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Associazione per i Militari Democratici
Dossier manovra finanziaria: i riflessi sul personale militare e delle forze di polizia PDF Stampa E-mail
Ma La Russa fa propaganda al TG2.

56 articoli, tantissimi commi e sottocommi, ma la scure che si abbatte sul personale del comparto Sicurezza e Difesa non è stata affatto alleggerita. Di seguito spieghiamo, punto per punto, dove e come operano i tagli previsti dalla manovra pubblicata nel supplemento ordinario n. 114 della Gazzetta Ufficiale con il Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78 contenente "Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica".
art. 2, comma 1: a decorrere dal 2011, taglio lineare del 10% delle dotazioni di bilancio delle Amministrazioni;
art. 6, comma 8: a decorrere dal 1 luglio 2010, l'organizzazione di eventi celebrativi o cerimonie da parte di Forze Armate o Forze di Polizia è subordinata all'autorizzazione del Presidente del Consiglio su proposta del Ministro competente. Il personale che vi partecipa è da considerarsi non in servizio e, pertanto, non ha diritto a percepire compensi per lavoro straordinario, indennità a qualsiasi titolo, né a fruire di riposi compensativi;
art. 6 comma 12: dalla data di entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010) non è più dovuta la diaria di missione all'estero,ad eccezione delle missioni internazionali di pace. Con ulteriore decreto interministeriale dovranno essere fissati i limiti concernenti il rimborso delle spese di vitto e alloggio;
art. 9, comma 1: il trattamento economico complessivo, ivi compreso il trattamento accessorio, dei dipendenti pubblici, anche di qualifica dirigenziale, negli anni dal 2011 al 2013 non può superare in ogni caso quello in godimento nel 2010. È fatta salva la corresponsione dell'indennità di vacanza contrattuale per il personale contrattualizzato;
art. 9, comma 2: a decorrere dal 1 gennaio 2011 e sino al 31 dicembre 2013, i trattamenti economici complessivi sono ridotti del 5%, per la parte eccedente 90.000 euro e fino a 150.000 euro, e del 10 %, per la parte eccedente i 150.000 euro. La riduzione non opera ai fini previdenziali;
art. 9, comma 4: il rinnovo dei contratti pubblici per il biennio 2008 - 2009 devono avvenire entro il limite del 3,2% ad eccezione del comparto Sicurezza - Difesa, per il quale sono confermati i 100 milioni di euro aggiuntivi già a suo tempo stanziati;
art. 9, comma 17: blocco del rinnovo del contratto relativo al triennio 2010-2012, senza possibilità di recupero futuro. È fatta salva l'erogazione dell' indennità di vacanza contrattuale;
art. 9, comma 21: blocco senza possibilità di recupero dei meccanismi automatici di adeguamento della retribuzione del personale non contrattualizzato e non validità degli anni 2011 - 2013 per la maturazione degli scatti e classi. Per tutto il personale (contrattualizzati e non), efficacia ai fini esclusivamente giuridici delle progressioni di carriera, comunque denominate, intervenute negli anni 2011, 2012 e 2013;
art. 9, comma 30: fissazione della decorrenza di un ipotetico riordino delle carriere a partire dal 1 gennaio 2011, assistito dallo stanziamento annuo di 119 milioni di euro disposto dall'art. 3, comma 155, della legge 350/2003. Recupero al bilancio dello Stato delle somme sino ad ora stanziate e non impegnate, pari a circa 770 milioni di euro;
art. 9, comma 35: obbligo di individuare i percettori dell'indennità di comando terrestre nei limiti degli stanziamenti previsti dall'art. 52, comma 3, del d.p.r. n. 164/2002, con conseguente impossibilità di corrisponderla alla stragrande maggioranza di coloro che sono stati individuati nella bozza di decreto predisposta a seguito dei ricorsi intentati;
art. 12, commi 1 e 2: per coloro che maturano il requisito per l'accesso al pensionamento, per vecchiaia1 o anzianità, nel corso del 2011, il diritto al trattamento pensionistico decorre trascorsi 12 mesi dopo la maturazione del requisito;
art. 12, comma 7: corresponsione dell'indennità di buonuscita in unico importo se pari o inferiore a euro 90.000 (lordi), in due importi annuali se compresa fra 90.000 e 150.000 (la prima rata di 90.000, la seconda a saldo), in tre importi annuali se superiore (90.000 il primo anno, 60.000 il secondo, saldo al terzo). La disposizione in parola non si applica ai collocamenti a riposo per raggiunti limiti di età e alle posizioni derivanti da domande di cessazione dall'impiego presentate e accolte prima dell'entrata in vigore del decreto (1 giugno 2010), a condizione che la cessazione dall'impiego avvenga entro il 30 novembre 2010. L'accoglimento della domanda determina l'irrevocabilità della stessa;
art. 12, comma 10: per le anzianità contributive maturate a decorrere dal 1 gennaio 2011, i trattamenti di fine servizio sono calcolati secondo la meno favorevole regola dell'art. 2120 c.c., con l'applicazione di un'aliquota del 6,91%.
La manovra economica e finanziaria 2011-2012 dispiegherà i suoi effetti peggiori però per mano dei singoli ministeri i quali, non dimentichiamolo, dovranno operare un taglio lineare del 10% delle dotazioni di bilancio. Purtroppo, in un comparto come quello della Sicurezza e della Difesa dove più del 90% degli stanziamenti di bilancio finisce in stipendi, sarà facile prevedere come questi ultimi saranno sicuramente oggetto di "particolari attenzioni" dei burocrati con le forbici.

La Russa e la propaganda

Intanto il ministro della Difesa al TG2 afferma che "se un militare guadagna 1.400 euro al mese, non è a lui che si devono chiedere i principali sacrifici": naturalmente si tratta solo di un tentativo di natura propagandistica per insaporire l'amaro calice che tutti i portatori di stellette dovranno bere. In una struttura stipendiale composta da parametri ed indennità rigidamente normati da disposizioni legislative, è evidente che se si tocca una di esse l'effetto si propaghera su tutta la catena gerarchia dei contrattualizzati ed anzi gli effetti peggiori li subirà - in termi assoluti - proprio "il militare che guadagna 1.400 euro al mese", cioè l'ultimo anello della scala gerarchica che dovrà stringere la cinghia molto di più dei suoi superiori che ne guadagnano 2.000.

Il pollo di Trilussa

Per giustificare l'accanimento con il quale questa manovra ha colpito il pubblico impiego - quindi anche il comparto Sicurezza e Difesa - i membri del governo hanno fatto uso, ancora una volta, di una verità artefatta e confezionata a scopi propagandistici: hanno detto infatti che le retribuzioni del pubblico impiego negli ultimi anni sono salite percentualmente in maniera superiore a quelle del settore privato ma hanno dimenticato di spiegare come ciò sia potuto accadere!
La più "proverbiale" osservazione a proposito delle medie statistiche è quella per cui se una persona mangia un pollo e un'altra no, in media i due hanno mangiato mezzo pollo a testa, ed è esattamente quello che è accaduto nel pubblico impiego: le retribuzioni di Generali, Ammiragli, Magistrati e degli altissimi funzionari dello Stato, tutti i "non contrattualizzati" cioè, hanno subito in questi anni aumenti di gran lunga superiori non solo nei confronti dei "contrattualizzati", ma anche nei confronti del settore privato. E siccome le retribuzioni di costoro fanno media con quelle modestissime dei contrattualizzati, eccovi spiegato il perchè le dichiarazioni del governo sono in realtà un trucco, un gioco di prestigio, per giustificare l'accanimento politico verso i pubblici dipendenti, quelli "contrattualizzati", la cui stragrande maggioranza non ha affatto avuto aumenti stipendiali "superiori a quelli del settore privato", ma nel gioco delle medie è come se anche loro avessero mangiato il proverbiale mezzo pollo.
Al netto della propaganda quindi la manovra finanziara messa su dal governo ha un chiaro sapore politico, perchè mentre si dimostra indulgente nei confronti degli evasori fiscali ai quali con lo "scudo" ha tassato i capitali illegalmente esportati solo con un misero 5%, si accanisce contro coloro che le tasse le pagano fino all'ultimo centesimo. Deboli con i forti e forte con i deboli dunque. Questa è l'esatta fotografia di questo governo.

Forte stangata sui militari. Il Governo ha varato una serie di provvedimenti che peseranno moltissimo sulle spalle del personale, sia giovane che anziano

Roma, 2 Giu. - Blocco triennale degli aumenti stipendiali 2011-2013; riduzione delle unità che percepiscono l'indennità di campagna; blocco degli aumenti automatici per coloro che verranno promossi di grado; blocco degli aumenti per coloro che matureranno gli anni per percepire l'indennità di funzione a 17, 27 e 32 anni di servizio; riduzione della paga per chi lavora all'estero; blocco futuro del F.E.S.I., e chi più ne ha più ne metta...


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Manovra economica, il comparto Sicurezza e Difesa e il gioco delle tre carte

Non ci piace comunicare brutte notizie, ma abbiamo il dovere di fotografare la situazione attuale e fornire le nostre impressioni. Naturalmente parliamo della manovra economica 2011-2012 recentemente firmata da Napolitano e che presto approderà alle Camere dove Tremonti si sta attrezzando a respingere il solito assalto alla diligenza. Cominciamo con i punti fermi (o quasi). L'entità della manovra non cambierà, parola di Berlusconi, quando pochi giorni fa affermava che "il Parlamento potrà ovviamente introdurre delle modifiche a questa manovra, ma deve essere chiaro che i saldi di bilancio che sono previsti dalla manovra, che portano ad una diminuzione della spesa pubblica di 24,9 miliardi di euro in due anni, non potranno essere modificati neppure di una virgola".
Il testo finale della manovra firmato da Napolitano ha visto scomparire delle norme che avevano suscitato allarme e indignazione tra gli operatori del comparto facendo decidere agli estensori della norma una strategia più sottile: affidare ad ogni singolo ministero il compito di operare i tagli sui rispettivi bilanci, che si aggirano intorno al 10%. Ma qualcosa non ha funzionato, almeno così vogliono farci credere. Curiosamente assistiamo ad un divertente teatrino messo in piedi dal ministro Tremonti, dal ministro degli Interni Maroni e da quello della Difesa La Russa. In particolare quest'ultimo, che in passato ha dato prova di capirci ben poco di quello che accade al suo dicastero ed ancora meno dei meccanismi che lo regolano, adesso si esercita a fare la faccia dura con Tremonti: «io so come usare il bilancino della spesa e di tagli ne ho già fatti tanti» e ancora «a differenza degli insegnanti, dei magistrati e di altre categorie del pubblico impiego, i militari non possono scioperare. Ma non per questo devono essere penalizzati. C'è un ministro che parla per loro e il mio appello, dopo averlo fatto a Tremonti, lo rivolgo al Parlamento». Come a dire: tranquilli raga, ci penso io.
Purtroppo mentre continuano le esternazioni a favore di telecamera gli uffici finanziari di ogni stato maggiore di Forza armata (stessa cosa dicasi per gli altri dicasteri da cui dipendono gli operatori del comparto Sicurezza) hanno già preparato in gran segreto i documenti contenenti, in massima parte, tagli dolorosissimi alle retribuzioni del personale in uniforme che costituiscono quasi la totalità del bilancio dei dicasteri. Che fare allora? Propaganda, off course.
E mentre il teatrino continua, nel clima di incertezza e mancanza di documenti ufficiali il panico si scatena: taglieranno l'assegno funzionale, dicono alcuni, saltano le promozioni, rincarano altri. La verità è che nessuno sa ancora con certezza dove e come i tecnici in uniforme opereranno i tagli previsti dalla manovra finanziaria. Lo ripetiamo: il bilancino non è nelle mani di La Russa ne in quelle di Maroni, organi di vertice politico che per loro stessa natura non hanno idea delle rispettive (e complesse) macchine finanziarie dei loro dicasteri affidate invece totalmente nelle mani dei generali e dei tecnici.
La Russa ha paura. Questo è il dato certo. Ricorda benissimo che il malgoverno del dicastero della Difesa costò al suo predecessore Martino quasi 20.000 voti solo a Roma e non vuole fare la sua stessa fine, anche se ormai la sua figura di strenuo difensore delle Forze armate risulta appannata, specialmente da quando i gradi bassi si sentono abbandonati a loro stessi e la tanto decantata professionalizzazione ha presentato il conto: i professionisti della Difesa si sentono trattati come impiegati del catasto (con tutto il rispetto per quei lavoratori) con l'aggravante che sul fronte disciplinare, come sempre quando comanda la destra, si assiste ad una ulteriore compressione dei diritti individuali.
Tirando le somme, possiamo dire che in queste ore si assiste, ad opera della dirigenza politica, al desolante gioco delle tre carte, dove Tremonti fa la parte di quello che mischia le carte, i compari (La Russa e Maroni) gli reggono il gioco e la vittima di turno (il comparto Sicurezza e Difesa) veste i panni del gonzo a cui rifilare la fregatura.
Da GrNet

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Se si parla di tagli anche in Afghanistan si può spendere meno e meglio
I tagli alla spesa pubblica previsti dalla Finanziaria non risparmiano la Difesa che alle decurtazioni già previste per il triennio 2009-2011 aggiunge un nuovo taglio non ancora ufficializzato ma che pare andrà a pesare soprattutto sul Personale (col blocco delle retribuzioni e la riduzione di alcune indennità) e sull'Esercizio, cioè le spese di gestione e addestramento.
In una recente intervista il ministro della Difesa,Ignazio La Russa, ha affermato di poter gestire un taglio del 10 per cento delle risorse assegnate al suo dicastero ma che i fondi per le missioni non devono essere toccati anche per garantire la sicurezza dei militari impegnati oltremare.
In realtà la sicurezza militare si costruisce innanzitutto in Italia con un efficace e realistico addestramento dei reparti oggi reso impossibile dai tagli che da anni infieriscono proprio sulla voce "Esercizio". Solo le brigate destinate a operare in Afghanistan e in misura minore in Libano effettuano oggi addestramenti di un qualche significato operativo utilizzando per lo più i fondi assegnati per la missione (sganciati dal Bilancio della Difesa) mentre il costoso addestramento al combattimento è ormai da anni relegato a pochi reparti.
Gli alpini appena partiti per Herat e i rinforzi che li raggiungeranno nelle prossime settimane si sono addestrati sulle Alpi a temperature di 30/40 gradi inferiori a quelle che incontreranno nell'estate afgana e non hanno potuto effettuare tiri con le mitragliatrici pesanti Browning e con i lanciarazzi Panzerfaust-3 perché non ci sono né proiettili calibro 12,7 millimetri né razzi. Le poche scorte disponibili sono in dotazione alla missione in Afghanistan dove i militari arrivano senza essersi addestrati a impiegare armi che potrebbero risultare decisive in caso di scontro ravvicinato con i talebani.
Marina e Aeronautica non stanno certo meglio e solo grazie alla missione umanitaria (e promozionale dell'hi-tech militare italiano) ad Haiti la nuova portaerei Cavour ha potuto lasciare gli ormeggi ai quali era relegata dalla mancanza di carburante mentre fregate e cacciatorpediniere navigano in buona parte grazie ai fondi per la missione anti-pirateria nell'Oceano Indiano. Stesso problema per i cacciabombardieri dell'Aeronautica Amx e Tornado che si alternano a Herat consentendo agli equipaggi di addestrarsi al volo operativo che in Italia il bilancio non permette più di effettuare in misura sufficiente. Infierire con i tagli sul bilancio per salvaguardare i fondi destinati alle missioni potrebbe non essere un buon affare anche perché le operazioni oltremare non sono certo esenti da ottimizzazioni e tagli che potrebbero produrre risparmi importanti senza ridurre le capacità del contingente.

di Gianandrea Gaiani da Il Sole 24 ORE

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Il Pd al fianco dei poliziotti

"E' singolare che l'esigenza di tutelare la riservatezza delle indagini e la privacy di chi, pur rientrando nelle operazioni di intercettazioni non è coimputato nel reato per cui si procede, si stia trasformando in una vera e propria mannaia all'operatività delle Forze di Polizia nella lotta alla criminalità organizzata, pedofilia, corruzione e all'infiltrazione mafiosa nelle istituzioni con il voto di scambio". Lo afferma Felice Romano, segretario generale del Siulp (Sindacato italiano unitario lavoratori polizia).
Secondo il Siulp, il Ddl in discussione alla Camera, così come presentato, 'significherebbe la morte di uno dei maggiori strumenti investigativi' per le Forze di Polizia. 'L'aspetto più devastante, pur condividendo la necessità di tutelare la segretezza delle indagini e la privacy di chi rientra nelle operazioni di intercettazioni, è nel limite massimo dei 75 giorni." 4 Giugno 2010.
"Il Siap, terzo sindacato della Polizia di Stato in ordine di iscritti, scende in campo a fianco dei magistrati contro la manovra del governo e i 'tagli indiscriminati' al comparto sicurezza.
La Segreteria nazionale, riunitasi oggi 'per definire le forme di protesta verso le misure previste in materia di stabilizzazione finanziaria assunte con il Dl 78/2010' ha infatti indetto lo stato di agitazione permanente decidendo 'di aderire allo sciopero indetto dai magistrati', come ha confermato il Segretario generale del Siap, Giuseppe Tiani. "Lo faremo idealmente - ha detto Tiani -ma solo perchè a noi viene impedito per legge e noi rispettiamo la legge".
"Il riflesso delle ulteriori riduzioni finanziarie mina le fondamenta dell'operatività delle forze di polizia - ha detto ancora Tiani - Condividiamo e solidarizziamo con l'Anm guidata da Luca Palamara che ha evidenziato l'incostituzionalita' di una disposizione con la quale si opera una decurtazione del trattamento economico solo per i dipendenti pubblici'. 'E' ormai evidente - ha proseguito Tiani - che il Governo considera sicurezza e giustizia un costo e non una risorsa, ma addirittura uno spreco visto gli investimenti e la fiducia che ripone nelle cosiddette polizie locali, pattuglie di militari e ronde, e questo è inaccettabile".(ANSA). 5 Giugno 2010
"La Confederazione Sindacale Autonoma di Polizia (Consap) "pur ritenendo condivisibile l'appello del Capo dello Stato ad affrontare con senso di responsabilità la delicata situazione economica attraversata dal Paese, ritiene la manovra finanziaria eccessivamente penalizzante per il personale delle forze di Polizia". E' quanto si legge in una nota che annunciando la protesta in programma per il 10 giugno prossimo spiega: "Non riconosce, infatti, l'impegno ed il sacrificio quotidiano che essi hanno mostrato in questi anni con una lotta serrata alla criminalità che ha portato ad un calo degli indici di delittuosità ed ha assicurato allo Stato diversi miliardi sottratti alla criminalità organizzata. Si bloccano i contratti (dall'anno 2010 in poi percepiremo soltanto le vacanze contrattuali), si cancella l'atteso riordino delle carriere per il riallineamento funzionale rispetto al pubblico impiego, si congelano le indennità legate alla contrattazione di secondo livello, si annullano le progressioni di carriera eventualmente disposte negli anni 2011, 2012 e 2013 che avranno effetto, per i predetti anni, ai fini esclusivamente giuridici e s'introduce un diverso sistema di calcolo della liquidazione con effetti penalizzanti per il personale. Una manovra, dunque, estremamente negativa per il comparto sicurezza ed assolutamente inaccettabile". "Alla faccia delle rassicuranti parole spese dal Ministro Maroni in Parlamento ha assicurato che "il provvedimento varato dal governo ha escluso il comparto sicurezza dal congelamento del rinnovo dei contratti pubblici in ragione della sua specificità". Maroni, in buona sostanza, ha solo garantito "l'esclusione dai tagli per il contratto 2008/2009" che per esclusiva responsabilità del cartello dei sindacati di polizia (siulp, sap, silp cgil, siap-anfp, ugl e coisp) non abbiamo chiuso diversi mesi fa e che nessuno può e deve toccarci". 6 Giugno 2010.
"Il Silp-Cgil, Sindacato italiano dei lavoratori di polizia, manifestera' davanti al Senato l'8 giugno contro il ddl intercettazioni in concomitanza con la ripresa della discussione in aula del provvedimento. Lo comunica il segretario generale dell'organizzazione Claudio Giardullo.
"La proroga di 48 ore in 48 ore delle intercettazioni dopo i primi 75 giorni - afferma Giardullo in una nota, spiegando i motivi della protesta - rende estremamente difficoltosa l'attivita' investigativa, perche' l'autorizzazione resta attribuita al Tribunale del capoluogo di distretto, cioe' a un Giudice collegiale che spesso ha sede in una citta' diversa da quella della Procura della Repubblica che sta operando".
Quanto all'individuazione dei 'reati spia' rispetto ai reati di mafia 'sarebbe particolarmente facile, se si volesse - prosegue Giardullo -. Basterebbe infatti chiedere agli uffici ai quali e' attribuita la competenza per questi reati, come la Direzione Investigativa Antimafia e la Direzione Nazionale Antimafia. Siamo certi che essi indicherebbero, soprattutto, la corruzione le truffe, il racket e l'usura"4 Giugno 2010.
Torno a Milano dopo una settimana intensa, la manovra economica, pur dovuta come principio generale, visto il momento terribile dell'economia globale ed europea, si sta per abbattere come una mannaia sugli operatori delle forze dell'ordine, in più il ddl intercettazioni azzoppa duramente la loro capacità d'indagine, e i sindacati di polizia, tutti i sindacati, di qualsiasi colore essi siano, si ribellano duramente.Rappresentano donne e uomini, oltre 110.000, che per stipendi molto molto bassi, con mezzi insufficienti, umiliati dal continuo blocco della contrattazione, sono impegnati ogni giorno per difenderci, in particolare con un governo che ha scelto la sicurezza come parola d'ordine principale. Cioè si invoca la sicurezza, ma contemporaneamente si umiliano gli operatori e si finge di aiutarli con ronde e impiego urbano dell'esercito.
Ovviamente poi, come nella migliore tradizione berlusconiana, si cerca di far finire tutto a tarallucci e vino: "Il governo ha rassicurato i vertici delle forze dell'ordine sul fatto che le misure contenute nella manovra non penalizzeranno il comparto sicurezza e difesa.
L'occasione per fare il punto sul delicato tema si è avuta ieri nel corso della cena offerta dal comandante generale dell'Arma, Leonardo Gallitelli, al termine dei festeggiamenti per il 196/o anniversario della fondazione della 'Benemerita'. In sostanza Berlusconi, tramite Letta, avrebbe rassicurato i vertici delle forze armate sulla volontà del governo di rivedere alcune misure durante l'esame del provvedimento in Parlamento. (ANSA 4 Giugno 2010)
Insomma, nel solito ambiente non istituzionale, il Premier rassicura, che nonostante il decreto del governo sia scritto in un modo, il Parlamento lo riscriverà in un altro; insomma nessun taglio, nessun congelamento per i nostri angeli custodi, ci mancherebbe, abbiamo scritto 28 miliardi di iniziative variabili; così dirà in un'altra cena ai Presidenti delle regioni, poi ai Sindaci, poi ai medici e agli altri dipendenti pubblici, due pacche sulle spalle e via.
Intanto, i nostri agenti o militari, difendono questa repubblica senza clamore e con pochi soldi, a volte di tasca loro e con grande rischio della vita, e noi li ringraziamo, come forse dovremmo fare più spesso.

Emanuele Fiano
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E sul comparto Sicurezza e Difesa si scatena una battaglia tutta interna alla destra.

Roma, 9 giu - Allarme rosso per gli ex colonnelli di Alleanza Nazionale. Il generale "traditore", Gianfranco Fini, vuole rubare all'esercito regolare pidiellino il sostegno dei poliziotti e militari, tradizionale serbatoio di voti e di consensi a destra. Quindi, tutti ai posti di combattimento, pronti per neutralizzare l'insidioso atto di guerriglia. Stasera il capogruppo Pdl al senato, Maurizio Gasparri, incontrerà i sindacati di polizia e i Cocer delle forze armate per promettere battaglia non appena comincerà il dibattito parlamentare sulla manovra economica. Una manovra che penalizza fortemente tutto il comparto Sicurezza e Difesa e che sta provocando una vera e propria sollevazione fra agenti e militari. Quella di Gasparri però, più che una dichiarazione d'appartenenza nei confronti di un mondo tradizionalmente "amico" è il tentativo di scardinare l'antico legame fra i poliziotti e il presidente della Camera. La scorsa settimana, infatti, Fini ha ricevuto una delegazione di sindacalisti della Polizia, del Corpo forestale e della Polizia penitenziaria. Stando alle indiscrezioni, si sarebbe impegnato a difenderli quando la stangata tremontiana arriverà a Montecitorio.
La nostra impressione è che si stia consumando una battaglia tutta interna alla maggioranza a colpi di strumentalizzazione. Nè Fini e nè tantomeno Gasparri riusciranno, a nostro avviso, a rendere meno pesante il fardello economico imposto agli operatori del comparto e quindi l'unica strada percorribile è ancora quella della demagogia e della strumentalizzazione con la complicità, bisogna dirlo, di qualche sindacato e qualche Cocer che tradizionalmente hanno poco a cuore le sorti dei propri rappresentati preferendo invece profondersi in posture ossequiose pur di guadagnare un posto a corte. Naturalmente a spese dei bisogni di militari e poliziotti.
Così mentre una parte dei poliziotti scende in piazza per manifestare contro il ddl intercettazioni, dimostrando di avere a cuore non soltanto la pecunia ma anche la dignità del proprio lavoro, un'altra parte del mondo sindacale e dei Cocer si presentano sull'attenti al cospetto del duo Fini-Gasparri pronti ad ascoltare i soliti pistolotti propagandistici. Intanto Berlusconi e Tremonti avvertono: il saldo della manovra non cambierà di una virgola. Quello che temiamo è qualche cup de theatre sulla falsa riga della "specifità", una norma vuota che non conteneva nessun vincolo per il governo e nemmeno danari. Può darsi che di fronte all'intransigenza tremontiana di modificare la manovra venga tirato fuori dal cilindro qualche emendamento che prometterà agli operatori del comparto un "trattamento speciale". Dopo la fregatura della "specificità", riusciranno i nostri eroi a non farsi prendere per il naso un'altra volta? O meglio, riusciranno a prendere ancora in giro centinaia di migliaia di poliziotti e militari?

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MANOVRA: DI STANISLAO (IDV), LA RUSSA ''TAGLIERA''' STIPENDI AI MILITARI
(ASCA) - L'Aquila, 5 giu - ''Se il Ministro della Difesa nella manovra finanziaria chiede 'un occhio di riguardo per la specificita' del comparto sicurezza', io dico che bisogna tenere aperti tutti e due gli occhi e anche le orecchie!''.
Lo dice il capogruppo dell'IdV in Commissione Difesa della Camera, Augusto Di Stanislao, che aggiunge: ''La manovra effettuera' i tagli per mano dei singoli Ministeri i quali, non dimentichiamolo, dovranno operare un taglio lineare del 10% delle dotazioni di bilancio. Un bilancio, in questo caso, quasi completamente assorbito dalle spese per il personale, arrivate al 70% grazie ad un aumento dello stanziamento di 750 milioni, a fronte di un decremento degli investimenti (-560 milioni) e delle spese per l'esercizio e la formazione (-440 milioni)''. ''Come denuncio da sempre - riferisce Di Stanislao - abbiamo Forze Armate sempre peggio armate e peggio addestrate, anche se impegnate in difficili missioni all'estero. E visto che non si ha nessuna intenzione di tagliare le spese per gli armamenti, ho paura che a pagare saranno i militari, i giovani precari, i volontari in ferma breve che si vedono negata la riconferma del loro posto di lavoro. Anzi, compriamo nuovi caccia miliardari e poi a chi importa delle esercitazioni e della formazione!''. ''Nel 2009 - e' ancora l'esponente IdV - le esportazioni di armi italiane sono aumentate del 61% per un valore di 4 miliardi e 900 milioni per la felicita' delle banche che sulle armi investono e guadagnano molto e delle industrie armiere. Tutti abbiamo preso atto che bisognera' fare dei sacrifici - conclude Di Stanislao - vorrei solo sapere se l'occhio che La Russa tiene chiuso non sia proprio quello che guarda agli stipendi dei militari''.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Reazioni del Silp per la Cgil sulla legge bavaglio del Governo PDF Stampa E-mail
(ER) SICUREZZA. BONACCINI (PD): TAGLI DA 1 MLD, CHE DICE LA LEGA?

SEGRETARIO CONTRO MANOVRA, INTERCETTAZIONI E 'FAVOLETTA' RONDE

(DIRE) Bologna, 7 giu. - Due anni fa il centrodestra, e in particolare la Lega nord, "si riempirono la bocca con lo slogan "più sicurezza per tutti". Oggi il governo Berlusconi predispone invece "tagli per oltre 1 miliardo di euro nel triennio direttamente sul comparto sicurezza". E il Carroccio stavolta resta in silenzio. E' un giudizio severissimo quello di Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, a proposito degli effetti della manovra sulla sicurezza, minata dal mix di tagli, leggi come quella sulla intercettazioni e progetti "improvvisati" e poi abbandonati in fretta, come le ronde. "E' bene che i cittadini lo sappiano- esordisce Bonaccini, intervenuto questa mattina ai lavori del congresso del Silp-Cgil a Modena- i tagli significano migliaia di uomini in meno sulle strade e quasi nessuno ammodernamento dei mezzi". E "la "favoletta" delle ronde incaricate di presidiare i territori e' finita ben presto- attacca ancora il segretario- anche perché alcuni sindaci di centrodestra, Alemanno e Moratti in primis, le hanno definite inutili. In un Paese democratico la sicurezza dei cittadini deve essere garantita non da ronde improvvisate ma soltanto da chi ha la competenza, la preparazione e gli strumenti per farlo. E si chiamano Forze dell'ordine". Da un lato, dunque, arriva "un colpo diretto a uomini e mezzi di chi dovrebbe presidiare il territorio; dall'altro emanazioni di leggi, si pensi alla cosiddetta 'legge bavaglio' sulle intercettazioni, che metteranno in seria difficoltà coloro, magistratura e Forze dell'ordine, che dovrebbero svolgere indagini per colpire il crimine". A questo punto, conclude Bonaccini, "sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la Lega nord a proposito di legalità, rispetto delle regole e presidio del territorio".

(ER) SICUREZZA. SILP-CGIL: TAGLI E INTERCETTAZIONI, DANNI GRAVI

A CONGRESSO: 'NO' ANCHE A REATO IMMIGRAZIONE E ORDINANZE SINDACI

(DIRE) Modena, 7 giu. - Intercettazioni telefoniche, immigrazione, ordinanze dei sindaci e tagli alla sicurezza. Questi i temi posti al centro della riflessione del 3^ congresso regionale del Silp-Cgil dell'Emilia-Romagna dal titolo "Legalità e diritti per la democrazia e lo sviluppo", questa mattina alla Camera del lavoro di Modena. "La disarticolazione della legge sulle intercettazioni telefoniche produrrà danni gravissimi ed irreparabili i quali, purtroppo, saranno evidenti solo quando sarà troppo tardi. Si azzoppa una legge che finora è stato il principale strumento per combattere il crimine nelle città e le mafie nel Paese, garantendo, spero involontariamente, spazio al malaffare ed all'economia illegale". Questo il giudizio di Daniele Stefani, segretario regionale del sindacato di polizia della Cgil, sulla riforma della legge sulle intercettazioni telefoniche. "La legge contro le intercettazioni tutela esclusivamente chi ha l'abitudine a sottrarsi ai processi, chi vive nell'illegalità, chi delinque, chi è votato alla corruzione e al malaffare", aggiunge Stefani. Il Silp-Cgil critica inoltre la norma transitoria contro le intercettazioni telefoniche, che applica la legge anche ai processi in corso. "Ci pare tuteli una classe dirigente che intende costruire un muro invalicabile, una cortina difensiva fra sé ed il resto del Paese- spiega ancora il segretario- insomma, una tutela solo per quella classe dirigente, e quegli imprenditori, che si fregava le mani e gioiva davanti alla tragedia del terremoto, che si è arricchita sulla ricostruzione e sui maggiori lavori di appalto". Forti critiche anche al reato di clandestinità, "bandiera voluta dal Governo per rispondere ai sentimenti più biechi di larga parte della propria base elettorale", spiega ancora Stefani. Il Silp-Cgil considera la legge contro i clandestini uno strumento "che non solo non incide su alcuna faccia della sicurezza complessiva di un Paese, ma, anzi, mina gravemente le basi della convivenza civile e rende il clandestino ancor più sfruttato perché maggiormente ricattabile". Nel suo discorso il segretario regionale mette anche in guardia i primi cittadini sul tanto sbandierato tema delle ordinanze sindacali. "Il Governo vi nomina sceriffi, vi fiacca una stella sul petto e poi vi lascia soli a combattere i rapinatori di diligenze- spiega Stefani- invece di finanziare i vostri progetti per la sicurezza, vi sottrae costantemente risorse e vi abbandona al vostro destino". A proposito di risorse, il segretario cita la "riduzione del 30% sui bilanci della sicurezza", un taglio che "non può essere finalizzato ad eliminare gli sprechi, ma ridurrà l'operatività degli apparati". La Cgil avrebbe di gran lunga preferito che "il Governo avesse individuato gli sprechi, avesse tagliato le risorse per quelle voci e avesse dirottato quelle some per finanziare i settori operativi". Per Stefani, "se un Governo parla alle paure della gente, si finge di rassicurare con politiche repressive, mentre taglia drasticamente i finanziamenti per la sicurezza, ha evidentemente un fine occulto. Se si agevola l'evasione fiscale, se si lascia passare l'idea che per ogni illecito ci sarà prima o poi un condono, si sceglie deliberatamente di scardinare nel profondo il principio di legalità che regola la convivenza civile di una società. Si crea un disordine sociale così perverso- accusa il segretario regionale Silp- che presto le reali condizioni di sicurezza dei più deboli non potranno che peggiorare".

INTERCETTAZIONI: DOMANI PRESIDIO POLIZIOTTI SILP AL SENATO 'ECCO SEI BUONE RAGIONI PER OPPORSI AL PROVVEDIMENTO'

(ANSA) - ROMA, 7 GIU - Gli operatori di polizia iscritti al Silp-Cgil saranno domani davanti al Senato per dire no al ddl sulle intercettazioni. Il sindacato indica ''sei buone ragioni'' per opporsi al provvedimento: ''attribuire al Tribunale del capoluogo del Distretto la competenza alle autorizzazioni sulle intercettazioni vuol dire rallentare uno strumento di indagine che è efficace soprattutto se è tempestivo; prevedere proroghe di 48 ore in 48 ore dopo la scadenza dei 75 giorni - sottolinea il Silp - vuol dire, nei fatti, rendere difficile l'uso di questo strumento investigativo anche se si è in presenza di un reato grave; prevedere per il solo accesso ai tabulati telefonici lo stesso tipo di autorizzazione previsto per le intercettazioni vuol dire rallentare lo sviluppo di un'indagine senza un ragionevole motivo; escludere dalle intercettazioni reati gravi come la corruzione, le estorsioni e l'usura - prosegue - vuol dire rendere più difficile l'individuazione delle organizzazioni mafiose che sono dietro a queste attività criminose; vietare le intercettazioni ambientali nei luoghi di privata dimora se non si sta compiendo in quel momento un reato vuol dire rendere inutile quell'intercettazione, perché in quel caso la soluzione e' intervenire e non intercettare; se obiettivo del ddl è veramente limitare le spese e garantire la privacy - conclude - perché è previsto l'ascolto presso gli uffici della Procura mentre la registrazione verrebbe effettuata in centri a carattere regionale, con le spese e i maggiori rischi di fuga di notizie che questo comporterebbe?''.

INTERCETTAZIONI: SILP, 24 ORE IN PIU' NON RISOLVONO PROBLEMI

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - ''Non risolverebbe certamente i problemi degli investigatori passare da proroghe di 48 ore a proroghe di 72 ore dopo i 75 giorni di intercettazioni, perché tutto si risolverebbe in un via vai di auto delle forze di polizia per chiedere e ricevere autorizzazioni a continuare l'ascolto, anziché concentrarsi sugli aspetti operativi''. Lo afferma Claudio Giardullo, segretario generale del sindacato di polizia Silp-Cgil.

''Ancora una volta - rileva Giardullo - l'obiettivo sembra quello di svuotare di contenuto uno dei più importanti strumenti investigativi, anziché assicurare alle forze di polizia efficaci strumenti di lotta al crimine e di tutela della legalità. Per questi motivi - aggiunge - dopo la manifestazione di oggi davanti al Senato proseguiremo nella nostra mobilitazione, per scongiurare il ridimensionamento delle potenzialità operative delle forze di polizia e, quindi, un pericoloso abbassamento della soglia di legalità nel Paese''.

INTERCETTAZIONI: FNSI, SOSTEGNO A PROTESTA POLIZIOTTI IMPEGNO COMUNE PER TUTELARE LOTTA INCISIVA A CRIMINALITA'

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - La Federazione nazionale della stampa italiana esprime ''ai poliziotti che manifestavano davanti al Senato contro il ddl Alfano la solidarietà e la comprensione dei giornalisti italiani''.

''Infatti una folta delegazione di rappresentanti dei comitati di redazione - si legge in una nota -, che hanno partecipato stamattina alla Conferenza nazionale sulla spinosa questione del ddl intercettazioni ed i massimi dirigenti della Fnsi, guidati dal Segretario Generale Franco Siddi e dal Presidente Roberto Natale, si sono incontrati con gli agenti e funzionari del Silp-Cgil e con il loro Segretario generale Claudio Giardullo. L'impegno manifestato, anche con prossime iniziative comuni, è stato quello difendere strenuamente le norme sulle intercettazioni contro il progetto in esame al Senato al fine di tutelare da una parte una incisiva lotta alla criminalità e alla corruzione e dall'altra ad impedire il 'silenzio di Stato' sull'informazione''.

(ER) SICUREZZA. BONACCINI (PD): TAGLI DA 1 MLD, CHE DICE LA LEGA?

SEGRETARIO CONTRO MANOVRA, INTERCETTAZIONI E 'FAVOLETTA' RONDE

(DIRE) Bologna, 7 giu. - Due anni fa il centrodestra, e in particolare la Lega nord, "si riempirono la bocca con lo slogan “più sicurezza per tutti". Oggi il governo Berlusconi predispone invece "tagli per oltre 1 miliardo di euro nel triennio direttamente sul comparto sicurezza". E il Carroccio stavolta resta in silenzio. E' un giudizio severissimo quello di Stefano Bonaccini, segretario regionale del Pd, a proposito degli effetti della manovra sulla sicurezza, minata dal mix di tagli, leggi come quella sulla intercettazioni e progetti "improvvisati" e poi abbandonati in fretta, come le ronde. "E' bene che i cittadini lo sappiano- esordisce Bonaccini, intervenuto questa mattina ai lavori del congresso del Silp-Cgil a Modena- i tagli significano migliaia di uomini in meno sulle strade e quasi nessuno ammodernamento dei mezzi". E "la “favoletta” delle ronde incaricate di presidiare i territori e' finita ben presto- attacca ancora il segretario- anche perché alcuni sindaci di centrodestra, Alemanno e Moratti in primis, le hanno definite inutili. In un Paese democratico la sicurezza dei cittadini deve essere garantita non da ronde improvvisate ma soltanto da chi ha la competenza, la preparazione e gli strumenti per farlo. E si chiamano Forze dell'ordine". Da un lato, dunque, arriva "un colpo diretto a uomini e mezzi di chi dovrebbe presidiare il territorio; dall'altro emanazioni di leggi, si pensi alla cosiddetta 'legge bavaglio' sulle intercettazioni, che metteranno in seria difficoltà coloro, magistratura e Forze dell'ordine, che dovrebbero svolgere indagini per colpire il crimine". A questo punto, conclude Bonaccini, "sarebbe interessante sapere cosa ne pensa la Lega nord a proposito di legalità, rispetto delle regole e presidio del territorio".

(ER) SICUREZZA. SILP-CGIL: TAGLI E INTERCETTAZIONI, DANNI GRAVI

A CONGRESSO: 'NO' ANCHE A REATO IMMIGRAZIONE E ORDINANZE SINDACI

(DIRE) Modena, 7 giu. - Intercettazioni telefoniche, immigrazione, ordinanze dei sindaci e tagli alla sicurezza. Questi i temi posti al centro della riflessione del 3^ congresso regionale del Silp-Cgil dell'Emilia-Romagna dal titolo "Legalità e diritti per la democrazia e lo sviluppo", questa mattina alla Camera del lavoro di Modena. "La disarticolazione della legge sulle intercettazioni telefoniche produrrà danni gravissimi ed irreparabili i quali, purtroppo, saranno evidenti solo quando sarà troppo tardi. Si azzoppa una legge che finora è stato il principale strumento per combattere il crimine nelle città e le mafie nel Paese, garantendo, spero involontariamente, spazio al malaffare ed all'economia illegale". Questo il giudizio di Daniele Stefani, segretario regionale del sindacato di polizia della Cgil, sulla riforma della legge sulle intercettazioni telefoniche. "La legge contro le intercettazioni tutela esclusivamente chi ha l'abitudine a sottrarsi ai processi, chi vive nell'illegalità, chi delinque, chi è votato alla corruzione e al malaffare", aggiunge Stefani. Il Silp-Cgil critica inoltre la norma transitoria contro le intercettazioni telefoniche, che applica la legge anche ai processi in corso. "Ci pare tuteli una classe dirigente che intende costruire un muro invalicabile, una cortina difensiva fra sé ed il resto del Paese- spiega ancora il segretario- insomma, una tutela solo per quella classe dirigente, e quegli imprenditori, che si fregava le mani e gioiva davanti alla tragedia del terremoto, che si è arricchita sulla ricostruzione e sui maggiori lavori di appalto". Forti critiche anche al reato di clandestinità, "bandiera voluta dal Governo per rispondere ai sentimenti più biechi di larga parte della propria base elettorale", spiega ancora Stefani. Il Silp-Cgil considera la legge contro i clandestini uno strumento "che non solo non incide su alcuna faccia della sicurezza complessiva di un Paese, ma, anzi, mina gravemente le basi della convivenza civile e rende il clandestino ancor più sfruttato perché maggiormente ricattabile". Nel suo discorso il segretario regionale mette anche in guardia i primi cittadini sul tanto sbandierato tema delle ordinanze sindacali. "Il Governo vi nomina sceriffi, vi fiacca una stella sul petto e poi vi lascia soli a combattere i rapinatori di diligenze- spiega Stefani- invece di finanziare i vostri progetti per la sicurezza, vi sottrae costantemente risorse e vi abbandona al vostro destino". A proposito di risorse, il segretario cita la "riduzione del 30% sui bilanci della sicurezza", un taglio che "non può essere finalizzato ad eliminare gli sprechi, ma ridurrà l'operatività degli apparati". La Cgil avrebbe di gran lunga preferito che "il Governo avesse individuato gli sprechi, avesse tagliato le risorse per quelle voci e avesse dirottato quelle some per finanziare i settori operativi". Per Stefani, "se un Governo parla alle paure della gente, si finge di rassicurare con politiche repressive, mentre taglia drasticamente i finanziamenti per la sicurezza, ha evidentemente un fine occulto. Se si agevola l'evasione fiscale, se si lascia passare l'idea che per ogni illecito ci sarà prima o poi un condono, si sceglie deliberatamente di scardinare nel profondo il principio di legalità che regola la convivenza civile di una società. Si crea un disordine sociale così perverso- accusa il segretario regionale Silp- che presto le reali condizioni di sicurezza dei più deboli non potranno che peggiorare".

INTERCETTAZIONI: DOMANI PRESIDIO POLIZIOTTI SILP AL SENATO 'ECCO SEI BUONE RAGIONI PER OPPORSI AL PROVVEDIMENTO'

(ANSA) - ROMA, 7 GIU - Gli operatori di polizia iscritti al Silp-Cgil saranno domani davanti al Senato per dire no al ddl sulle intercettazioni. Il sindacato indica ''sei buone ragioni'' per opporsi al provvedimento: ''attribuire al Tribunale del capoluogo del Distretto la competenza alle autorizzazioni sulle intercettazioni vuol dire rallentare uno strumento di indagine che è efficace soprattutto se è tempestivo; prevedere proroghe di 48 ore in 48 ore dopo la scadenza dei 75 giorni – sottolinea il Silp - vuol dire, nei fatti, rendere difficile l'uso di questo strumento investigativo anche se si è in presenza di un reato grave; prevedere per il solo accesso ai tabulati telefonici lo stesso tipo di autorizzazione previsto per le intercettazioni vuol dire rallentare lo sviluppo di un'indagine senza un ragionevole motivo; escludere dalle intercettazioni reati gravi come la corruzione, le estorsioni e l'usura - prosegue - vuol dire rendere più difficile l'individuazione delle organizzazioni mafiose che sono dietro a queste attività criminose; vietare le intercettazioni ambientali nei luoghi di privata dimora se non si sta compiendo in quel momento un reato vuol dire rendere inutile quell'intercettazione, perché in quel caso la soluzione e' intervenire e non intercettare; se obiettivo del ddl è veramente limitare le spese e garantire la privacy - conclude - perché è previsto l'ascolto presso gli uffici della Procura mentre la registrazione verrebbe effettuata in centri a carattere regionale, con le spese e i maggiori rischi di fuga di notizie che questo comporterebbe?''.

INTERCETTAZIONI: SILP, 24 ORE IN PIU' NON RISOLVONO PROBLEMI

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - ''Non risolverebbe certamente i problemi degli investigatori passare da proroghe di 48 ore a proroghe di 72 ore dopo i 75 giorni di intercettazioni, perché tutto si risolverebbe in un via vai di auto delle forze di polizia per chiedere e ricevere autorizzazioni a continuare l'ascolto, anziché concentrarsi sugli aspetti operativi''. Lo afferma Claudio Giardullo, segretario generale del sindacato di polizia Silp-Cgil.

''Ancora una volta - rileva Giardullo - l'obiettivo sembra quello di svuotare di contenuto uno dei più importanti strumenti investigativi, anziché assicurare alle forze di polizia efficaci strumenti di lotta al crimine e di tutela della legalità. Per questi motivi - aggiunge - dopo la manifestazione di oggi davanti al Senato proseguiremo nella nostra mobilitazione, per scongiurare il ridimensionamento delle potenzialità operative delle forze di polizia e, quindi, un pericoloso abbassamento della soglia di legalità nel Paese''.

INTERCETTAZIONI: FNSI, SOSTEGNO A PROTESTA POLIZIOTTI IMPEGNO COMUNE PER TUTELARE LOTTA INCISIVA A CRIMINALITA'

(ANSA) - ROMA, 8 GIU - La Federazione nazionale della stampa italiana esprime ''ai poliziotti che manifestavano davanti al Senato contro il ddl Alfano la solidarietà e la comprensione dei giornalisti italiani''.

''Infatti una folta delegazione di rappresentanti dei comitati di redazione - si legge in una nota -, che hanno partecipato stamattina alla Conferenza nazionale sulla spinosa questione del ddl intercettazioni ed i massimi dirigenti della Fnsi, guidati dal Segretario Generale Franco Siddi e dal Presidente Roberto Natale, si sono incontrati con gli agenti e funzionari del Silp-Cgil e con il loro Segretario generale Claudio Giardullo. L'impegno manifestato, anche con prossime iniziative comuni, è stato quello difendere strenuamente le norme sulle intercettazioni contro il progetto in esame al Senato al fine di tutelare da una parte una incisiva lotta alla criminalità e alla corruzione e dall'altra ad impedire il 'silenzio di Stato' sull'informazione''.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Speciale:i provvedimenti approvati dal governo con la manovra finanziaria 2011-2012; le reazioni dei dipendenti pubblici del comparto difesa e sicurezza PDF Stampa E-mail

Pensioni.

Finestra mobile dal 2011 per pensione vecchiaia: 6 mesi dalla maturazione dei requisiti. Conferma 2 finestre per pensionamento anticipato dal 2011 con almeno 40 anni di contributi Pro - rata anzianità contributive maturate dal 2011. Accelerazione età pensionabile donne del pubblico impiego.

Pubblico impiego, contenimento delle spese.

Per gli anni 2010, 2011, 2012 e 2013 il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell'anno 2009.

Fino al 2013 i trattamenti economici complessivi dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, delle amministrazioni pubbliche, superiori a 90mila euro lordi annui sono ridotti del 5% per la parte eccedente il predetto importo fino a 130mila euro, nonché del 10% per la parte eccedente 130mila euro.

I rinnovi contrattuali del personale dipendente dalle pubbliche amministrazioni per il biennio 2008-2009 e i miglioramenti economici del rimanente personale in regime di diritto pubblico per il medesimo biennio non possono determinare aumenti retributivi superiori al 3,2 per cento.

Estensione per ulteriori due anni della limitazione al turn over personale.

Possibilità per il personale in soprannumero di essere impiegato presso uffici che presentono vacanze organiche.

Utilizzo delle risorse stanziate negli anni precedenti per il riordino delle carriere del personale del comparto sicurezza - difesa al fine di concorrere alla realizzazione degli obiettivi di indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni e dei saldi di finanza pubblica.

Soppressione della posizione di stato di ausiliaria conseguentemente il personale militare in servizio permanente delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, e del Corpo della Guardia di finanza, all'atto della cessazione dal servizio per qualsiasi causa è collocato direttamente nella categoria della riserva.

Soppressione indennità di comando al personale militare che opera a terra. Interpretazione autentica in materia di indennità di comando al fine di ricondurla nei limiti delle risorse stanziate.

Indennità di impiego operativo per reparti di campagna: rideterminazione del contingente di personale al quale viene corrisposta nella misura del 70% di quello determinato per l'anno 2009.

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Quella varata ieri sera dal Consiglio dei ministri, se pur con le modifiche e le limature che si renderanno necessarie prima che il decreto venga sottoposto alla firma del Quirinale, è una manovra imponente in cifra assoluta e nei contenuti. Una delle più robuste manovre correttive degli ultimi anni, imposta per molti versi dall'Europa alla prese con i contraccolpi della crisi greca, ma che nelle intenzioni del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti dovrà servire prima di tutto a lanciare un messaggio rassicurante ai mercati finanziari. Sacrifici, dunque - come ha detto senza mezzi termini il braccio destro di Silvio Berlusconi a palazzo Chigi, Gianni Letta - per evitare che la "casa bruci".L'imponente debito pubblico, che viaggia verso il 118% del Pil, non consente distrazioni. Occorre allora giocare d'anticipo e prevenire possibili attacchi della speculazione al nostro paese, che ci porterebbero indietro nel tempo al tragico autunno del 1992, quando la lira uscì dal sistema di cambio europeo e il governo allora guidato da Giuliano Amato fu costretto a varare una maxi-manovra da 92mila miliardi delle vecchie lire. Soprattutto per queste ragioni, la manovra da 24 miliardi di euro varata ieri sera reca la firma e la responsabilità del ministro Tremonti. Berlusconi avrebbe voluto evitare interventi pesanti e dolorosi, e dunque impopolari, c'è stato un acceso braccio di ferro tra i due prima che il Consiglio dei ministri avesse inizio, ma alla fine nella sostanza l'ha spuntata Tremonti.

Al rigore, in questo momento, non vi è alternativa. Rigore, si potrebbe aggiungere, ma con equità come ha sollecitato dagli Stati Uniti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Non è la prima volta che il paese è chiamato a fare dei sacrifici. Gran parte dei paesi europei è sulla stessa strada. E' crollato il mito della spesa facile, l'illusione che si potesse rinviare nel tempo l'onere dell'aggiustamento. Pur con queste precisazioni, l'equità è fondamentale. Altrimenti, la percezione comune sarà che alla fine il conto non sarà distribuito tra tutti. Nella manovra, ci sono segnali in questa direzione, soprattutto sul fronte della lotta all'evasione fiscale. Su questo punto, il messaggio deve essere chiaro e netto: nel momento in cui si congelano per tre anni i contratti pubblici e s'impone una stretta da 10 miliardi a regioni, province e comuni (con possibili ricadute negative in termini di corresponsione dei servizi locali e aumento della tassazione), non si può più consentire un livello di evasione fiscale quale quello che l'Italia continua ad avere: circa 120 miliardi l'anno di mancato gettito.

Tanto per fare un esempio, basterebbe recuperare meno della metà di tale ingente somma, per evitare manovre correttive e presentare un bilancio addirittura vicino al pareggio. I segnali ci sono, nella manovra, ma occorre perseguire questa strada con grande determinazione, continuità e volontà politica. Se necessario, anche correndo il rischio di scelte "impopolari". Mancano tre anni alle prossime elezioni politiche: un lasso di tempo sufficiente per scelte coraggiose su questo fronte. L'altra grande sfida riguarda la crescita. Occorre sostenere questa manovra correttiva con politiche innovative per lo sviluppo, alcune delle quali sono a costo zero: ad esempio, l'eliminazione di quella molteplicità di oneri burocratici e amministrativi che pesano su chiunque intenda oggi avviare una qualche iniziativa imprenditoriale.

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I NUOVI MILITARI FIGLI DELLA SPECIFICITÀ: IMBAVAGLIATI, SENZA DIRITTI E MOLTO PIU' POVERI

La manovra straordinaria è pronta e prevede pesanti tagli per il pubblico impiego, tutto il pubblico impiego, compreso il comparto sicurezza e difesa che solo qualche giorno fa era stato dichiarato "specifico" con legge dello Stato. Già, proprio quella "specificità" che Governo, maggioranza (il ministro La Russa ed il senatore Gasparri su tutti) e qualche rappresentanza militare (Cocer Esercito e Cocer Carabinieri in particolare) avevano dipinto con toni trionfalistici come "una grande conquista per tutti i militari, foriera di futuri vantaggi economici e previdenziali" che avrebbe garantito l'esclusione del comparto dai tagli inevitabilmente previsti per il pubblico impiego.

Alla prova dei fatti, il comparto è stato inserito nei tagli ed, anzi, sembra essere quello che paga il dazio maggiore visto che, oltre al congelamento delle retribuzioni fino al 2013 previsto per tutto il lavoro pubblico, si vede eliminare i fondi appostati dalla finanziaria 2004 per il riordino (oltre 320 milioni di euro), eliminare l'attribuzione dell'indennità di comando terrestre e la c.d. "ausiliaria". Dunque, addio al riordino, al rinnovo del contratto ed a quegli ultimi vantaggi previdenziali che ancora caratterizzavano il mondo militare in funzione di una specificità che non prevede l'esclusione dai tagli ma, al contrario, l'imposizione di maggiori sacrifici.

Sul fronte, invece, della compressione dei diritti la "specificità" si sta sostanziando, eccome! Imbavagliamento delle voci non controllate o non controllabili (da ottobre infatti, con l'entrata in vigore dell'articolo 1472 del decreto legislativo 266/2010, il Nuovo Codice dell'Ordinamento militare, potrebbe non essere più possibile pubblicare articoli come questo), proposta di riforma della rappresentanza militare senza sindacato né diritto di associazione professionale (neanche per le sole Forze di polizia ad ordinamento militare), proposta di ampliare la competenza della giustizia militare a tutti i reati commessi da militari, ecc..

Dunque, come in pochi temevamo e denunciavamo già da quando fu proposta, la teoria isolazionista della specificità si sta rivelando per quello che è: una trappola ideata e realizzata per comprimere i diritti dei militari e retrocederli dall'attuale condizione di cittadini serie "B" a quella di serie "C" degli anni ‘70.

Gianluca Taccalozzi

Presidente Direttivo nazionale Ficiesse

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MANOVRA:SINDACATI POLIZIA,SICUREZZA CITTADINI A RISCHIO. 'TAGLI INIQUI E INACCETTABILI, IN ARRIVO MOBILITAZIONE' - SAP; GOVERNO RICONSIDERI TAGLI, A RISCHIO SICUREZZA - CONSAP; COLPITE FORZE ORDINE,SERVE DIRITTO SCIOPERO

MANOVRA:SINDACATI POLIZIA,SICUREZZA CITTADINI A RISCHIO/ANSA

'TAGLI INIQUI E INACCETTABILI, IN ARRIVO MOBILITAZIONE'

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Una manovra finanziaria ''iniqua e inaccettabile'' per le forze dell'ordine, che mette a rischio la sicurezza dei cittadini. I sindacati di polizia sono sul piede di guerra contro il provvedimento messo a punto dal Governo che prevede tagli pesanti al settore: si stimano 500 milioni di euro in meno all'anno, dopo il miliardo già sforbiciato dalla Finanziaria 2009, nonché il blocco dei fondi per il riordino delle carriere. In cantiere mobilitazioni.

In un nota congiunta, venti organizzazioni sindacali dichiarano tutta la loro contrarietà per ''una manovra che prevede un taglio lineare del 10% delle missioni di spesa dei ministeri interessati alla sicurezza, che si aggiunge a quello del 20% della manovra del 2008, i cui effetti negativi sono ancora in atto, perché questo non consente una seria lotta agli sprechi ma determinerà una minore capacità operativa delle Amministrazioni del Comparto, e, quindi, un minore livello di sicurezza per i cittadini, nonostante il massimo impegno degli operatori''.

Quanto ai trattamenti economici del personale, i sindacati lamentano ''l'iniquità di una manovra che annulla la specificità e riconosce per il biennio economico 2008/2009 soltanto gli incrementi pari all'inflazione programmata''. E, proseguono, ''iniqua e inaccettabile e' la sottrazione di gran parte delle risorse accantonate per il riordino delle carriere, da anni promesso agli operatori del Comparto e mai attuato''.

Il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), Nicola Tanzi, ritiene che se il Governo non farà marcia indietro sui tagli il rischio concreto e' di non avere più un ''adeguato controllo del territorio e un'efficace azione di prevenzione. Qui si sta giocando con la sicurezza dei cittadini che si ridurrà sensibilmente ovunque''. Analoga la posizione di Enzo Letizia, segretario nazionale dell'Associazione funzionari di polizia (Anfp). ''Siamo stanchi - evidenzia - di essere umiliati da promesse non mantenute, eppure il Governo sa benissimo che in molti casi per garantire un adeguato livello di sicurezza ai cittadini gli uomini delle forze dell'ordine con alto senso di responsabilità e delle istituzioni hanno anticipato di tasca propria le spese dello Stato''. Per Giorgio Innocenzi, segretario nazionale della confederazione autonoma di polizia Consap, ''forse la categoria delle forze dell'ordine e' la più colpita dalla manovra''. Prevedibile, dunque, aggiunge, ''una stagione di mobilitazione e di denuncia''. (ANSA).

MANOVRA: SINDACATI, TAGLI A VIMINALE PER 500 MLN

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Cinquecento milioni in meno all'anno e il blocco dei fondi per il riordino delle carriere. E' quanto peserebbe, secondo fonti sindacali, la manovra del governo sulle forze di polizia.

Secondo quanto si apprende, nella riunione di questa mattina a palazzo Chigi l'esecutivo avrebbe confermato ai sindacati di polizia e ai Cocer delle forze armate che il taglio del 10% previsto per i ministeri, riguarderebbe anche il Viminale. Una perdita di fondi che, secondo i sindacati, è quantificabile appunto in 500 milioni e che si sommerebbe al miliardo già tagliato nella finanziaria del 2009.

Ma non solo: la scure del governo si abbatterebbe anche sui fondi accantonati a partire dal 2003 dal ministero dell'Economia, destinati al riordino delle carriere e alla riorganizzazione delle forze di polizia e delle forze armate: si tratta, sempre secondo fonti sindacali, di circa 750 milioni di euro. (ANSA).

MANOVRA: SAP; GOVERNO RICONSIDERI TAGLI, A RISCHIO SICUREZZA

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - I tagli previsti dalla manovra finanziaria al comparto sicurezza e difesa ''mettono seriamente a rischio la sicurezza dei cittadini e il controllo del territorio'' da parte delle forze di polizia. Lo afferma il segretario generale del Sindacato autonomo di polizia (Sap), Nicola Tanzi sottolineando di aver chiesto al governo assieme alle altre organizzazioni sindacali di evitare tagli al comparto.

''Abbiamo chiesto all'esecutivo di ripensare la manovra - dice Tanzi - in analogia con quanto già predisposto per il ministero dell'Università' e della ricerca, e di non operare tagli in un settore fondamentale come e' quello della sicurezza''. Il rischio concreto, sostiene il segretario del Sap e di non avere più un ''adeguato controllo del territorio e un'efficace azione di prevenzione''. ''Qui si sta giocando con la sicurezza dei cittadini - conclude Tanzi - che si ridurrà sensibilmente su tutto il territorio''.(ANSA).

MANOVRA: SINDACATI POLIZIA, INIQUA E INACCETTABILE 'CON TAGLI CI SARA' MENO SICUREZZA PER I CITTADINI'

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - Una manovra finanziaria ''iniqua e inaccettabile'' per le forze dell'ordine. E' il commento di venti sindacati di polizia dopo l'incontro oggi a Palazzo Chigi per l'illustrazione del provvedimento.

Viene accolto, rilevano le organizzazioni in una nota congiunta, ''l'appello del capo dello Stato affinché si affronti l'ipotesi di manovra finanziaria con senso di responsabilità, quel senso di responsabilità che gli operatori delle Forze di Polizia non hanno fatto mai mancare. E, tuttavia - sottolineano - le organizzazioni sindacali del Comparto Sicurezza sono contrarie a una manovra che prevede un taglio lineare del 10% delle missioni di spesa dei ministeri interessati alla sicurezza, che si aggiunge a quello del 20% della manovra del 2008, i cui effetti negativi sono ancora in atto, perché questo non consente una seria lotta agli sprechi ma determinerà una minore capacità operativa delle Amministrazioni del Comparto, e, quindi, un minore livello di sicurezza per i cittadini, nonostante il massimo impegno degli operatori''.

Quanto ai trattamenti economici del personale, i sindacati lamentano ''l'iniquità di una manovra che annulla la specificità e riconosce per il biennio economico 2008/2009 soltanto gli incrementi pari all'inflazione programmata''. E, proseguono, ''iniqua e inaccettabile è la sottrazione di gran parte delle risorse accantonate per il riordino delle carriere, da anni promesso agli operatori del Comparto e mai attuato''.(ANSA).

MANOVRA: CONSAP; COLPITE FORZE ORDINE,SERVE DIRITTO SCIOPERO

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - ''Forse la categoria delle forze dell'ordine e' la più colpita dalla manovra'', dice Giorgio Innocenzi, segretario nazionale della confederazione autonoma di polizia Consap, dopo l'incontro a Palazzo Chigi sulla manovra economica2011-2012. ''Ci hanno tolto tutto, anche i fondi per 300 milioni di euro del 2004 per il riordino delle carriere.

Vengono colpiti tutti, sia il comparto sicurezza che la difesa''.

La Consap chiede quindi ''il diritto di sciopero per protesta contro i tagli indiscriminati''. Pesano ''la mancata definizione del contratto di lavoro 2008-2009, il blocco dei rinnovi sino al 2013, l'estensione per ulteriori due anni della limitazione del turn over del personale, lo scippo delle risorse stanziate negli anni precedenti per il riordino delle carriere del personale'' che per la Consap ''sono i principali motivi di uno scontento che motivano ad una stagione di mobilitazione e di denuncia''.(ANSA).

MANOVRA: FUNZIONARI POLIZIA, NON RICONOSCE NOSTRI SACRIFICI

(ANSA) - ROMA, 25 MAG - La manovra finanziaria ''non riconosce agli uomini della sicurezza l'impegno e il sacrificio quotidiano che essi hanno mostrato in questi anni con una lotta serrata alla criminalità che ha portato a un calo degli indici di delittuosità e ha assicurato allo Stato miliardi sottratti alla criminalità organizzata''. Lo ha detto Enzo Letizia, segretario nazionale dell'Associazione funzionari di polizia (Anfp).

''Si bloccano i contratti - ha osservato Letizia - si cancella l'atteso riordino per il riallineamento funzionale rispetto al pubblico impiego, ai dirigenti si continuano a negare gli aumenti sui trattamenti accessori che al restante personale è stato da anni riconosciuto Siamo pronti a combattere seriamente gli sprechi, ma non chiedeteci un doppio sacrificio. Siamo stanchi - ha concluso - di essere umiliati da promesse non mantenute, eppure il Governo sa benissimo che in molti casi per garantire un adeguato livello di sicurezza ai cittadini gli uomini delle forze dell'Ordine con alto senso di responsabilità e delle Istituzioni hanno anticipato di tasca propria le spese dello Stato''. (ANSA).

Roma, 25 mag. - (Adnkronos) - No di Cgil, sì di Cisl e Uil, ma solo se sul contraltare dei tagli alla spesa pubblica ci sarà anche un consistente taglio dei costi della politica. La manovra economica torna a dividere i sindacati che dal confronto con il governo sul ventaglio di provvedimenti da 24 miliardi di euro in due anni, con cui correggere il deficit di bilancio di uno 0,8% di Pil nel 2011 e di un altro 0,8% nel 2012, escono separatamente. Come la conferenza stampa che segue, prima Epifani, poi Bonanni insieme ad Angeletti anche se è lo stesso Bonanni a tagliare corto: «Epifani non c'è perché aveva fretta e basta. Non è una scusa». Sul tavolo l'esecutivo ha appena messo il taglio della spesa pubblica con il congelamento dei contratti degli statali, il ridimensionamento delle finestre di pensionamento, il blocco del turn over, lo slittamento dell'erogazione della buonuscita, la stretta sulle pensioni di invalidità e una serie di interventi di incentivazione del salario di produttività e della fiscalità di vantaggio al Sud. «È una manovra di iniquità sociale che chiede il grosso dei sacrifici ai lavoratori, pubblici e privati, senza prevedere nessun sostegno per l'occupazione e gli investimenti, se non in piccola misura», attacca il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, nel corso della conferenza stampa al termine dell'incontro con il governo, nel corso del quale non ha mai chiesto la parola. «La manovra va assolutamente cambiata in Parlamento», incalza ancora. «Viene toccato chi ha un reddito di 1.500 euro l'anno che deve andare anche in pensione più tardi mentre non si tocca chi ha un reddito di 1 milione l'anno. Questo è grave; il segno della manovra», aggiunge, ricordando come «solo ieri il governo aveva assicurato che la situazione era sotto controllo, mentre non lo è».



Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Basta far pagare sempre ai soliti dipendenti (pubblici) PDF Stampa E-mail

Tanto venne la gatta al lardo che ci lasciò lo zampino...

Alla fine il Governo in carica ha dovuto ammettere quello che aveva sempre negato: anche il nostro Paese è pesantemente coinvolto nella crisi economica - finanziaria che attanaglia tutto il sistema dell'economia globale.

Questa crisi se ha avuto un merito è stato quello di aver messo a nudo i conti contraffatti che alcuni Paesi avevano furbescamente nascosto.

Probabilmente l'Italia non è al livello della Grecia, ma il suo alto debito pubblico e la scarsa crescita economica rischiano di farla rientrare tra gli anelli deboli della Unione Europea a rischio di possibili attacchi speculativi.

Per evitare questa minaccia è necessario dimostrare una inversione di tendenza rispetto alla finanza allegra e dispendiosa del passato ed avviare un progressivo rientro del debito pubblico.

Intendiamoci non siamo i soli ad essere in difficoltà perché quasi tutte le economie occidentali sono state costrette ad indebitarsi per far fronte alla recente crisi economica e finanziaria.

Ma proprio questa comunanza ci costringe a partecipare ad una azione coordinata di risanamento internazionale, ed in particolare della U.E., limitando o annullando la possibilità di seguire un percorso autonomo di rientro.

Queste le premesse internazionali e contingenti che ben si comprendono e si condividono riguardo alla manovra finanziaria che obbliga anche in nostro Paese a realizzare, ma c'è modo e modo per attuare le misure di riduzione del deficit e di risparmio della spesa pubblica.

Intanto una premessa è doverosa circa le condizioni che hanno determinato il pesante disavanzo pubblico che aggrava la nostra economia.

L'aver speso oltre dovuto e senza criterio da parte dei passati Governi è solo uno dei motivi e neanche il più importante perché la vera causa è da addebitare al sistema fiscale iniquo e sproporzionato che ha addebitato la quasi totalità dell'imposizione fiscale ai lavoratori dipendenti.

Nel nostro Paese dove i furbi che non pagano le tasse sono tanti, non è stata mai avviata una politica di imposizione fiscale legata all'effettivo reddito e quindi al reale tenore di vita dei contribuenti, con pesanti responsabilità per chi ha volutamente omesso ogni forma di controllo e di rispetto delle leggi.

Ebbene, dopo il danno, l'attuale Governo sta tentando di realizzare anche la beffa addebitando ai soli lavoratori dipendenti, ed in particolare quelli pubblici, gran parte del peso della manovra economica che è dovuta, in pratica, al mancato pagamento delle tasse da parte da parte dei soliti noti che, recenti stime, quantificano in ben 120 miliardi di euro.

E' ormai chiaro che la misura sia colma e non è più possibile pensare di continuare a perdurare con tale ingiustizia sociale.

I dipendenti pubblici (tra cui i militari) sono arrivati alle soglie della sopravvivenza e scendere ulteriormente al di sotto diventa pericoloso anche per mantenere la pace sociale del nostro Paese!

Chi si trova meritatamente o immeritatamente al governo è necessario che si renda conto che non è possibile tirare ulteriormente la corda perché quando questa alla fine si spezza, chi cade rischia di farsi male.

Quindi, invece di continuare a toccare i diritti acquisiti di chi non ha mai sgarrato pagando sempre, sia per se sia per chi non lo ha mai fatto o fatto in minima parte, si rende necessario attuare (finalmente) una seria politica fiscale che punti a far pagare le tasse a tutti ed in maniera proporzionale al reddito.

Questo è ormai improcrastinabile sia per continuare a rimanere un Paese civile ed unito, sia per accedere in maniera definitiva tra le economie occidentali di cui, volenti o nolenti, siamo chiamati a far parte integrante.

E poi sbaglio o questo governo si era definito un amico dei militari? Figuriamoci se era un nemico (sic!)

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Roma 7 giugno convegno di CASADIRITTO: dopo l'avvenuta registrazione del decreto del Ministro della Difesa, quali scenari futuri per gli utenti di alloggi demaniali della Difesa? PDF Stampa E-mail

COMITATO NAZIONALE UTENZA VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE D'ABITAZIONE

LUNEDI' 7 GIUGNO 2010

ALLE ORE  17,30

PRESSO IL TEATRO DELLA PARROCCHIA S. GIUSEPPE DA COPERTINO

VIA DEI LANCIERI. - CECCHIGNOLA -ROMA

CASADIRITTO

E

Il NUOVO GIORNALE DEI MILITARI

ORGANIZZANO UN CONVEGNO SUL TEMA:

DOPO L'AVVENUTA REGISTRAZIONE DEL DECRETO DEL MINISTRO DIFESA, QUALI SCENARI FUTURI PER GLI UTENTI DI ALLOGGI DEMANIALI DELLA DIFESA?

  • ALIENAZIONI E VENDITE
  • SFRATTI
  • CANONI LIBERO MERCATO

INTERVERRANNO:

SERGIO BONCIOLI                       COORDINATORE NAZIONALE CASADIRITTO

ANTONELLA MANOTTI              DIRETTORE IL GIORNALE NUOVO DEI MILITARI

NICOLA CICONTE             AVVOCATO

SONO STATI INVITATI A PARTECIPARE

  • IL MINISTRO DELLA DIFESA ON. IGNAZIO LA RUSSA
  • IL SOTTOSEGRETARIO ON. GUIDO CROSETTO
  • IL PRESIDENTE ED I CAPOGRUPPI DELLA COMMISSIONE DIFESA CAMERA.
  • RAPPRESENTANTI DEL COCER

P.S.: Fino ad esaurimento saranno disponibili copie del Decreto registrato.


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