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Associazione per i Militari Democratici
Manovra finanziaria: ipotesi riduzione delle tredicesime per il Comparto Difesa e Sicurezza PDF Stampa E-mail
L'emendamento in Commissione Bilancio al Senato. Casini: "Ipotesi sconcertante". Ma il blocco nella P.A. potrà essere flessibile. Sparisce intanto l'innalzamento dei 40 anni di contributi, corretto il "refuso"

ROMA- Per le forze di polizia, i vigili del fuoco, i magistrati, i professori universitari e i diplomatici potrebbe arrivare una riduzione delle tredicesime. E allo stesso tempo sarà data la possibilità di 'esentare' alcune voci delle retribuzioni dal blocco previsto per i dipendenti del pubblico impiego. Lo prevede uno dei tre nuovi emendamenti del relatore, Antonio Azzollini, depositato in commissione Bilancio al Senato. Oltre a magistrati e polizia la riduzione, che dovrà essere decisa attraverso un Dpcm, su iniziativa dei ministri competenti di concerto con il Mef, potrebbe riguardare anche avvocati e procuratori dello Stato e il personale di carriera diplomatica (che compare interamente nella legge 165 del 2001). Mentre per i magistrati potrà essere emanato un decreto su delibera degli organi di autogoverno.
Secondo il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini si tratta di un'ipotesi sconcertante. "Spero solo che l'emendamento che prevede il taglio delle tredicesime per le Forze dell'Ordine, assieme a quelle di molte altre categorie, sia solo un nuovo clamoroso refuso di questa maggioranza sulla manovra - ha detto - Sarebbe gravissimo colpire il simbolo della legalità e della sicurezza nel nostro Paese, già vessato da una situazione in cui è contingentata persino la benzina per le auto di pattuglia. Chi è incaricato di garantire la sicurezza dei cittadini ha già subito troppe umiliazioni negli ultimi anni. Ma se questa fosse davvero la volontà del governo, contrasteremo con ogni mezzo in Parlamento questa sconcertante iniziativa".
Lo stesso decreto prevede che alcune voci vengano escluse dal blocco triennale per i dipendenti del pubblico impiego, tra cui: le variazioni dipendenti da eventuali arretrati, il conseguimento di funzioni diverse in corso d'anno e gli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva. Inoltre si stabilisce che a partire dal primo gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2013 "l'ammontare complessivo delle risorse destinate annualmente al trattamento accessorio del personale" non potrà superare "il corrispondente importo dell'anno 2010" che dovrà essere ridotto in misura "proporzionale alla riduzione del personale in servizio".
"Conseguentemente" l'emendamento prevede, al fine di assicurare i risparmi di spesa previsti dalla manovra, la possibilità di intervenire sulla tredicesima mensilità: "La tredicesime spettante al predetto personale può essere ridotta con decreti di natura non regolamentare" del presidente del Consiglio e degli organi di autogoverno. Possono inoltre essere emanati "distinti decreti" per: il personale dirigente e non delle forze armate, dei vigili del fuoco, il personale di magistratura, i professori e ricercato universitari, per il personale di carriera prefettizia, per il personale diplomatico e il personale della carriera dirigenziale penitenziaria.
Intanto si registra un colpo d'acceleratore sull'agganciamento dei requisiti di pensionamento all'aumento dell'aspettativa di vita. Una nuova versione dell'emendamento del relatore alla manovra prevede infatti che la riforma (secondo cui l'aggiornamento dei requisiti alla speranza di vita deve esserci ogni tre anni) parta il primo gennaio del 2015. La novità della proposta di modifica è che il secondo adeguamento scatterà già dal primo gennaio 2016, e non tre anni dopo, come previsto originariamente.
Sempre sul fronte pensionistico, come annunciato ieri dal ministro del Welfare Maurizio Sacconi, nella nuova versione dell'emendamento in cui non c'è nessun riferimento all'innalzamento dei 40 anni di contributi come sufficienti per andare in pensione. Era stato il titolare del Lavoro a parlare di "refuso da correggere", dopo che la novità introdotta nel testo del relatore Antonio Azzolini aveva scatenato critiche feroci da parte di sindacati e opposizioni. Quindi, chi matura 40 anni contributivi può andare in pensione indipendentemente dall'età anagrafica e senza ulteriori attese.
"Non c'è problema, è tutto risolto - ha detto questa mattina Sacconi a margine dell'assemblea di Coldiretti - parliamo solo della norma relativa ai 40 anni di contributi, solo di questo segmento piccolo, purtroppo. È già risolto. E' stato risolto e il testo è stato pulito". A chi gli chiedeva come fosse stato possibile un refuso di questo tipo, il ministro ha ripetuto: "Mi spiace, è tutto risolto. Basta, la negatività è stata risolta. Risolto, risolto, non c'è più".
Per Piero Fassina, responsabile Economia e lavoro del Pd, "non c'è stato nessun refuso. L'emendamento, infatti, è stato scritto direttamente dal ministero dell'Economia. La retromarcia di Sacconi è dovuta, quindi, alle contraddizioni del governo, alla superficialità e all'approssimazione con cui intervengono sui diritti dei lavoratori". Ancora più duro l'ex ministro Cesare Damiano: "L'armata brancher-leone ha colpito ancora: un altro scivolone del governo, questa volta sulle pensioni di anzianità. Deve intervenire il ministro Maurizio Sacconi che declassa un grave incidente a semplice refuso. L'importante è che il governo faccia marcia indietro sul tentativo di allungare la permanenza al lavoro per coloro che hanno maturato i 40 anni di contributi. Nessuna delle riforme precedenti, Maroni e Damiano, aveva toccato questo diritto pensionistico. Il Partito democratico si batterà anche per impedire che questi lavoratori siano coinvolti nelle nuove finestre mobili".
"Mai una volta che si sbaglino a vantaggio dei cittadini - commenta il capogruppo dell'Idv in commissione Finanze al Senato, Elio Lannutti - il governo ogni tanto prova a far passare qualche porcheria nelle more di un emendamento, poi vede la reazione sdegnata e fa finta che sia stato un errore". Sacconi, fa notare il senatore, "poco prima aveva detto che quella controriforma non avrebbe interessato una grande platea di cittadini, poi ha fatto marcia indietro parlando di refuso".

Manovra, proposta indecente ai militari: tassare la tredicesima per pagare le promozioni

Roma, 2 lug - E' quello che emerso ieri a seguito di una serie di incontri tra gli esponenti del governo e della maggioranza (ministro della Difesa, Sottosegretario Crosetto ed i capigruppo PDL Gasparri e Cicchitto) e i rappresentanti dei militari insieme ai loro vertici. La Russa, ha illustrato agli astanti la proposta del ministro Tremonti alle richieste pervenute dai Cocer e cioè di tassare del 18-20% le tredicesime per poter sovvenzionare gli aumenti stipendiali derivanti dalle promozioni al grado superiore. Quasi unanime è stato il dissenso da parte dei rappresentanti militari i quali hanno argomentato ricordando al ministro che se dalla promozione di un caporale deriva un aumento stipendiale di 20 euro, quella di un generale equivale a 500 euro e dato che il numero di dirigenti militari (seppure altissimo se proporzionato al numero dei quadri subordinati) è comunque di gran lunga inferiore ai "contrattualizzati". Da ciò ne deriva che il sacrificio altissimo chiesto alla truppa converrà solo alla busta paga dei generali e pochissimo al soldato.
Questo stato di cose ha fatto infuriare il Cocer dei Carabinieri il quale, con un comunicato stampa, ha fatto sapere che dalle riunioni è emerso "che l'unico provvedimento che potrebbe rientrare sarebbe quello relativo alle diarie delle missioni all'estero che dovrebbero essere ripristinate" e quindi non hanno esitato a dichiarare che "la sicurezza per il Governo è un termine privo di significato" aggiungendo inoltre che intendono portare avanti le loro ragioni al fine di far desistere "gli alti burocrati del Ministero dell'Economia dal loro intento di distruggere le Forze Armate e di Polizia".
Al Cocer carabinieri fa eco il Maresciallo Ciavarelli della Marina. "Con questo governo si rischia di fatto di navigare gratis o di autofinanziarsi gli aumenti di grado" e che "fin dall'inizio della legislatura si è cercato di dare il senso della valorizzazione dei militari impiegandoli anche nel vigilare le discariche della spazzatura. Con questa manovra invece saranno gli stessi militari a finire nella spazzatura."

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
la manovra finanziaria del Governo ed i finti emendamenti PDF Stampa E-mail

La sen. del Pdl Maria Ida Germontani ha presentato un emendamento alla manovra finanziaria del Governo comprendente tutta una serie di misure concernenti l'Amministrazione della Difesa.

L'iniziativa è sicuramente legittima perché ogni parlamentare è liberissimo di presentare quello che vuole anche perché ne dovrebbe rispondere politicamente agli elettori, ma ci ha lasciato alquanto perplessi constatare che una "giurista d'impresa", finora completamente assente dalle cronache politiche della Difesa, si improvvisasse esperta di queste tematiche facendosi promotrice di un emendamento molto articolato e complesso che, se fosse stato approvato, avrebbe provocato effetti dirompenti sul piano giuridico ed economico per gran parte del personale civile e militare della Difesa.

Naturalmente le reazioni sono state diffuse e veementi e la proponente, visto il clamore creato, ha pensato bene di ritirare l'emendamento.

A questo punto è legittimo porsi qualche domanda:

  • quale poteva essere l'interesse politico della maggioranza di presentare un emendamento peggiorativo rispetto al decreto legislativo che ha introdotto la manovra finanziaria del Governo?
  • perché poi è stato ritirato?
  • chi è stato l'estensore materiale dell'emendamento considerate le competenze necessarie per trattare dovutamente la materia?
  • come mai è stato presentato da una senatrice finora estranea a tali tematiche che, tra l'altro, non fa parte della Commissione Difesa?

Ovviamente non abbiamo certezze, ma l'esperienza e l'intuito che ci appartiene in quanto "vecchie volpi" avvezze ai mezzucci della politica visti in tanti anni, ci autorizza ad immaginare una sorta di "strategia della tensione" o a forme di "terrorismo psicologico" nei confronti del personale della Difesa quasi a volerli intimidire delle possibili penalizzazioni che avrebbero potuto subire se l'emendamento fosse stato approvato e, pertanto, riconsiderare le misure introdotte con la manovra finanziaria come un male minore grazie alla benevole protezione del Governo (sic!).

Altra interpretazione, analoga, potrebbe essere quella di aver fatto ventilare con l'emendamento tutta una serie di misure peggiorative, salvo poi inserirle solo alcune nel maxi emendamento governativo che sicuramente verrà approvato dalla maggioranza con voto di fiducia. In tal modo si darebbe l'impressione di aver limitato i danni portando a casa, invece, quelle misure che fin dall'inizio erano state prefisse.

E' il caso, ad esempio, del comma 10 dell'art. 9 bis che introduce una procedura killer che introduce canoni di mercato insostenibili agli utenti di alloggi demaniali della difesa con lo scopo di costringerli ad abbandonare spontaneamente conseguendo, quindi, una sorta di nuova e sottile forma di "sfratto coatto".

Anche in questa misura si intravede la vera politica che l'attuale Governo sta attuando in tutte le forme: l'assalto alla diligenza dello Stato per depredare e lucrare ogni risorsa disponibile a favore della "cricca politica affaristica" di turno.

Le cronache quotidiane ne sono un esempio costante ed è forse per questo che intendono far passare la "legge bavaglio" a tutti i costi!

AMID

Si riporta di seguito l'emendamento proposto e ritirato dalla sen. Germontani.

9.0.1

GERMONTANI

Dopo l'articolo 9, inserire il seguente:

Art. 9-bis.

(Misure concernenti l'Amministrazione della difesa)

1. Nell'ambito delle misure per iI contenimento della spesa pubblica, in coerenza con le riduzioni disposte dall'articolo 65 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al fine di riallocare e ottimizzare le risorse finanziarie disponibili e conseguire ulteriori risparmi di spesa, la dotazione organica complessiva del personale militare dell'Esercito, della Marina, escluso il Corpo delle Capitanerie di porto, e dell'Aeronautica è diminuita da 190.000 a 180.000 unità, a decorrere dal 1º gennaio 2013 e a 177.000 unità entro il 31 dicembre 2020.

2. Al fine di conseguire la dotazione organica di cui al comma 1:

a) sono prioritariamente ridotte, entro l'anno 2013, le consistenze organiche dei gradi di colonnello, generale di brigata, generale di divisione e generale di corpo d'armata, e gradi corrispondenti, nelle misure, arrotondate all'unità, del dieci per cento dei colonnelli e gradi corrispondenti, del quindici per cento dei generali di brigata e di divisione e gradi corrispondenti, e del venti per cento dei generali di corpo d'armata e gradi corrispondenti;

b) a decorrere dall'anno 2011 e fino all'anno 2015, per mantenere coerenti e adeguati tassi di avanzamento, con decreto del Ministro della difesa sono determinati, per ogni grado dei ruoli degli ufficiali del servizio permanente, il numero complessivo di promozioni a scelta al grado superiore, le relative aliquote di valutazione e le permanenze minime nei gradi in cui l'avanzamento avviene ad anzianità, nel rispetto dei criteri previsti dagli articoli da 2233 a 2240 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

c) il comma 6 dell'articolo 2229 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituito dal seguente: ''Fino al 31 dicembre 2015, il collocamento in ausiliaria può avvenire, altresì, a domanda dell'interessato che abbia prestato non meno di 40 anni di servizio effettivo. Il periodo di permanenza in tale posizione è di 5 anni.'';

d) il comma 1 dell'articolo 906 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituito dal seguente:

''1. Se il conferimento delle promozioni annuali determina, nel grado di colonnello o di generale di un determinato ruolo, eccedenze rispetto agli organici previsti dal presente codice, salvo quanto disposto dall'articolo 908, il collocamento in aspettativa per riduzione di quadri è effettuato se la predetta eccedenza non può essere assorbita nelle dotazioni complessive di tale grado fissate per ogni Forza armata dal presente codice. Se si determinano eccedenze in più ruoli di una Forza armata non totalmente riassorbibili, è collocato in aspettativa per riduzione di quadri l'ufficiale dei predetti ruoli anagraficamente più anziano e, a parità di età, l'ufficiale meno anziano nel grado»;

e) a decorrere dal 1º gennaio 2011 e fino al 31 dicembre 2015, è disposto d'ufficio il collocamento in congedo dei sottufficiali dell'Esercito, della Marina, escluso il Corpo delle Capitanerie di porto, e dell'Aeronautica, all'atto del compimento del cinquantacinquesimo anno di età. I sottufficiali che alla data di entrata in vigore della presente legge hanno un'età superiore a quella di cui al primo periodo sono collocati in congedo alla medesima data. In presenza di inderogabili ed eccezionali esigenze di servizio, l'Amministrazione della difesa può differire la cessazione dal servizio per un periodo massimo di sei mesi. Le cessazioni dal servizio di cui al presente comma sono equiparate a tutti gli effetti a quelle per il raggiungimento dei limiti di età e il personale ha diritto al trattamento pensionistico e all'indennità di buonuscita di cui all'articolo 6, comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215 e successive modificazioni, e all'articolo 2229, comma 3, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, ed è collocato in ausiliaria qualora manifesti, all'atto del collocamento nella predetta posizione, la propria disponibilità a prestare servizio nell'ambito del comune o della provincia di residenza presso l'amministrazione di appartenenza o altra amministrazione. Al personale collocato in ausiliaria si applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 2 a 6, del decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 498, e agli articoli 993 e 995, commi 1 e 2, del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

f) è fatto obbligo alle pubbliche amministrazioni statali, prima di procedere ad assunzioni tramite concorso pubblico, di chiedere al Ministero della difesa la disponibilità all'impiego di personale militare appartenente alla categoria dell'ausiliaria in possesso dell'esperienza professionale e del titolo di studio richiesti per ricoprire la posizione organica prevista presso l'amministrazione di destinazione, indicando la relativa sede di servizio. In presenza della disponibilità di personale, l'amministrazione richiedente è tenuta ad avvalersene, secondo le modalità di cui al decreto legislativo 30 dicembre 1997, n. 498 e all'articolo 993 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Le regioni e gli enti locali possono avanzare analoga richiesta al Ministero della difesa al fine di acquisire la disponibilità all'impiego di personale in ausiliaria;

g) fermi restando i vincoli di incompatibilità previsti dall'articolo 45 della legge 10 maggio 1983, n. 212, dall'articolo 55, comma 2, della legge 10 aprile 1954, n. 113, e dall'articolo 994 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, il personale appartenente alla categoria dell'ausiliaria può altresì rendersi disponibile per l'impiego privato nell'ambito del comune, della provincia o della regione di residenza. I datori di lavoro privati possono richiedere al Ministero della difesa la disponibilità generica o nominativa di personale militare in ausiliaria indicando gli specifici requisiti;

h) al personale di cui alle lettere f) e g) continua a essere corrisposto il trattamento economico in godimento nella posizione di ausiliaria e la relativa spesa è ripartita in pari misura tra il Ministero della difesa e l'amministrazione o il soggetto privato presso il quale è impiegato, fatti salvi i contributi previdenziali e assistenziali a carico dello Stato, che continuano a essere interamente versati dal Ministero della difesa, e l'eventuale trattamento economico accessorio, che rimane a carico dell'amministrazione o del soggetto privato presso il quale il personale è impiegato;

i) prima dell'eventuale messa a concorso di posti disponibili ai fini dell'alimentazione delle posizioni del personale civile del Ministero della difesa vacanti, si prevede, nel limite massimo del cinquanta per cento, il transito di personale militare appartenente alle categorie in esubero rispetto alle dotazione organiche, secondo modalità stabilite con decreto del Ministro della difesa, di concerto con il Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione.

3. Al fine di perseguire gli obiettivi di contenimento della spesa, congiuntamente all'ammodernamento ed efficientamento del sistema Difesa attraverso la sua riorganizzazione in senso riduttivo e interforze:

a) le dotazioni organiche del personale civile sono diminuite da 37.417 a 30.000 unità, a decorrere dal 1º gennaio 2015. Tale riduzione viene operata nella misura di 5.856 unità entro il 31 dicembre 2013, procedendo, nel contempo, all'inquadramento, secondo le effettive posizioni di impiego, del personale della prima Area nella fascia retributiva iniziale della seconda Area, e, per la restante quota, entro il 31 dicembre 2014. Con i risparmi di spesa conseguenti alle riduzioni di cui al presente comma sono individuati, in sede di contrattazione collettiva integrativa, incentivi economici, anche analoghi a quelli previsti per il personale militare, per favorire la mobilità e il reimpiego del personale civile degli enti dell'area industriale della Difesa interessati dai provvedimenti di riordino;

b) per le prioritarie esigenze degli arsenali e degli stabilimenti militari, onde consentire la funzionale attuazione dei processi di ristrutturazione, mediante l'effettiva copertura dei posti disponibili, nel triennio 2011-2013, in aggiunta alle assunzioni previste dalle disposizioni vigenti, il Ministero della difesa è autorizzato ad assumere un ulteriore contingente di personale civile nel limite di una spesa pari al dieci per cento delle unità cessate nell'anno precedente;

c) le amministrazioni pubbliche, prima di procedere all'espletamento di procedure concorsuali finalizzate alla copertura dei posti vacanti in organico, devono attivare le procedure di mobilità di cui all'articolo 30 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, procedendo prioritariamente all'immissione in ruolo del personale civile dipendente del Ministero della difesa in esubero o previa istanza degli interessati, nel limite minimo del trenta per cento dei posti disponibili.

4. In relazione a quanto disposto dai commi 1 e 2, lettere a) e b), il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, che si esprimono entro il termine di quarantacinque giorni dalla data di assegnazione dei relativi schemi, decorso il quale i decreti legislativi possono essere comunque adottati, per la revisione delle disposizioni in materia di ruoli, reclutamento, stato giuridico e avanzamento del personale militare secondo principi di efficienza, razionalità ed economicità e in aderenza alla specificità del ruolo delle Forze armate e del personale militare, informati ai seguenti principi e criteri direttivi:

a) prevedere la ripartizione della dotazione organica complessiva di cui al comma 1 tra le categorie del personale di ciascuna Forza armata, da conseguire alla data del 1º gennaio 2021;

b) stabilire le consistenze organiche dei gradi gerarchici dei singoli ruoli;

c) prevedere la riduzione del numero di promozioni annuali nei gradi in cui l'avanzamento avviene a scelta;

d) prevedere disposizioni transitorie per conseguire progressivamente la ripartizione della dotazione organica stabilita dal comma 1;

e) prevedere, in relazione alla riduzione dei volumi organici, l'eventuale riduzione dei ruoli secondo l'attuale criterio di omogeneità tra le Forze armate.

5. In coerenza con gli obiettivi di finanza pubblica perseguiti dal presente decreto e per le finalità di cui all'articolo 65, comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133:

a) nell'ambito dei provvedimenti finalizzati all'interforzizzazione, alla ristrutturazione e al riordino in chiave riduttiva degli assetti militari, anche mediante soppressioni, accorpamenti, ridefinizioni dei compiti e delle dotazioni di personale:

1) su proposta del Capo di stato maggiore della difesa, sentiti i Capi di stato maggiore delle Forze armate e, quanto ai compiti militari, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, il Ministro della difesa, con proprio decreto da adottare nel termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, fissa le dotazioni complessive di personale degli Stati maggiori della difesa e di Forza armata;

2) il Capo di stato maggiore della difesa, entro il 31 dicembre 2013, sentiti i Capi di stato maggiore di Forza armata e, limitatamente ai compiti militari, il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri, previa approvazione del Ministro della difesa:

2.1 riorganizza le strutture di vertice, stabilendo le funzioni di esclusiva responsabilità dello Stato maggiore della difesa, rispetto alle quali le articolazioni organizzative degli stati maggiori di ciascuna Forza armata, deputate alle correlate attività, sono dimensionate nel limite del quaranta per cento delle dotazioni di personale definite per le corrispondenti strutture dello Stato maggiore della difesa;

2.2 definisce, per ripartizione, le dotazioni di personale delle articolazioni degli Stati maggiori di Forza armata deputate allo svolgimento di compiti peculiari delle singole Forze armate, ovvero affidati prioritariamente a una di esse;

2.3 riorganizza l'assetto territoriale delle Forze armate, attraverso la soppressione o l'accorpamento di strutture, ovvero mediante il trasferimento o l'accentramento di funzioni anche con criterio interforze;

2.4 riorganizza le strutture per la formazione e l'addestramento d'interesse delle Forze armate, nonché, quanto ai compiti militari, dell'Arma dei carabinieri, realizzando l'unificazione interforze delle capacità didattiche nei settori formativi comuni, anche attraverso l'ottimizzazione dei processi;

2.5 definisce e riorganizza la struttura logistica di sostegno, razionalizzandone i compiti e le funzioni attraverso l'ottimizzazione dei processi, nonché mediante la realizzazione di strutture organizzative interforze sostitutive di quelle di Forza armata;

b) a fini di razionalizzazione organizzativa e funzionale:

1) il Consiglio superiore delle Forze armate è soppressa e, conseguentemente, sono abrogati l'articolo 9 della legge 18 febbraio 1997 n. 25, e l'articolo 23 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

2) il comma 1 dell'articolo 2 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, è sostituito dal seguente:

''1. Il ministero si articola in direzioni generali in numero non superiore a sei, dipendenti dal Segretario generale della difesa.»;

3) la lettera c) del comma 1 dell'articolo 40 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituita dalla seguente:

''c) dipende direttamente dal Ministro della difesa e, anche per le funzioni di Direttore nazionale degli armamenti; si conforma alle direttive tecnico-operative del Capo di stato maggiore della difesa e si coordina con i Capi di stato maggiore di Forza armata in relazione alle esigenze di ciascuna di esse. Può delegare le funzioni di Direttore nazionale degli armamenti a un Vice segretario generale della difesa;»;

4) la lettera b) del comma 1 dell'articolo 33 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, è sostituito dal seguente:

''b) sono responsabili dell'organizzazione e dell'approntamento delle rispettive Forze armate e dell'Arma dei carabinieri, nell'ambito delle direttive impartite dal Capo di stato maggiore della difesa, ai fini dell'integrazione interforze;»;

5) è soppresso l'ultimo periodo della lettera b) del comma 1 dell'articolo 42 del decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66;

6) can regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 4-bis, della legge 23 agosto 1988, n 400, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, sono appartate coerenti modificazioni al decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. ...., volte anche alla concentrazione e all'esercizio unitario delle funzioni nell'ambito delle articolazioni del Ministero della difesa, di cui all'articolo 20 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, e all'articolo 14 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

7) con decreto del Ministro della difesa, sono individuate le cariche vicarie dei Capi di stato maggiore dell'Esercito, della Marina militare e dell'Aeronautica militare, corrispondenti a quelle del Vice comandante generale dell'Arma dei carabinieri e del Comandante in seconda della Guardia di finanza.

6. A decorrere dall'esercizio finanziario 2011, il Ministero della difesa individua misure di ottimizzazione della spesa per il recupero di risorse da destinare al finanziamento del programma di razionalizzazione organizzativa del Dicastero, in deroga alla disposizione di cui all'articolo 8, comma 5, anche mediante l'utilizzo di banche dati centralizzate certificate dal Ministero, nonché attraverso attività di verifica, analisi e valutazione condotte dallo Stato maggiore della difesa che, a tale scopo, sulla base degli indirizzi impartiti dal Ministro della difesa, individua le necessarie misure organizzative per il conseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia, economicità e trasparenza, nel quadro delle disposizioni di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82. In relazione allo stato di attuazione delle misure di cui al precedente periodo, il Ministro della difesa, ferma restando il divieto di utilizzare risorse di conto capitale per il finanziamento di spese correnti, è autorizzata a disporre, con propri decreti, da comunicare anche con evidenze informatiche al Ministero dell'economia e delle finanze, variazioni compensative nell'ambito delle missioni di spesa di pertinenza del Dicastero.

7. Allo scopo di accelerare i tempi di attuazione del programma di razionalizzazione cui al comma 6, in via sperimentale per il triennio 2011-2013, gli stanziamenti non impegnati alla data del 31 dicembre di ciascun anno sono destinati al finanziamento del citato programma e a tale scopo confluiscono in apposita fondo istituita nell'ambito della stato di previsione del Ministero della difesa con una o più decreti del Ministro della difesa, da comunicare anche con evidenze informatiche al Ministero dell'economia e delle finanze, si provvede alla ripartizione del fondo sui pertinenti capitoli di bilancio.

8. Nell'ambito delle misure adottate per l'attuazione del programma di razionalizzazione di cui al comma 6, il Ministro della difesa, compatibilmente con quanto statuito in sede contrattuale ovvero di accordi internazionali comunque denominati in materia di programmi militari di investimento, può autorizzare il differimento del piano di consegna dei relativi mezzi e sistemi d'arma, senza nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.

9. Ferma restando la classificazione delle spese di cui all'articolo 21, commi 4 e 5, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, le spese del Ministero della difesa si distinguono in spese di personale, comprendenti trattamenti economici a carattere fisso; continuativo e indennitario, di esercizio e di investimento. Tra le spese di esercizio del Dicastero sono ricomprese anche quelle direttamente destinate all'operatività dello strumento militare, non rimodulabili, individuate con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro della difesa.

10. Nell'ambito delle misure di cui al comma 6, con decreto del Ministero della difesa, adottato d'intesa con l'Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centrale della Rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione, a decorrere dal 1º gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagli utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del Ministero della difesa fermo restando per l'occupante l'obbligo di rilascio entro il termine fissato dall'Amministrazione, anche se in regime di proroga, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero; in mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del territorio, del reddito dell'occupante e della durata dell'occupazione; le relative risorse affluiscono integralmente ai fondo di cui al comma 7, per essere destinate al finanziamento dei programma di razionalizzazione del Dicastero, in deroga alle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 46, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 e dell'articolo 2, commi 615, 616 e 617 della legge 24 dicembre 2007, n. 244».


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Considerazioni del direttore del NGM sul diritto dei militari di potersi iscrivere ai partiti politici. Un nocumento per le F.A. o una garanzia democratica per il Paese? PDF Stampa E-mail
Navi,aerei, carri armati e.... poltrone.

Forze Armate e politica, divieto di iscrizione ai partiti: anacronistiche "precisazioni" della difesa

Lo scenario era già abbastanza preoccupante ma ora i campanelli d'allarme cominciano ad essere veramente troppi.

L'esercizio dei diritti costituzionali da parte dei cittadini militari, mai completamente realizzatosi e sottoposto in questi ultimi tempi ad una "forte pressione" involutiva, registra oggi un nuovo fronte di intervento: quello dell'iscrizione ai partiti politici.

E' bene chiarire che non esiste, allo stato, una disposizione di legge che dia espressa e diretta applicazione all'ipotesi di regolamentare il divieto di iscrizione ai partiti politici, previsto dall'art. 98 della Costituzione.
In assenza di una legge specifica, nessuna "interpretazione" regolamentare può limitare un diritto garantito dalla Costituzione.
Non è evidentemente di questa opinione il Comando Interregionale dei Carabinieri "Vittorio Veneto" che, in una lettera del 28 giugno 2010 inviata al COIR CC., segnala una nota del Gabinetto del Ministro della Difesa, riportando tra virgolette quella che viene definita una precisazione degli uffici del Ministro La Russa ovvero:

"1) L'iscrizione ai partiti politici, ancorché in sé non vietata, è da intendersi assorbita dal divieto di esercizio di attività politica", anche nella considerazione che verrebbe a determinare la lesione del principio di estraneità delle Forze Armate dalle competizioni politiche, sancito dal primo comma dell'art. 6 della legge 382/78;
2) La sola presenza di un certo numero di militari tra i tesserati di un partito potrebbe consentire di argomentare in ordine all'espressione di preferenza politica della compagine militare;
3) E' dunque, comportamento suscettibile di assumere rilievo sotto il profilo disciplinare, per violazione, fra tutte della fattispecie regolata dal n. 9 dell'allegato "C" al dpr n. 545/86...."

Per comprendere meglio la questione facciamo un passo indietro
Bisogna partire dall'art. 114 della legge 1° aprile 1981 n. 121 relativo al "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, laddove si afferma che:
" Fino a che non intervenga un disciplina più generale della materia di cui al terzo comma dell'articolo 98 della Costituzione, e comunque non oltre un anno dall'entrata in vigore della presente legge, gli appartenenti alle Forze di Polizia di cui all'articolo 16 della presente legge non possono iscriversi ai partiti politici".
La disposizione è stata poi reiterata con appositi decreti legge, convertiti di volta in volta, entro i termini, in leggi dal 1982 (L. 24 aprile 1982, n. 174), al 1990 (L. 20 giugno 1990, n.159).
Anche la legge del 1990 prorogava il termine previsto all'art. 114 fino al 31 dicembre 1990 ma, tenuto conto che nessun altro decreto legge né alcuna altra norma è intervenuta, il termine previsto dal legislatore del 1981 è scaduto e pertanto, dal 1° gennaio 1991, l'iscrizione a partiti politici per tutti gli appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, è libera.
Questo è lo stato dell'arte.
Alla luce di quanto appena ricordato, appare abbastanza anacronistica e fuori luogo la "precisazione" del Gabinetto del Ministro.
Anche perché, occorre ricordare che l'articolo 6 della legge 382, nel prescrivere i divieti imposti ai militari al fine di garantire che le Forze armate si mantengano al di fuori delle competizioni politiche, li riferisce esclusivamente al personale militare che si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 5, comma 3, della medesima legge, ovvero al personale che sia impegnato nello svolgimento dell'attività di servizio; che si trovi in luoghi militari o comunque destinati al servizio; che indossi l'uniforme; che si qualifichi, in relazione ai compiti di servizio, come militare o che si rivolga ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali.
Al di fuori di queste circostanze il militare può partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni sindacati e organizzazioni politiche, nonché svolgere propaganda a favore o contro partiti,associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative.
Fatta questa premessa "tecnica", resta la confusione ingannevole di chi continua a trincerarsi dietro l'improbabile lesione del principio di estraneità delle FF.AA. dalle competizioni politiche, per giustificare una compressione di diritti che produce i suoi effetti più evidenti nei confronti delle categorie meno tutelate della scala gerarchica.

Non è una novità infatti, che l'estraneità delle FF.AA. dalla politica, si scioglie come neve al sole quando si tratta di far passare finanziamenti o provvedimenti di legge particolarmente favorevoli a qualche lobby di vertice.

Riprendo Il commento del Gen. Fabio Mini in un suo famoso articolo del giugno 2005:
"Eutanasia di un Esercito di rompiballe...: "Se chi ha vissuto questi ultimi anni guardando in alto si fosse rivolto almeno una volta al basso, si sarebbe accorto che i problemi dell'Esercito non sono solo di bilancio e di approvvigionamenti e che le soluzioni non potevano dipendere soltanto dal sorriso condiscendente del ministro di turno o dal patto con l'industria di turno. Si sarebbe accorto che navi e poltrone vanno di pari passo con aerei e poltrone, con carri armati e poltrone e, comunque, in carenza di mezzi le poltrone vanno d'accordo con se stesse...."

Altro che estraneità alla competizione politica.... !! Poltrone e gratificazioni post pensione si sono congiunte spesso con gli interessi politici cooptati da un sistema di compromessi.

Ecco perché diventa sempre più difficile "digerire" le intimidazioni messe in campo per dissuadere il personale militare dall'esercitare i diritti costituzionali.
Personale che si vorrebbe sempre più consenziente e ghettizzato, mentre lo si "sfrutta" per tutto ciò che può dare...

Spiace constatare che in molti non hanno compreso, in questi anni, che il rafforzamento dei diritti era un obiettivo fondamentale da perseguire, forse più di una indennità... della specificità...o della proroga di un mandato rappresentativo...
Perché, molte delle situazioni di crisi e gli "attacchi" che oggi il personale subisce, sono da ricondurre proprio alla debolezza degli strumenti di controllo democratico, di rappresentanza e di partecipazione della base.

Troppi cominciano ad essere i segnali di una preoccupante fase di arretramento democratico in cui brilla la grande assente di sempre: la politica.

Poco o nulla servono gli incontri "riparatori" a ridosso di qualche manovra finanziaria per far credere che si hanno a cuore i problemi della categoria, se poi continua a mancare nelle forze politiche, di maggioranza come di opposizione, la capacità ed il coraggio di arginare spinte antidemocratiche e di impedire che i vertici militari si sentano autorizzati a "riscrivere" leggi, a suggerire "riforme" e a reinterpretare la Costituzione.

Per ora.....solo fumo negli occhi e ..propaganda......Politica s'intende.....

A. Manotti

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Continua la mobilitazione di CASADIRITTO nei confronti di tutte le forze politiche e del governo affinché sia ritirato l'emendamento alla manovra finanziaria che introduce i canoni di mercato per gli utenti degli alloggi demaniali della difesa PDF Stampa E-mail

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi, 3 - 00153 - Roma

Tel. - 065883981 www.casadiritto.it

COMUNICATO

INCONTRO TRA IL CAPOGRUPPO PDL SEN. VINCENZO GALIOTO E LA DELEGAZIONE DI CASADIRITTO

Come già preannunciato, si è tenuto il previsto incontro tra una Delegazione di CASADIRITTO ed il Capogruppo del PDL alla Commissione Difesa Senato, Senatore Vincenzo Galioto.

La Delegazione di CASADIRITTO composta dal Coordinatore Nazionale Sergio Boncioli e per la Segreteria, da Aniello Formisano (Aeronautica), Vincenzo Marruccelli (Esercito), Vincenzo Casaburri (Marina), ha accentuato le argomentazioni in merito all'ormai traumatica presentazione dell'emendamento Sen. Germontani fatto proprio ora  dal Sen. Azzolini, in sede di discussione del ddl A.S. 2228 per l'approvazione della manovra finanziaria introdotta con il DL . 31 maggio 2010, n. 78.

Al  termine dell'incontro, durato quasi 2 ore, il Capogruppo Galioto, preso atto delle argomentazioni e documentazioni presentate, ha assunto l'impegno di proporre al Relatore Azzolini di ritirare il suo emendamento poiché inutile e foriero di pericolo perché non procurerà nessun gettito aggiuntivo, in quanto i canoni di mercato creeranno situazioni insostenibili per gli attuali utenti aggravando la posizione economica di migliaia di famiglie di militari, pensionati e vedove che saranno così costretti a lasciare l'alloggio. CASADIRITTO ne prende atto e verificherà a breve la riuscita dell'intervento del Capogruppo Galioto, che comunque si ringrazia per il suo impegno e disponibilità.

Roma 1 luglio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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COMUNICATO

Ci perviene notizia che in data 1 luglio il Gruppo Parlamentare PD del Senato ha chiesto un incontro urgente con il Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa, in materia di alloggi Difesa.

Questo fa seguito all'impegno assunto dai Senatori PD (Finocchiaro, Serra, Del Vecchio e Scanu dopo l'incontro avuto con CASADIRITTO lo scorso 24 giugno presso la Sala Riunioni del Senato.

Il prossimo 6 luglio è previsto un incontro con il Capogruppo al Senato della Lega Nord Sen. Giovanni Torri.

Roma 2 luglio 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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IL MERCATO DEGLI ONESTI CONTRO IL MERCATO DEI CANONI ILLEGALI CON SFRATTO.

Cari amici di CASADIRITTO,
come non mai ci hanno messo in una situazione apparentemente senza via d'uscita,

- da una parte ci vogliono togliere i diritti (Leggi),

- dall'altra vogliono introdurre canoni da capogiro (con l'obbligo di rilascio).

Il tutto desertificando intorno a noi tutto quello che era stato costruito con sacrifici ininmaginabili nel corso degli anni che vanno dal 1993 ad oggi.
Noi stiamo tentando di opporci, ma il loro potere è totale.
Trasformiamoci quindi tutti in Coordinatori di CASADIRITTO ed aiutiamoci in questo sforzo.
Gli agnostici, gli increduli, i depistatori,i poveri di spirito, i servi sciocchi di ogni genere , gli sterili comitatini si facciano da parte : ognuno di noi si attivi in qualsiasi maniera lecita ma determinata.
Inondiamo di fax e di e mail le loro scrivanie.

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

On. Silvio Berlusconi

segreteria.presidente@governo,it

Fax 06 6794569

Al Ministro della Difesa

On. Ignazio La Russa

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fax 06 486721

Al Relatore Sen.

Antonio Azzolini

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Improvviso, quanto non rispettoso per le famiglie dei militari e del tutto inutile per le entrate della Stato, è stato inserito all'interno della manovra finanziaria, l'emendamento n.6.1000 21 ter a firma del Relatore Sen.Antonio Azzolini.

Se questo emendamento fosse accolto, migliaia di famiglie abitanti gli alloggi della Difesa, militari in servizio, pensionati, vedove, dovranno abbandonare in fretta e furia le loro abitazioni poiché si vedrebbero addossare un canone di mercato, che non sarebbero in grado di sostenere.

E' bene ricordare che questi alloggi, sono stati realizzati come ben definisce la legge, come alloggi di edilizia economica. Il canone di mercato, come specifica l'emendamento è previsto "fermo restando l'obbligo del rilascio".

Come ben si sa queste famiglie attualmente esercitano, secondo legge, di un diritto di utenza. Pagano un canone che viene versato in maniera proporzionale al reddito complessivo familiare. Tali canoni sopportabili seppure con sacrificio, danno un gettito alla Difesa di circa 35 mil. di euro.

I canoni di mercato, che si vorrebbero introdurre con obbligo del rilascio, annullerebbero tale gettito, poiché paradossalmente, la loro insostenibilità per famiglie perlopiù monoreddito con redditi medi o medio bassi, azzererebbero le entrate.

L'Associazione CASADIRITTO, da sempre interprete, esprime la volontà della stragrande maggioranza delle famiglie utenti degli alloggi.

Si fa appello alla ragionevolezza, al pragmatismo dei numeri ed al rispetto delle famiglie dei militari. Dei pensionati e delle vedove, per chiedere che tale emendamento sia fatto ritirato o fatto cadere dando così un respiro di sollievo che sgombrando la tensione e le paure di questi giorni.

Cordiali saluti

Roma 4 luglio

Famiglia

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Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
CASADIRITTO c'è e si batte ancora per evitare la definitiva abrogazione della legislazione vigente a tutela della edilizia residenziale pubblica nell'Ammnistrazione Difesa PDF Stampa E-mail

COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE

Via Garibaldi, 3 - 00153 - Roma

Tel. - 065883981 www.casadiritto.it

Al Ministro della Difesa

On. Ignazio La Russa

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Al sottosegretario per la Difesa

On. Guido Crosetto

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Al Presidente dell'Organo Centrale

Di Rappresentanza COCER

Gen. C.A. Domenico Rossi

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Al Relatore Sen. Antonio Azzolini

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ASCOLTATECI


ATTO SENATO 2228 D.L. 31 MAGGIO 2010 N. 78

A seguito dell'iniziativa della Senatrice Germontani, che con un emendamento ha proposto l'introduzione di canoni di mercato su quanti ,utenti degli alloggi della Difesa hanno perso il titolo concessorio, si sta manifestando una ondata di sdegno e contrarietà da parte delle famiglie abitanti questi alloggi.

Come noto, si tenta di eliminare le attuali Leggi che determinano il canone sulla base di ben precisi requisiti dettati dalle Leggi 537 e 724.

L'introduzione dei canoni di mercato, fermo restando l'obbligo del rilascio,renderebbe immediatamente impossibile per le famiglie, sostenere tale imposizione, e costringerebbe, di fatto, le stesse ad un inesorabile destino.

Parallelamente ,priverebbe la Difesa delle attuali risorse ,e lascerebbe alloggi vuoti per sempre.

Poniamo all'attenzione della  politica, Ministro Sottosegretario e quanti responsabili capiscano la situazione che si sta creando, e facciamo un passo indietro.

Poco importa se l'emendamento Germontani sia lasciato cadere,ed al suo posto venga inglobato lo stesso concetto all'interno di un maxiemendamento o emendamento presentato dal Relatore Antonio Azzolini nel corso della manovra finanziaria attualmente in discussione al Parlamento.

CASADIRITTO ne chiede l'eliminazione nella sostanza, oltreché nella forma.

Per questo, in queste ore ,sono in corso incontri con i Capigruppo presso le Commissioni Difesa.

Ancora è possibile evitare atti irresponsabili.

Si allegano parte delle lettere e mail già inviate alla Sen. Germontani, ove è evidente prima la sorpresa e poi lo sdegno per l'iniziativa intrapresa,e la crescente protesta che sta montando.

Leggendole può aiutare.

ASCOLTATECI.


Roma 30 giugno 2010


Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

GERMONTANI - AZZOLINI

MACABRO BALLETTO SULLA TESTA DELLE FAMIGLIE DEI MILITARI, PENSIONATI E VEDOVE NON SIAMO RACCOLTA DIFFERENZIATA

Da facili profeti, l'avevamo previsto.

Messa da parte l'ottima Germontani, ora il gioco si fa più rude ed entra il Relatore con l'emendamento 6.1000, la sostanza rimane quella: canone di mercato con obbligo del rilascio.

Incredibile ma vero.

E' necessario far conoscere tutta la nostra protesta e le nostre ragioni al Sen. Antonio Azzolini inviando email all'indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

CASADIRITTO ancora c'è.

Evitiamo il tentativo di macelleria sociale,inviamo migliaia di e mail.

Roma 30 giugno 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

In allegato l'emendamento del Relatore Azzolini n. 6.1000

A.S. 2228

Emendamento 6.1000

All'articolo 6, apportare le seguenti modificazioni:

e) dopo il comma 21, aggiungere il seguente:

21-ter. Con decreto del Ministro della difesa, adottato d'intesa con l'Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centrale della Rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione, a decorrere dal 1° gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagli utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del Ministero della difesa, fermo restando per l'occupante l'obbligo di rilascio entro il termine fissato dall'Amministrazione, anche se in regime di proroga, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, in mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del territorio, del reddito dell'occupante e della durata dell'occupazione. Le maggiori risorse derivanti dal presente comma, affluiscono al bilancio dello Stato, per essere riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa.

Il Relatore

Sen. Antonio Azzollini


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