base d'asta, ma su quello di aggiudicazione, appare suscettibile di pregiudicare la posizione dei conduttori a basso reddito, per i quali si renderebbe più difficile la permanenza nell'alloggio.

Più in generale considerato che per gli alloggi di pregio l'interesse dello Stato ad ottenere attraverso le dismissioni congrui introiti dovrebbe essere assicurato non tanto dall'esperimento dell'asta, quanto piuttosto dalla fissazione di un adeguato prezzo di mercato si potrebbe prevedere, anche in tal caso così come per gli altri alloggi, che l'offerta al conduttore sia formulata prima dell'esperimento dell'asta.

In questo modo, infatti, ove il diritto venisse esercitato preliminarmente, vi sarebbe un sicuro risparmio in termini di oneri amministrativi e un'anticipazione degli introiti.

Inoltre, per completezza di analisi, ritiene opportuno richiamare l'attenzione su due ulteriori profili problematici in merito ai quali il Governo ha fornito elementi di chiarimento: la mancata trasmissione del programma pluriennale ai COCER e la procedura di individuazione degli alloggi.

Riguardo al primo aspetto, il Governo ha evidenziato come il programma sia stato trasmesso il 7 aprile 2009 anche se, ai sensi della legge finanziaria 2008, il citato organo di rappresentanza sarebbe, ad avviso del Governo, chiamato ad esprimersi esclusivamente sullo schema di regolamento.

Al riguardo, in primo luogo, sottolinea come il programma sia stato trasmesso al COCER solo dopo il 18 marzo 2009, cioè dopo che lo stesso organo di rappresentanza si era già espresso sullo schema di regolamento; in secondo luogo, considerato che il Consiglio di Stato aveva ritenuto che la mancanza del programma costituisse una circostanza ostativa per l'esame del regolamento, tale mancanza doveva essere conseguentemente considerata tale anche ai fini dell'espressione del parere da parte del COCER.

In merito alla procedura di individuazione degli alloggi il Governo ha ritenuto «correttamente ed esaustivamente attuative della legge» sia l'individuazione di un numero di alloggi non più funzionali alle esigenze istituzionali nell'ambito del programma pluriennale, sia la disposizione dello schema di regolamento che disciplina il procedimento con cui non soltanto in sede di prima applicazione, ma anche a regime, si procede all'individuazione dell'elenco degli alloggi da alienare.

Infatti, secondo il Governo tale procedimento costituisce «un adempimento ricognitorio di carattere tecnico», che si pone necessariamente in una fase successiva a quella del programma.

L'interrogativo che, tuttavia, rimane irrisolto, nonostante le argomentazioni del Governo, riguarda il come si possa individuare un preciso numero di alloggi non più funzionali, in mancanza di una preventiva attività ricognitoria di carattere tecnico, quale quella disciplinata dallo schema di regolamento, sempre che non si intenda attribuire a tale numero un valore meramente programmatico.

Infine, in merito alle questioni relative alla procedura per la determinazione del prezzo della nuda proprietà di cui all'articolo 6, comma5, e delle procedure negoziali di cui all'articolo4, comma2, prende atto dei chiarimenti forniti dal Governo.

Riguardo ad una questione specifica sollevata dalla collega Villecco Calipari, in merito al fatto che lo schema di regolamento renderebbe meno stringenti i requisiti necessari per l'assegnazione degli alloggi connessi all'incarico (ASI), nel sottolineare come lo schema di regolamento preveda gli stessi criteri già contenuti nel vigente regolamento in materia adottato con decreto ministeriale n.88 del 2004, evidenzia che tali criteri stabiliscono che per poter beneficiare dell'alloggio non solo sia necessario svolgere incarichi di servizio che richiedono l'obbligo di abitare presso la località in cui si trova la sede di servizio, ma anche che tali incarichi devono essere resi «per la funzionalità e la sicurezza del servizio» medesimo, cioè richiedono requisiti che, ove letteralmente interpretati, a suo avviso, risulterebbero rispondenti a quelli previsti dalla legge.

Il sottosegretario Guido CROSETTO, nel riservarsi di valutare le considerazioni testé svolte dal relatore nonché di rispondere ai rilievi mossi nella precedente seduta dalla deputata Villecco Calipari, manifesta la disponibilità del Governo ad attendere la ripresa dei lavori parlamentari, dopo la pausa natalizia, per l'espressione dei pareri da parte della Commissione Difesa.

Nessun altro chiedendo di intervenire, la Commissione rinvia il seguito dell'esame ad altra seduta.

La seduta termina alle 10,10.

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COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE

DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi,3 - 00153 - ROMA

Tel./Fax: 06-5883981

ALLOGGI DIFESA

ABBIAMO INVESTITO TUTTO IN COMUNICAZIONE, POTREMO ANCORA CONTINUARE A FARLO?

CASADIRITTO aveva visto giusto . Bisognava essere all'altezza per fronteggiare un formidabile attacco su due fronti :da una parte il tentativo di screditare gli utenti degli alloggi della Difesa,dall'altra più subdola,nello stravolgere e far evaporare,tramite un grottesco fantastico "Regolamento " che non porta certo gloria ed onore a chi l'ha architettato, personaggi davvero straordinari (beninteso in senso semantico,non certo positivo), le speranze riposte,forse ingenuamente,in una Legge, la 244 ,che avrebbe dovuto dare certezze agli utenti e risorse alla Difesa. Abbiamo subito una formidabile reazione. Per screditarci le stanno ancora tentando tutte : Uno zoccolo duo chiamato "obiettivo 9", mobilitazione dei Capi e Capetti in libera uscita su TV e giornali, ospitate,come ospiti sotto mentite spoglie, presunti esperti di strategia militare, e buon ultimo una,ma inaspettata,se pur legittima, uscita fatta in Commissione Difesa al Senato, che, sotto la forma di "atto di indirizzo "raccomanda di cancellare con un solo colpo, tutta la legislazione (Legge 724 e quindi 537 ),che a gran fatica è stata costruita,e di cui rivendichiamo la paternità -chi tira le fila ? Perché mettere in discussione leggi che danno dignità alle famiglie e soldi in contanti alla Difesa ? A tutto questo CASADIRITTO tenta e vuole rispondere al meglio, come può e sa fare , ma essendo l'attacco impressionante,non può fronteggiare ad armi pari,ma tentando, oltrechè con il coinvolgimento di altre parti (COCER e Parlamento) con l'informazione che significa ,Convegni,articoli,interviste ,internet, riproduzioni di migliaia di documenti, materiali (carta, francobolli,cartucce per stampanti,abbonamento telefonico + collegamento internet ).

Sennonché per fare informazione, ci stiamo giocando le già scarse risorse che sono arrivate in autofinanziamento. Tale investimento, se non interverranno risorse fresche nel breve periodo,non potrà più continuare con la stessa intensità,e si apriranno inevitabilmente delle falle. Ed è per tale ragione che CASADIRITTO ,in occasione di queste feste di cui coglie l'occasione per rinnovare gli auguri a tutte le famiglie, si rivolge a chi non lo avesse ancora fatto ,ma anche a chi recentemente abbia provveduto,ad effettuare un convinto e consapevole gesto per far si che si sia all'altezza della situazione a cui si dovrà fare fronte per continuare la propria azione.

Invita quindi tutti gli amici,utenti,non utenti,amici del COCER,ad un versamento straordinario di sostegno attraverso:

Bollettino di c/c postale n. 39898945 intestato ai tesorieri Di Bartolomeo Luigi e Franchitto Benedetto- Roma, causale contributo CASADIRITTO

Roma 20-12-2009

Il Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

Sergio Boncioli

La Segreteria

Aniello Formisano, Vincenzo Casaburri, Benedetto Franchitto, Luigi Di Bartolomeo, Antonio Carangelo e Enrico Belli.

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Al dr. Vittorio Feltri

Direttore de "IL GIORNALE "

Egregio Direttore

Allo scopo di ristabilire elementi di correttezza ma soprattutto di verità, rispetto a quanto contenuto nell'articolo di Andrea Nativi, "Le Forze Armate diventano società per azioni" , pubblicato su "Il Giornale" del giorno 17 Dicembre a pag. 21, vorrei che le inesattezze gravi riportate, che offendono senza motivo i militari utenti degli alloggi della Difesa, fossero corrette con la pubblicazione di questa lettera anche ai sensi del diritto di replica in quanto:

a)     Gli utenti fatti oggetto di attenzione dal Nativi ,conducono l'alloggio agli effetti di Legge ( 537 del 1993 e 724 del 1994 );

b)     Il canone da essi pagato è quello previsto ed è regolato da un Decreto Ministro della Difesa che ogni anno stabilisce il limite di reddito (oltre il quale è prevista la maggiorazione del 50% ) . A Roma può superare anche 1200 €;

c)     Al contrario di quanto viene asserito nell'articolo, i canoni vengono incassati dalla Difesa, e vengono utilizzati per le manutenzioni di tutti i 18.500 alloggi , rispetto ai 4000 in questione , il 20% alla formazione di mutui per le case dei militari, ma da 15 anni di quelle somme (decine di miliardi) non se ne sa più nulla;

d)     La Difesa detiene 4000 alloggi vuoti che non può utilizzare per mancanza di interventi di manutenzione.

Come vede l'articolo, inutilmente offensivo nei confronti di militari in servizio, in pensione e di portatori di grave handicap, non entra nelle responsabilità della Difesa nella gestione del patrimonio abitativo, ma scarica sugli utenti (perché ?) le cause della pessima e scriteriata gestione, arrivando addirittura ad affermare che questi utenti sarebbero responsabili di lasciare senza abitazione chi invece ne avrebbe diritto.

I militari in servizio e in pensione vengono così gravemente offesi e sarebbe opportuno ristabilire la verità.

Dicembre 2009

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale Associazione

CASADIRITTO

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COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE

DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi,3 - 00153 - ROMA

Tel./Fax: 06-5883981

Al Signor Presidente della Repubblica

Giorgio Napolitano

Palazzo Quirinale

00100 Roma

Il legame tra cittadini e  Istituzioni è spesso il termometro per verificarne, continuamente il loro funzionamento.

Solitamente sono le Leggi che escono dal Parlamento gli strumenti adatti a tale verifica.

Se poi accade che da una buona Legge ne derivano norme e regolamenti attuativi che ne stravolgono i principi, prima la delusione e poi il senso di impotenza, non fanno che interrompere ,forse definitivamente,anche i più forti e convinti legami.

Il caso che Le espongo sembra proprio,che purtroppo vada in questo senso. E si rimane ancora doppiamente delusi quando le norme riguardano il mondo militare, un universo maggiormente in grande evidenza nel corso di eventi dolorosi,ove la Nazione si stringe ai cittadini militari . Ma avviene in altri momenti che questo sentimento di solidarietà sembra affievolirsi ,specialmente quando gli stessi cittadini militari sono chiamati ad affrontare le prove ardue della vita, quando stanchi ed anziani,in servizio o in congedo, se non hanno avuto altre opportunità economiche,o semplicemente sono pensionati monoreddito o vedove ,e non possiedono quindi quelle risorse economiche per acquistare una casa in un mercato sottoposto non tanto alle leggi dell'economia ma da quelle più arcigne e implacabili della finanza, vengono meno tutte quelle condizioni di fiducia che ne avevano inorgoglito fino ad allora la loro vita.

Ed è quello che sta accadendo in tema di alloggi della Difesa.

Questi cittadini militari ,pur pagando un canone così come previsto dalle Leggi (la 537 del 1993 e la 724 del 1994 debitamente aggiornate ), vengono considerati come una categoria di non aventi diritto,e tacciati,in perfetta malafede,come "sine titulo" e poi abusivi ,irregolari e "non aventi diritto ad abitare in quelle case" .

Questo compito che qualifica chi lo usa,viene di volta in volta svolto indifferentemente anche da qualche rappresentante all'interno dell'Amministrazione Difesa o più semplicemente da organi di stampa e giornalisti non proprio informati e se in buonafede, semplicemente a caccia di scoop. Anche se al contrario altri, raramente ,cercano in perfetta solitudine, di contrastare questa martellante opera di linciaggio dialettico e morale.

La verità è che queste famiglie,dopo aver perso il titolo concessorio, ma rivestendo lo "status" non di concessionario (sono alloggi di servizio) ma di utenti rifornendo peraltro la Difesa di notevole gettito sotto forma di canone , gettito che viene utilizzato per il mantenimento di altre migliaia di alloggi destinati per lo più a militari aventi particolari incarichi che prevedono la disponibilità di alloggi pressoché a titolo gratuito.

Malgrado questo gettito,circa 30 milioni di Euro annui,la Difesa soffre della presenza di circa 4.000 alloggi non disponibili all'assegnazione per mancanza di risorse economiche, nonostante una forte domanda.

Per far fronte a questa carenza di finanziamenti, nella Legge finanziaria 2008 (Legge 244 -art. 2  -commi dal 627 al 631 -del 2007 ), è stato previsto che la Difesa varasse un Piano pluriennale di costruzione di alloggi da realizzarsi attraverso un volano tale da reperire risorse finanziarie costituito da alienazioni di non meno di 3.000 alloggi ritenuti dalla Difesa non più utili alle attuali necessità tecnico/operative.

La stessa Legge 244 fissa alcuni "paletti" da osservare nella stesura di un successivo Regolamento che ne avesse attuato i principi, ivi comprese le tutele . Ebbene ,proprio in questa fase delicata ,la stesura degli articoli del Regolamento , nel frattempo divenuto ATTO DI GOVERNO N. 138 , attualmente all'esame, ancora per pochi altri giorni, della Commissione Difesa della Camera dei Deputati per il previsto parere , sono stati elusi e vanificati quei "paletti" che il Legislatore si era fatto carico di inserire nella Legge.

Che tutto questo sia vero ed importantissimo per tante famiglie, Lei Signor Presidente lo potrà meglio di noi accertare. In questa occasione ci permettiamo di citare due particolari:

1 ) La Legge  244 all'art. 2 - comma 628  prevede di assicurare la permanenza degli attuali conduttori delle unità immobiliari e delle vedove, aventi basso reddito familiare non superiore a quello determinato annualmente con D.M del Ministro della Difesa, di cui all'art. 9 -comma 7 della Legge 537 del 24 dicembre 1993, ovvero con componenti familiari portatori di handicap ,dietro corresponsione del canone in vigore all'atto della vendita . Questo nel caso che gli interessati non fossero in grado di acquistare il loro immobile alienato.

Ebbene questa clausola di salvaguardia, uno dei punti qualificanti della Legge , viene annullata nella stesura del Regolamento attuativo, laddove viene subordinata, per la sola durata di 5 o 9 anni, non già al reddito del D.M. annuale del Ministro della Difesa, ma da un improbabile reddito fantastico di 19.000 o 22.000 Euro annui lordi per l'intero nucleo familiare, non rispettando quindi nemmeno elementari norme di etica e di morale, che gli estensori non hanno inserito anche se obbligati dalla Legge . Basti pensare alle conseguenze : centinaia di famiglie si troveranno in una fase della loro vita piena di acciacchi dovuti all'età e con scarse risorse economiche,in mezzo ad una strada solo perché la Legge non è stata rispettata dal Regolamento.

2 ) E' stata inserita la vendita all'asta ,originariamente prevista dalla Legge solo per gli alloggi rimasti senza opzioni da parte dei conduttori, anche per gran parte degli altri alloggi condotti regolarmente. Un assurdo giuridico, da far rabbrividire.

Sembrerebbe inverosimile ma questo Regolamento (Atto di Governo n. 138 ) ,ha già ricevuto il parere favorevole, dalla IV Commissione Difesa  del Senato, nel corso di due brevi sedute.

Attualmente è in discussione alla Camera ove dopo la pausa festiva dei lavori ,riprenderà l'esame.

Anche a seguito dell'audizione in Commissione dell'Associazione CASADIRITTO e dell'Organo di Rappresentanza COCER è possibile che almeno alcune osservazioni possano essere accolte.

Rimane prerogativa comunque dell'Amministrazione Difesa voler accogliere o meno tali osservazioni nel testo definitivo.

Rimane Signor Presidente, l'amarezza nel pensare che quelle Leggi la 537 finanziaria  del 1994 e 724 finanziaria del 1995 che furono varate per dare risorse alla Difesa attraverso il pagamento di un canone equo che desse alla Difesa le risorse ed agli utenti almeno la dignità del diritto, attuate dal Parlamento sotto la spinta dell'Associazione CASADIRITTO attraverso la raccolta di 30.000 firme in tutta Italia ,sotto la forma proposta di Legge di iniziativa popolare a norma della Costituzione e presentate a Lei in qualità  allora di Presidente della Camera dei Deputati , quelle Leggi, tuttora in vigore ,propedeutiche alla attuale Legge 244 ,rischiano ora di essere vanificate attraverso un Regolamento che ci appare oltre che ingiusto , anche illecito.

Di fatto poi ,si cadrebbe in una situazione di molti anni addietro, con l'aggravio oggi , di una situazione sociale ed economica molto più critica.

Insomma una Legge giusta varata per dare risorse alla Difesa attraverso regole giuste, diventa poco più che uno strumento per fare soldi con vendite all'asta illegali, e cancellazione dei più elementari diritti.

Ripetiamo un concetto : è una colpa aver servito il Paese fino in fondo,che poi sembra voltarti la faccia e proprio nel momento del bisogno, oppure pensando a certi episodi ,purtroppo dolorosi, in cui sono protagonisti i militari, trovando enorme solidarietà, quando poi gli stessi sono in difficoltà o potrebbero esserlo, come lo sono gli utenti degli alloggi della Difesa ?  Viene la voglia di pensare che sarebbe stata una fortuna essere andati via prima ....o comunque in tempo utile...magari entro 5 o 9 anni

Perché questa vergogna dei 5 o 9 anni e della vendita all'asta con tutta una famiglia dentro per tanti altri ?

Ci tolga questi dubbi Signor Presidente, affinché i valori fondamentali di questo Paese, tra i quali quello della giustizia e dell'equità sociale, che Lei giustamente ribadisce, possa darLe la forza e la convinzione di poter intervenire nei modi e nei canali che potrà percorrere, e nei tempi purtroppo ormai stretti, affinché attraverso i suoi buoni uffici con un convinto seppure informale intervento possa essere investito il dicastero interessato presso i suoi massimi rappresentanti per sensibilizzarlo nel momento decisivo della definitiva stesura dell'Atto di Governo n. 138 , e farlo ricondurre nella forma e nella sostanza così come la Legge 244 prevede.

Potremo così evitare situazioni di dolore, di disagio e di ansia verso tanti appartenenti al "mondo militare" ,costituito in questo caso da migliaia di  famiglie.

Signor Presidente , chi Le scrive ,consegnò a Lei, nel 1992 assieme ad altri colleghi nel suo austero ufficio della Camera dei Deputati scatoloni pieni di firme e di speranze ,Lei ci fece dono , per rimarcare l'importanza, di un Suo Comunicato Ufficiale. In quel momento nelle nostre menti e nei nostri cuori ,aumentò la fiducia nelle Istituzioni.

Vorremmo che rimanessero intatte,anzi aumentassero ancora.

In questo saluto che Le porgo cordialmente, abbiamo inserito la speranza che ripongono in Lei tanti cittadini militari in servizio e loro famiglie, pensionati e vedove assieme ad un semplice augurio di buon anno e buon lavoro per questa nostra Italia.

Roma 4 gennaio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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00153 - Roma

Tel 06-5883981

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ALLOGGI DIFESA

CASADIRITTO INFORMA

Per ampliare l'informazione si allegano le risultanze della IV Commissione Finanze del 17 dicembre u.s. relative allo schema di decreto ministeriale riguardante gli alloggi della Difesa (Atto n. 138 ), alla quale era stato richiesto il relativo parere.

Di particolare rilievo nella formulazione del parere, è la condizione che riguarda gli alloggi ASI è la sostituzione "l'obbligo ad abitare presso la località dove si trova la sede di servizio" con "la costante presenza del titolare nella sede di servizio".

Roma 12 gennaio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale

CASADIRITTO

In allegato resoconto della 5^ Commissione di giovedì 17 dicembre 2009

V Commissione - Resoconto di giovedì 17 dicembre 2009

DELIBERAZIONE DI RILIEVI SU ATTI DEL GOVERNO

Giovedì 17 dicembre 2009. - Presidenza del presidente Giancarlo GIORGETTI. - Interviene il sottosegretario di Stato per l'economia e le finanze Luigi Casero.

La seduta comincia alle 10.35.

Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare.

Atto n. 138

(Rilievi alla IV Commissione).

(Seguito dell'esame, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, e conclusione - Rilievi).

La Commissione prosegue l'esame dello schema di decreto ministeriale, rinviato nella seduta del 26 novembre 2009.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, richiamandosi alla relazione svolta dal relatore, Massimo VANNUCCI (PD), richiamandosi all'intervento svolto nella seduta del 12 novembre 2009, ribadisce che lo schema di decreto amplia enormemente i requisiti necessari per ottenere un alloggio di servizio in base all'incarico (ASI). A tal proposito, rileva che l'articolo 2, comma 1, lettera a), nel definire i requisiti per l'assegnazione di tali alloggi richiede semplicemente «l' obbligo di abitare presso la località in cui si trova la sede di servizio», mentre l'articolo 2, comma 628, lettera a), della legge finanziaria 2008, prescrive, invece, la «costante presenza del titolare nella sede di servizio». Sottolinea che la legge afferma dunque chiaramente il diritto ad ottenere un alloggio ASI solo per i militari che sono tenuti ad assicurare la costante presenza nella sede dell'ente dove prestano servizio, cioè solo per alcune figure chiave quali il comandante dell'ente, il responsabile della Sala operativa, o dei nuclei antincendio o del pronto intervento. Ricorda che per tutte le altre figure, la stessa legge individua la possibilità di concedere alloggi di servizio temporanei (AST) per un periodo rinnovabile e sulla base di un canone, decisamente non vessatorio, mediamente pari a 450 euro al mese. Fa presente quindi che l'aumento esponenziale del numero di alloggi ASI, nel caso in cui rimanesse ferma l'attuale formulazione dello schema di regolamento in esame, comporterebbe un danno consistente per l'erario, senza un'apposita previsione di spesa a livello legislativo. Ribadisce quindi la richiesta, già avanzata nella seduta del 12 novembre 2009, che l'eventuale parere favorevole della Commissione sia condizionato alla riformulazione del requisito di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), in modo tale da renderlo conforme al dettato del citato articolo 2, comma 628, lettera a), della legge finanziaria 2008.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, chiedere di sospendere l'esame del provvedimento per consentire i necessari approfondimenti in merito alla proposta dell'onorevole Vannucci.

La seduta, sospesa alle 10.45, riprende alle 11.

Giancarlo GIORGETTI, presidente, formula la seguente proposta di parere:

«La V Commissione Bilancio, tesoro e programmazione, esaminato, per quanto di competenza, ai sensi dell'articolo 96-ter, comma 2, del Regolamento, lo schema di decreto ministeriale in oggetto, considerato che:

1) nel disegno di legge finanziaria 2010, all'esame dell'Aula della Camera dei Deputati, sono presenti disposizioni aventi ad oggetto sia la gestione del patrimonio immobiliare del Ministero della difesa sia la previsione di nuove procedure per l'alienazione degli immobili utilizzati dalle amministrazioni dello Stato, che in sede di attuazione occorrerà coordinare con l'esecuzione del programma pluriennale previsto dallo schema di decreto in esame. Si tratta in particolare:

delle disposizioni di cui all'articolo 2, commi 23, 28 e 32, relativi alla costituzione della società per azioni denominata «Difesa Servizi Spa», alla quale saranno affidate attività di valorizzazione e gestione degli immobili militari;

di quelle previste all'articolo 2, commi da 179 a 184, che, nella prospettiva di realizzare le risorse necessarie a soddisfare le esigenze infrastrutturali e alloggiative delle Forze armate attraverso la valorizzazione e l'alienazione degli immobili militari, autorizza il Ministero della difesa a promuovere la costituzione di uno o più fondi comuni di investimento immobiliare, che potranno essere oggetto di accordi di programma con i comuni presso i quali sono ubicati;

delle misure previste dall'articolo 2, commi 185 e 186, che, nei limiti del trasferimento o conferimento degli immobili ai predetti fondi comuni di investimento, prevedono l'attribuzione al comune di Roma di un complesso di beni per un valore pari a 600 milioni di euro, anche attraverso quote dei predetti fondi comuni di investimento immobiliare costituiti. Fino a concorrenza del suddetto importo, al comune Roma viene concessa un'anticipazione di tesoreria per l'anno 2010, di cui una quota pari a 200 milioni nel mese di gennaio e, per la parte residua, subordinatamente al conferimento degli immobili ai fondi immobiliari sopra citati;

dall'articolo 2, comma 213, che pone le procedure di alienazione degli immobili di proprietà dello Stato in capo all'Agenzia del demanio, attribuendo i diritti di opzione e di prelazione all'acquisto degli immobili stessi a favore delle regioni e degli enti locali territoriali sul cui territorio insistono gli immobili in vendita. Le predette disposizioni, finalizzate a snellire le procedure di vendita e a consentire una migliore collocazione degli immobili, sono destinate a garantire maggiori entrate per lo Stato, stimabili intorno ai 250 milioni di euro per l'anno 2010 e ai 350 milioni di euro l'anno 2011, all'esito della definizione delle procedure di valorizzazione in corso;

2) il coordinamento degli interventi previsti nel disegno di legge finanziaria 2010 con le misure di attuazione del programma pluriennale infrastrutturale in materia di alloggi di servizio delle Forze armate, previsto dall'articolo 2, commi da 627 a 631, della legge n. 244 del 2007, come disciplinato dal presente schema di regolamento, deve essere innanzitutto finalizzato a salvaguardare gli effetti finanziari riconducibili ai medesimi interventi. Tale esigenza di coordinamento si pone anche con riferimento ai provvedimenti legislativi che il Consiglio dei Ministri si accinge a varare e volti a dare attuazione alle disposizioni in materia di federalismo fiscale, con profili che potrebbero interessare le procedure concernenti il patrimonio immobiliare di cui al presente schema di regolamento;

3) la formulazione dell'articolo 2, comma 1, lettera a), non corrisponde a quella utilizzata dall'articolo 2, comma 628, della legge n. 244 del 2007 e appare suscettibile di determinare un significativo ampliamento del personale militare avente diritto ad ottenere un alloggio ASI determinando nuovi e maggiori oneri per il bilancio statale;

preso atto dei chiarimenti forniti dal Governo per cui:

il programma pluriennale infrastrutturale adottato dal Ministero della difesa in base all'articolo 2, commi 627-631, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 ha valenza meramente programmatica e potrà avere attuazione nei limiti delle risorse che si renderanno disponibili;

la definizione dei tendenziali pluriennali comprende gli effetti derivanti dagli interventi di spesa in conto capitale previsti nel predetto programma pluriennale;

alle spese relative alla stima degli immobili, alla vendita e alla realizzazione delle infrastrutture di cui all'indicato programma pluriennale, si provvede mediante gli ordinari stanziamenti di bilancio e con le somme che affluiscono al capitolo 4006 dello stato di previsione dell'entrata quali «Proventi derivanti dalle attività di valorizzazione e di dismissione effettuate dall'Agenzia del Demanio con riguardo alle infrastrutture militari, agli immobili e alle porzioni di più ampi compendi in uso al Ministero della Difesa», per essere riassegnate al medesimo Ministero, come previsto dall'articolo 2, comma 628, della legge n. 244 del 2007, così da assicurare la neutralità finanziaria dell'operazione;

le entrate attese dalle alienazioni di alloggi di servizio non più funzionali ai fini istituzionali delle Forze Armate sono state determinate sulla scorta delle prescrizioni legislative che prevedono l'applicazione di una serie di benefici, anche in termini di prezzo, a favore degli attuali conduttori;
degli oneri di urbanizzazione connessi alla realizzazione di nuove aree di insediamento immobiliare potrà tenersi conto nell'ambito degli accordi di programma, da stipulare con gli enti locali, nonché in sede di determinazione del prezzo di cessione degli alloggi;

VALUTA FAVOREVOLMENTE

lo schema di decreto ministeriale e formula la seguente condizione:

all'articolo 2, comma 1, lettera a), sostituire le parole: «l'obbligo di abitare presso la località dove si trova la sede di servizio» con le seguenti: «la costante presenza del titolare nella sede di servizio»;
e la seguente osservazione:

il Governo, in sede di attuazione del programma pluriennale infrastrutturale di cui al presente schema di decreto, provveda a coordinare le misure del programma stesso, e in particolare quelle di cui al Capo II, recante le procedure per l'alienazione degli alloggi di servizio non più funzionali ai fini istituzionali delle forze armate, con le disposizioni in materia di gestione, valorizzazione e alienazione degli immobili della difesa e di quelli del patrimonio immobiliare dello Stato recate dal disegno di legge finanziaria 2010. Ciò al fine di armonizzare le procedure di alienazione previste con il provvedimento in esame con quelle disposte dal disegno di legge finanziaria 2010, assicurando, in particolare, che queste ultime esplichino i previsti effetti sui saldi di finanza pubblica.»

La Commissione approva la proposta di parere.

La seduta termina alle 11.05.

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Rinviata a data da destinarsi la seduta della IV Commissione Difesa, originariamente prevista per il giorno 13 gennaio alle ore 9, riguardante:

  • Schema di decreto ministeriale recante regolamento per l'attuazione del programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio per il personale militare (atto n. 138)
  • Schema di decreto ministeriale concernente il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa per l'anno 2008 (atto n. 137)
  • (seguito esame congiunto - Rel. De Angelis)

Testo dell'email da inviare ai componenti della Commissione Difesa della Camera dei deputati:

CASADIRITTO auspica che non vada disperso l'enorme lavoro svolto finora fuori e dentro il Parlamento e che lo stesso possa essere concretizzato nel corso dell'ormai prossima discussione e votazione dell'Atto di Governo n. 138 (Alloggi Difesa), affinché siano recepite le osservazioni proposte dal Relatore ed altri componenti la Commissione Difesa unitamente al COCER ed a CASADIRITTO, tendenti a:

  • consentire la continuazione dell'utenza per le famiglie a reddito medio basso, impossibilitate all'acquisto, così come indicato nella Legge 244 oltre che per le famiglie con portatori di handicap;
  • a cancellare l'iniqua e barbara norma della vendita all'asta, così come ipotizzata nell'Atto di Governo, nonostante l'alloggio sia abitato da una famiglia attualmente utente.

Composizione della IV Commissione Difesa (numero dei componenti 43)

Presidente

  • CIRIELLI Edmondo ( POPOLO DELLA LIBERTA' ) : Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Vice Presidenti

Segretari

Altri Membri

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ALLOGGI DIFESA

CASADIRITTO INFORMA

E' nuovamente convocata per mercoledì  20 gennaio p.v. la IV Commissione Difesa della Camera dei Deputati, alle ore 9 con all'O.d.G. la discussione sullo schema di D.M. n. 138 (Alloggi Difesa Legge 244 art. 2 ).

Prosegue intanto, con intensità, l'invio delle e mail ai parlamentari impegnati nella discussione, da parte delle famiglie utenti degli alloggi della Difesa .

CASADIRITTO rivolge un appello affinché continui incessante tale invio al fine di far espungere dal testo dello Schema le anomalie inopinatamente introdotte e ricondurlo nello spirito e nella lettera al dettato della Legge 244 e ben illustrato dal Relatore e richiesto dal COCER e da CASADIRITTO nel corso delle audizioni del novembre scorso presso la stessa Commissione Difesa.

Roma li 17.1.10

Boncioli Sergio

Coordinatore Nazionale

CASADIRITTO

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
EUROMIL cerca un nuovo segretario generale PDF Stampa E-mail

EUROMIL sta cercando un dinamico Segretario generale (m/f) per guidare un team professionale dedicato alla gestione di un piccolo segretariato nella sede di Bruxelles con lo scopo di promuovere gli interessi EUROMIL con le istituzioni governative internazionali ed europee e sviluppare e gestire progetti strategici dell'organizzazione lavorando a stretto contatto con il Presidente, vicepresidente e i membri del Consiglio di amministrazione.

Coloro che sono interessati possono inviare il loro CV con lettera di accompagnamento su una pagina singola in inglese o tedesco, all'attenzione di Jutta Theiss, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (questo indirizzo e-mail è protetto dal bots spam, è necessario JavaScript attivato per visualizzarlo) entro e non oltre il 20 febbraio 2010 (ore 12 CET). Saranno accettate solo canditature inviate tramite posta elettronica.

AMID nel riportare il comunicato di EUROMIL auspica possibili candidature italiane per un'ottima occasione di lavoro con la possibilità di acquisire una elevata esperienza internazionale.

Fondata nel 1972, l'organizzazione delle federazioni militare è un'organizzazione che riunisce 35 associazioni e sindacati militari in Europa. EUROMIL promuovere gli interessi sociali e professionali di circa 500.000 soldati e poliziotti europei di tutti i ranghi e delle loro famiglie di 24 paesi.

EUROMIL ha lo status di "participatory" al Consiglio d'Europa. Essa sostiene i contatti con l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa e rappresenta gli interessi dei soci verso le istituzioni dell'Unione europea. EUROMIL ha un accordo di cooperazione con la Confederazione europea dei sindacati dal 1998. Finanziata esclusivamente dalle quote associative, EUROMIL mantiene rigorose politiche non confessionali ed indipendenti.

Di seguito il comunicato ufficiale di EUROMIL a cui è necessario fare riferimento

Vacancy: Secretary General (m/f)




Thursday, 14 January 2010

Founded in 1972, the European Organisation of Military Associations is an umbrella organisation of 35 military associations and trade unions in Europe. United, EUROMIL's member associations promote the social and professional interests of about 500.000 Europeans in 24 countries, servicemen and servicewomen of all ranks and their families.

EUROMIL has participatory status at the Council of Europe. It upholds contacts with the Organisation for Security and Co-operation in Europe and represents members' interests towards the EU-institutions. EUROMIL has a co-operation agreement with the European Trade Union Confederation since 1998. Funded exclusively by membership fees, EUROMIL keeps to strict non-denominational and politically independent policies.

We are looking for a dynamic Secretary General (m/f) to lead a keen and dedicated professional team. He/she will manage the small Secretariat in Brussels; promote EUROMIL interests among stakeholders of International and European government institutions; develop and manage a number of strategic projects and work closely with the President, Vice-President and Board members to achieve the strategic aims of the organisation.

Core responsibilities

  • European Advocacy & Networking
  • External Association Representation
  • Management of the International Secretariat

Profile

The successful candidate will have:

  • Excellent interpersonal and proven people management skills
  • Knowledge of Security and Defence Policy
  • Background in Political Science or a comparable advanced university degree
  • Prior demonstrated experience in networking and advocacy, especially in the European Public Affairs theatre with in-depth knowledge of relevant European Union processes, actors and media
  • Knowledge of trade union policies
  • Military backgroundis desired
  • Fluency in the working languages English and German. Other languages (in particular French/Dutch) are an additional advantage.

Please send your CV and single-page covering letter in English or German to Ms Jutta Theiss, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. This e-mail address is being protected from spam bots, you need JavaScript enabled to view it, no later than 20 February 2010 (12 o'clock CET). Only applications by e-mail will be accepted.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
L’ex Presidente del Parlamento europeo chiede l’istituzione dell’ Ombudsman militare europeo PDF Stampa E-mail
L'ex presidente del Parlamento europeo Hans-Gert Pöttering ha partecipato al 8° Congresso per la sicurezza europea e la difesa in Berlino dove si è discusso dell'istituzione della figura di un mediatore militare europeo nominato dal Parlamento della U.E. Anche il Presidente della Organizzazione Europea delle Associazioni di militari (EUROMIL) e il Vice-Presidente di EUROMIL hanno partecipato alla tavola rotonda dove si discuteva di S.A.F.E.

"Con l'istituzione dell'Ombudsman militare europeo circa 2 milioni di militari, appartenenti ai Paesi membri dell'Unione Europea, avrebbe un importante punto di riferimento a cui fare riferimento, non solo per quanto riguarda i diritti, i doveri e le regole d'ingaggio, ma anche per quanto riguarda norme di tutela socio professionale ed in particolare l'assistenza sociale e sanitaria l'invalidità ed il decesso", ha detto il professor Hans-Gert Pöttering.

"I soldati europei partecipano alle missione per l'affermazione ed il rispetto dei valori europei, e quindi hanno il diritto che questi valori siano applicati anche a loro". Ha aggiunto, "i valori sono i diritti umani, la pace, la libertà e la democrazia"

Inoltre, ha spiegato, l'evoluzione del concetto di S.A.F.E. (Synchronized Armed Forces Europe), che aveva presentato nella stessa congresso dello scorso anno. Il Parlamento europeo ha approvato il concetto di SAFE con 483 voti a favore contro 111 contrari. Questo ha consentito, per la prima volta nel 2008, visite ufficiali e reciproche tra i più importanti responsabili delle decisioni del Parlamento europeo e della NATO.

L'Organizzazione Europea delle Associazioni di Militari (EUROMIL) appoggia pienamente il progetto SAFE e accoglie con favore la proposta di istituire un sistema democratico di mediazione dei conflitti a favore dei militari europei presso il Parlamento dell'U.E., se sarà sostenuto da tutti gli Stati membri dell'Unione europea.

Il Congresso per la Sicurezza e Difesa Europea è organizzato in collaborazione con un quotidiano tedesco, la Commissione europea, il ESDA / Assemblea dell'UEO ed il gruppo del Partito popolare europeo al Parlamento europeo. Il Presidente di questa conferenza è il Dott. Karl von Wogau, Segretario Generale della Fondazione europea per la sicurezza e membro onorario del Parlamento europeo.

L'Organizzazione Europea delle Associazioni di militari (EUROMIL) è un'organizzazione composta da 35 associazioni nazionali di militari e dei sindacati. Fondata nel 1972, l'organizzazione promuove gli interessi professionali e sociali del personale militare di ogni grado, in Europa. Essa comprende 24 paesi dalla Federazione Russa in Oriente per l'Irlanda in Occidente, dalla Finlandia a nord e a Malta nel Mezzogiorno.

Past President of European Parliament calls for European Military Ombudsman

The past President of the European Parliament Hans-Gert Pöttering called at the 8th Congress for European Security and Defence in Berlin for the creation of the office of an European Military Ombudsman appointed by the European Parliament. The President of the European Organisation of Military Associations (EUROMIL) and the Vice-President of EUROMIL moderated and participated in a panel discussion discussing SAFE,  Synchronized Armed Forces Europe.

"Then all about 2 million European servicemen in the member countries of the European Union would have a focal contact point, not only with regard to duties, rights and rules of engagement but also with regard to social standards, medical care and the coverage of injury, invalidity and decease", said Professor Hans-Gert Pöttering.

"European soldiers are sent on mission on the basis of European values and thus have the entitlement that those are applied to them." He added, "those values are human rights, peace, freedom and democracy".

Further he explained the development of the concept of Synchronized Armed Forces Europe, that he had presented at the same location last year. The European Parliament voted in favour of the SAFE concept with 483 votes to 111. This contributed that for the first time in 2008 official and mutual visits took place between the highest decision-makers of the European Parliament and NATO.

The European Organization of Military Associations (EUROMIL) fully supports the SAFE project and welcomes the proposal to establish a democratic European Military Ombudsman at the European Parliament if backed up by all member states of the European Union.

The European Security and Defence Congress is organized in cooperation with a German newspaper, the European Commission, the ESDA/WEU Assembly and the European People's Party faction in the European Parliament. President of this conference is Dr. Karl von Wogau, Secretary General of the European Security Foundation and honorary member of the European Parliament.

The European Organisation of Military Associations (EUROMIL) is an umbrella organisation consisting of 35 national military associations and trade unions. Founded in 1972, the organisation promotes the social and professional interests of military personnel of all ranks in Europe. It includes 24 countries from the Russian Federation in the East to Ireland in the West, from Finland in the North and to Malta in the South.

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The European Organisation of Military Associations (EUROMIL) is an umbrella organisation consisting of 35 national military associations and trade unions. Originally founded in 1972, the Organisation promotes the social and professional interests of military personnel of all ranks in Europe. Including 25 countries from the Russian Federation in the East to Ireland in the West, and from Finland in the north to Malta in the South, EUROMIL is a truly European organisation.

EUROMIL is the main Europe-wide forum for the cooperation among professional military associations on issues of common concern. Through the international secretariat in Brussels, EUROMIL facilitates exchange of information, experiences and best practice among member associations.

The organisation, moreover, strives to secure and advance the human rights, fundamental freedoms and socio-professional interests of soldiers by monitoring and advocating in multinational negotiations on the European level. EUROMIL supports the inclusion of military personnel into social legislation by the European Union.

EUROMIL has participatory status at the Council of Europe and is accredited as a lobbyist with the European Parliament. It upholds contacts with the Organisation for Security and Co-operation in Europe, the NATO Parliamentary Assembly and the European Security and Defence Assembly (formerly the Assembly of the WEU).

EUROMIL has a co-operation agreement with the European Trade Union Confederation since 1998.

Funded exclusively by membership fees, EUROMIL keeps to strict non-denominational and politically independent policies.

Military associations entirely respect and abide by the chain of command, and neither condone or support insubordination and mutiny.

Associations do not intend to comment on strategic or operational matters.

Security has a social dimension

EUROMIL's member associations and unions are committed to the principle of the ‘Citizen in Uniform'. As such, a soldier is entitled to the same rights and obligations as any other citizen.
EUROMIL and its members strongly believe that governments and societies owe a 'duty of care' toward its military personnel. Soldiers are called upon to make personal sacrifices - including the ultimate sacrifice - in the service of the nation and the international community. For that reason, the men and women, who have chosen to serve their country, must always be able to expect in return fair treatment, to be valued and respected as fellow citizens, and that they and their families will be sustained, rewarded and provided for by the Nation.

This requires certain governments to lift all existing restrictions on civil and social rights of soldiers which are not an inevitably and proportionate result from the military assignment. EUROMIL advocates particularly the right of servicemen and -women to form and to join trade unions and independent staff associations and that these are included in a regular social dialogue by the authorities. Soldiers are highly skilled employees who have the legitimate right to promote their social and professional interests - as do other workers.

Decade-long experience has shown that those European countries that have granted full association rights to their soldiers experienced no loss of combat efficiency or military discipline. No disturbances in the chain of command have been observed. On the contrary, involving democratic military associations in a permanent social dialogue has de facto improved the moral and loyalty of troops. This has been confirmed in the course of several years in many international missions, such as Afghanistan, where countries with strong military unions have addressed the tasks at hand professionally and successfully.

In times of increased operational pace but declining defence budgets military associations and unions can be a powerful ally to raise awareness of this contradiction and can articulate the professional interests and concerns of military professionals. Associations can also enhance the status of the military profession in society. Military associations are recognised in several countries across Europe as valuable partners for the defence administration.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
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