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Associazione per i Militari Democratici
Il Cocer AM non firma il contratto PDF Stampa E-mail

La delegazione del Cocer Aeronautica Militare ha annunciato ''la mancata sottoscrizione'' dell'accordo contrattuale 2008-2009. ''In primis - si legge nel comunicato del Cocer - si ribadisce la fondamentale e pregiudiziale necessità di chiarire, attraverso idonea norma alcuni aspetti della manovra finanziaria che, nonostante suggestivi 'ordini del giorno', lascia inalterato il dubbio sulla portata delle fortissime penalizzazioni stipendiali per tutto il personale del comparto Difesa e Sicurezza nel prossimo triennio''.

''Nonostante il ritardo di oltre 30 mesi e l'impossibilità di sottoscrivere il prossimo contratto normativo/economico non prima di tre anni - prosegue la nota - l'eccessiva accelerazione per la chiusura dell'accordo, unita ad una inusuale rigidità nelle procedure e sui contenuti non si spiega in alcun modo se non con strumentali giustificazioni. Difatti, siamo convinti che per distribuire matematicamente le esigue risorse disponibili, così come si sta facendo, non occorrano le dispendiose rappresentanze e le organizzazioni sindacali ma basti un semplice contabile o all'occorrenza il solo ministro della funzione pubblica così come previsto dalla legge''.

''Evidenziamo inoltre - aggiunge il Cocer AM - il tradimento degli impegni del governo assunti nella chiusura del precedente contratto e coda contrattuale ora rimandati sine die, in danno assoluto dei giovani di ogni ordine e grado rispetto alla nostra proposta di inserire nuove ed articolate fasce funzionali (12 e 22 anni) nonché procedere, ad esempio, ad aggiustamenti in tema di indennità di missione e di indennità operative attualmente disallineate con quelle delle Forze di polizia. Da ultimo registriamo al momento una oggettiva ed inaccettabile differenziazione stipendiale in negativo per il personale delle Forze armate, rispetto al cumulo degli aumenti sul trattamento economico fisso (parametri, indennità operative e similari) attribuiti ai colleghi delle Forze polizia''.


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Oggi la firma per il contratto del Comparto Difesa e Sicurezza PDF Stampa E-mail

CONTRATTO DI LAVORO BIENNIO ECONOMICO 2008/2009:

RAGGIUNTA UN'IPOTESI DI ACCORDO: OGGI LA FIRMA

Questa notte al Dipartimento della Funzione Pubblica il cartello dei sindacati della Polizia di Stato è stato protagonista assoluto delle trattative che hanno portato al raggiungimento di un'ipotesi d'intesa sul rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro - biennio economico 2008/2009 per il Comparto Sicurezza Difesa.

Sull'ipotesi d'accordo proposta dal cartello hanno dato la loro adesione e la conseguente disponibilità alla firma anche tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria, del Corpo Forestale dello Stato ed i Cocer dei Carabinieri.

Alle ore 17,00 odierne è stata fissata la riunione alla Funzione Pubblica con i rappresentati del Governo e di tutti i ministeri interessati per la sottoscrizione dell'intesa e per ottenere la garanzia della traduzione in legge degli impegni assunti con gli ordini del giorno approvati con la manovra correttiva e per la prossima apertura presso la Funzione Pubblica del tavolo sulla previdenza integrativa e per ottenere l'emanazione di una legge delega per avviare la discussione sul riordino delle carriere.

L'impegno e la capacità tecnica e politica dimostrata durante tutto il corso delle trattative dal cartello dei sindacati di Polizia hanno consentito il raggiungimento di un'ipotesi d'intesa corrispondente alle rivendicazioni di questo cartello e condivisa da tutte le parti del tavolo negoziale con la spalmatura dell'intera somma disponibile sulle voci fisse dello stipendio che determineranno i relativi incrementi a regime per ogni qualifica ed una cospicua somma di arretrati per tutte le qualifiche. I dettagli degli incrementi stipendiali a regime e degli arretrati confermano nel merito quanto già indicato con il precedente comunicato congiunto diffuso nei giorni scorsi.

L'ulteriore impegno del cartello sindacale con la firma odierna è di consentire che gli incrementi a regime e gli arretrati vengano attribuiti a tutti entro il prossimo mese di novembre a termine dell'iter procedurale di registrazione del provvedimento e di emanazione del relativo DPR.

Dopo la firma ufficiale del contratto in serata verranno diffuse le tabelle con tutti gli aumenti a regime e gli arretrati.

Roma 16 settembre 2010

Siulp    Siap- Anfp       Ugl-Polizia di Stato      Coisp   Silp-Cgil


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Specificità, perdita di credibilità della R.M., crisi della politica, carenza di diritti e tutele .... riflessioni del direttore del NGM PDF Stampa E-mail

"Non si può che rimanere sconcertati leggendo le dichiarazioni dell'on Gasparri e del Ministro Brunetta che, all'indomani del varo della norma sulla "specificità" contenuta nel disegno di legge sul Lavoro approvato in via definitiva dal Senato, hanno parlato di svolta epocale ed "obiettivo storico" per gli appartenenti alle Forze Armate e Forze di Polizia.

Secondo gli esponenti di governo  la nuova disposizione " sottolinea la 'insostituibilità', unicità, rilevanza svolta dal comparto sicurezza' ed andrà a regolamentare vari aspetti tra i quali quello previdenziale, funzionale ed economico compatibilmente con le risorse disponibili".

Peccato che per ora ci si trovi soltanto davanti ad una norma "manifesto" priva di "sostanza" economica.

Il Governo riconosce una specificita' solo virtuale alle forze armate e alle forze di polizia, parlando tra l'altro di un ipotetico aumento di 100 euro, mentre le risorse per la specificita', come dimostrato dai sindacati di Polizia, sono esattamente la meta' (100 milioni) di quelle previste dal precedente governo (200 milioni) e che l'aumento medio lordo pro-capite sbandierato, e' di circa 100 euro lordi mensili, a fronte dei 160 del precedente contratto.

Una scatola vuota - quindi - che rischia però di aprire il varco a tentazioni striscianti volte ad un ridimensionamento dei diritti del personale.

Stante la profonda crisi economica, infatti,  è molto difficile che potranno essere messe a disposizione della "specificità" risorse tali da soddisfare le problematiche del Comparto.

Molto più probabile invece, che la norma possa essere utilizzata per comprimere diritti e far fare passi indietro alla categoria.

Significative in  proposito, sono le recenti dichiarazioni del direttore della Direzione Generale del personale Militare, gen. Roggio, il quale,  nel corso di una audizione in Senato ha testualmente affermato che..."è necessario qualche intervento legislativo volto a contenere o a non estendere procedure di tutela valevoli nel pubblico impiego per tutti i cittadini, anche al comparto militare. ...«Sempre in un'ottica di snellimento organizzativo dell'area amministrativa, di semplificazione procedimentale e di standardizzazione interforze è stata poi segnalata, l'opportunità di attuare mirati interventi di riordino del quadro legislativo affinché, coerentemente con la specificità della funzione, dell'ordinamento e della condizione militare, siano adottate speciali disposizioni in materia di provvedimenti amministrativi, di ridotte possibilità di esercizio del contenzioso e di diritto di accesso ai documenti, anche in deroga alle previsioni legislative generali valevoli per i cittadini e per la Pubblica amministrazione. Ciò al fine di rendere il più possibile tempestiva l'azione disciplinare, ed esaltarne gli effetti deterrenti».

Una compressione del diritto di accesso agli atti amministrativi e la "riduzione" delle possibilità di adire i giudici amministrativi per la tutela dei propri interessi, viene quindi  considerata "coerente" conseguenza della specificità...

Il  riconoscimento giuridico della specificità del Comparto, può giustificare, quindi, eventuali limitazioni dei diritti acquisiti?

Il  Ministro Brunetta afferma con enfasi che la norma sulla specificità è un fatto   di straordinaria rilevanza e moralmente dovuto per dei servitori dello Stato che rischiano tutti i giorni e svolgono compiti estremamente delicati e sensibili ...

Un altro slogan, un altro annuncio mediatico perché - sul terreno concreto dell'azione governativa -  le problematiche del Comparto non sembrano essere   una priorità.

Quale concreta attenzione è stata riservata alla  condizione militare? Dove sono le iniziative volte a risolvere il problema del precariato, del riordino delle carriere, del contratto di lavoro, della previdenza complementare, della casa, senza contare la paventata ristrutturazione del modello di difesa  e dei suoi  effetti sugli assetti e sulle condizioni di vita e di lavoro del personale,  la  progressiva erosione dei bilanci, la sicurezza nei posti di lavoro, il  mobbing, il demansionamento...

Ci troviamo quindi ancora una volta davanti alla politica degli annunci ed a  soluzioni prêt a porter da spendere subito nel "mercato elettorale"...Mentre la categoria esige ben altro rispetto.

Antonella Manotti

Dir. Nuovo Giornale dei Militari

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E difficile non essere scettici sul futuro della riforma della rappresentanza militare  quando si assiste al perdurare di atteggiamenti di chiusura  e di limitazione dei diritti in  cui incorrono ancor oggi i delegati della RM.

Ne è prova l'ennesimo divieto - imposto al Cocer AM - al quale, il capo di SMD, non ha autorizzato la partecipazione al congresso nazionale della CGIL, a cui i delegati erano stati ufficialmente invitati.

Le motivazioni?

Le solite: ovvero che la legge 382/78, vieta la partecipazione dei delegati a manifestazioni politiche o sindacali, se non  a titolo personale. Un copione noto, a cui ci hanno abituato anni e anni di esperienza degli organismi di rappresentanza militare.

Quell'essere identificati come organismi interni all'ordinamento militare, gerarchicamente collocati in un sistema  in cui, ruolo ed autonomia, sono continuamente sottoposti a vincoli e limitazioni, ha impedito ed impedisce tuttora di "aprire" a quei cambiamenti e a quelle riforme che potrebbero consentire, anche agli appartenenti alle Forze armate, di poter contare su uno strumento di TUTELA efficace.

Ma ciò che più disarma, è assistere allo stanco dibattito parlamentare in cui le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, non riescono ad esprimere una spinta innovativa, tale da avviare seriamente un confronto parlamentare ampio ed approfondito sul tema. Salvo trovarsi di fronte a richieste di proroga del mandato, a cui facilmente si dà risposta affermativa.

I temi della condizione militare, sono oggetto di indagini parlamentari che si ripropongono in ogni legislatura, mentre i dossier di Fondazioni bipartisan, come la Fondazione Icsa, in cui vediamo rappresentati esponenti politici di destra e di sinistra, nonché esperti  qualificati tra ufficiali, prefetti, ambasciatori e professori....disegnano uno scenario in cui le FF.AA., da tempo non ricevono più direttive dal governo e non sanno se al Parlamento e al popolo importi il loro destino.

"Le risorse  diminuiscono e gli impegni aumentano, sostengono alla Fondazione - mentre i generali rimasti senza interlocutori decidono da soli come organizzarsi. La mancanza di indirizzi politici, mai formulati dopo l'11 settembre 2001, e il disinteresse del Parlamento, secondo il dossier, hanno fatto nascere una sorta di autogoverno dei vertici militari, che elaborano in autonomia i loro piani...."

Insomma, il dibattito politico sul futuro  delle Forze armate, si sviluppa fuori delle aule parlamentari, nei centri studi o nelle fondazioni dove, evidentemente, i nostri deputati si sentono più gratificati, oppure si affida a nuove progetti organizzativi con "ispirazioni" privatistiche, come Difesa servizi spa, mentre Nulla di Nulla sanno i militari sul loro destino.

In questo "alone" di separatezza, perché consentire ai delegati della rappresentanza militare di partecipare ad un congresso sindacale in cui si parla di crisi economica, di lavoro, di tasse, di pensioni, di riforme e di diritti?

Meglio mantenere le distanze da tutto ciò e lasciare che siano solo le audizioni parlamentari, peraltro "concesse" a discrezione, gli unici momenti di "svago" per i delegati....

Ma  se è scontato l'atteggiamento del vertice militare nei confronti della rappresentanza, che  non si discosta da quello perseguito in tutti questi anni, non lo è quello della politica che dovrebbe invece mostrarsi sensibile ed attenta alle esigenze di rinnovamento della società.(?)

Ma la politica, appare sbiadita, distratta e poco concreta, rivolta più a conservare il proprio potere e quello di pochi amici... piuttosto che alla soluzione dei problemi del Paese e dei cittadini. Compresi i cittadini militari.

Il Cocer aeronautica ha voluto denunciare con un proprio comunicato il proprio dissenso rispetto all'ennesimo episodio del diniego opposto dallo SMD "che conferma - dicono i delegati - la mancanza di un vero e riconosciuto ruolo di parte sociale del Cocer, permanendo quindi sempre di più la necessità di 'difendere il lavoro e liberare i diritti, tanto più quando questi ultimi sono limitati da leggi datate, percepite come illiberali''.

Ed è proprio questo il punto: i Diritti.

Oggi il congresso CGIL, domani quello di un altro sindacato o di un partito...O di una associazione...

L'importante è "non esserci", o meglio, non consentire la partecipazione del Cocer, per non legittimare un ruolo e dare visibilità alla rappresentanza, che si vuole invece subalterna ed il cui funzionamento si misura  in relazione al grado di disponibilità della cosiddetta controparte. Che stabilisce come e quando i militari possono parlare, sempre a "titolo personale" ovviamente....

A. Manotti

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DIRITTI E SPECIFICITA': DOPPIA EMERGENZA PER I MILITARI:

I problemi oggi posti con la manovra finanziaria del governo che mette le mani in tasca ai cittadini, anche militari ...(eccome se le mette!!), ci dicono con estrema chiarezza che la questione della TUTELA, per il personale militare, deve diventare una PRIORITA' per l'intera categoria.

Tutte le analisi sulla opportunità di riformare questa Rappresentanza militare, attraverso modifiche legislative poco coraggiose, per lo più proiettate verso aggiustamenti di basso profilo, vengono sovrastate da un dato incontrovertibile: la grave crisi economica che impone oggi pesanti sacrifici al comparto, fa emergere in modo dirompente l'altra faccia della medaglia,ovvero che ci si trova davanti ad una crisi anche dei diritti.

Non abbiamo mai creduto che bastasse una "Norma manifesto" come quella della Specificità, per garantirsi da quella che oggi taluni hanno definito "la peggiore delle offensive mai stata sferrata nei nostri confronti...."

La specificità, salutata al momento della sua approvazione, da alcuni esponenti di governo...ma non solo, come "una grande conquista per tutti i militari, foriera di futuri vantaggi economici e previdenziali", alla sua prima vera "prova", mostra tutti i suoi limiti e le fragili basi su cui si poggia.

Perché, se era già evidente che fosse priva di "contenuti" economici che la potessero valorizzare (risorse per i contratti, per il riordino, previdenza complementare ecc), oggi diventa una vera e propria presa in giro per il personale, perché non garantisce affatto l'esclusione del comparto dai tagli previsti per il pubblico impiego. Tutto ciò, in una situazione "appesantita" da un inquietante arretramento sul piano dei diritti e delle tutele.

Il personale, infatti, vede restringersi sempre più, in virtù di nuovi regolamenti, codici legislativi, interpretazioni e suggerimenti verbali dei vertici militari al legislatore.....diritti già conquistati.

E così, in un momento in cui vediamo farsi largo una società sempre più polverizzata da un mercato del lavoro impoverito, precarizzato, diviso nei diritti e nelle tutele, in cui valori come la solidarietà, l'uguaglianza e la democrazia, vengono sempre più disgregati, il settore militare vive una doppia emergenza: quella esterna appunto (una società sempre più disattenta, divisa e rassegnata) e quella interna, dove tendono a prevalere "istanze gerarchiche" che producono una netta riduzione dei livelli di democrazia interna, avallate da scelte politiche incapaci di fare leggi che impongano l'applicazione di nome e principi costituzionali in grado di garantire pari dignità e diritti democratici anche ai cittadini con le stellette.

Una pesante ipoteca si abbatte sul personale, a cui oggi si chiede anche di ridurre il proprio reddito senza offrire nulla in cambio, anzi, accentuandone la compressione dei diritti individuali e collettivi.

I sacrifici richiesti giungono a "ridosso" di una serie di scandali che hanno messo in luce una fitta rete di malaffare tra esponenti politici, alti dirigenti dello stato, imprenditori...Una "tassa occulta" - quella della corruzione - che la Corte dei Conti ha stimato in  60 miliardi di euro l'anno.. Quasi tre manovre finanziarie...Mentre oggi se ne fa una da 25 miliardi, quasi interamente sulle spalle dei lavoratori dipendenti.

Legittimi quindi il malcontento, la rabbia, la frustrazione.

La dignità dei lavoratori, con e senza stellette, viene oggi calpestata.

Davanti a noi, lo scenario di una Italia divisa da una crisi economica dove i più poveri pagano le tasse ed i furbi no; dove avranno un futuro certo solo i figli delle caste. Dove il lavoro pubblico rischia di diventare la merce su cui si abbatteranno i "fulmini" del populismo "Brunettiano"...

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I CITTADINI MILITARI sono coloro che hanno giurato sulla Costituzione, quella stessa Costituzione oggetto delle frequenti "battute" del nostro presidente del consiglio il quale sostiene che "governare tenendo conto della Costituzione è un inferno". In altre parole, il rifiuto di regole, di leggi e perfino della Costituzione ed insofferenza ai contrappesi che sono l'essenza di uno stato di diritto e di una democrazia.

I MILITARI, invece, queste regole le rispettano.

Il rispetto della Costituzione, per LORO, è un dovere ed esercitandola, non chiedono di far "passare" leggi, per difendere interessi personali....

Chiedono che i diritti che essa riconosce, si estendano anche al loro lavoro e alla funzione che essi svolgono, nella collettività e per la collettività.

Sono stanchi dei messaggi di solidarietà nelle cerimonie o davanti alle bare dei colleghi deceduti.

L'idea di cittadinanza, comprende diritti e doveri di solidarietà, secondo la legge. Essa non prevede che si parli demagogicamente agli italiani ma democraticamente ai cittadini (italiani).

Quindi Basta demagogia.

Occorre restituire dignità al Lavoro Militare, ricominciando dalla possibilità di ognuno di dire quella parola, futuro, senza che lo sguardo si perda a fissare nel vuoto.

Antonella Manotti

Dir. Resp. "Nuovo Giornale dei Militari"

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Navi,aerei, carri armati e.... poltrone.

FF.AA., POLITICA E DIVIETO DI ISCRIZIONE AI PARTITI:

ANACRONISTICHE "PRECISAZIONI" DELLA DIFESA

Lo scenario era già abbastanza preoccupante ma ora i campanelli d'allarme cominciano ad essere veramente troppi.

L'esercizio dei diritti costituzionali da parte dei cittadini militari, mai completamente realizzatosi e sottoposto in questi ultimi tempi ad una "forte pressione" involutiva, registra oggi un nuovo fronte di intervento: quello dell'iscrizione ai partiti politici.

E' bene chiarire che non esiste,  allo stato, una disposizione di legge che dia espressa e diretta applicazione all'ipotesi di regolamentare il divieto di iscrizione ai partiti politici, previsto dall'art. 98 della Costituzione.

In assenza di una legge specifica, nessuna "interpretazione" regolamentare può limitare un diritto garantito dalla Costituzione.

Non è evidentemente di questa opinione il Comando Interregionale dei Carabinieri "Vittorio Veneto" che, in una lettera del 28 giugno 2010 inviata al COIR CC., segnala una nota del Gabinetto del Ministro della Difesa, riportando tra virgolette quella che viene definita una precisazione degli uffici del Ministro La Russa ovvero:

"1) L'iscrizione ai partiti politici, ancorché in sé non vietata, è da intendersi assorbita dal divieto di esercizio di attività politica", anche nella considerazione che verrebbe a determinare la lesione del principio di estraneità delle Forze Armate dalle competizioni politiche, sancito dal primo comma dell'art. 6 della legge 382/78;

2) La sola presenza di un certo numero di militari tra i tesserati di un partito potrebbe consentire di argomentare in ordine all'espressione di preferenza politica della compagine militare;

3) E' dunque, comportamento suscettibile di assumere rilievo sotto il profilo disciplinare, per violazione, fra tutte della fattispecie regolata dal n. 9 dell'allegato "C" al dpr n. 545/86...."

Per comprendere meglio la questione facciamo un passo indietro.

Bisogna partire dall'art. 114 della legge 1° aprile 1981 n. 121 relativo al "Nuovo ordinamento dell'Amministrazione della Pubblica Sicurezza, laddove si afferma che: "Fino a che non intervenga un disciplina più generale della materia di cui al terzo comma dell'articolo 98 della Costituzione, e comunque non oltre un anno dall'entrata in vigore della presente legge, gli appartenenti alle Forze di Polizia di cui all'articolo 16 della presente legge non possono iscriversi ai partiti politici".

La disposizione è stata poi reiterata con appositi decreti legge, convertiti di volta in volta, entro i termini, in leggi dal 1982 (L. 24 aprile 1982, n. 174), al 1990 (L. 20 giugno 1990, n.159).

Anche la legge del 1990 prorogava il termine previsto all'art. 114 fino al 31 dicembre 1990 ma, tenuto conto che nessun altro decreto legge né alcuna altra norma è intervenuta, il termine previsto dal legislatore del 1981 è scaduto e pertanto, dal 1° gennaio 1991, l'iscrizione a partiti politici per tutti gli appartenenti alle Forze Armate e alle Forze di Polizia, è libera.

Questo è lo stato dell'arte.

Alla luce di quanto appena ricordato, appare abbastanza anacronistica e fuori luogo la "precisazione" del Gabinetto del Ministro.

Anche perché, occorre ricordare che l'articolo 6 della legge 382, nel prescrivere i divieti imposti ai militari al fine di garantire che le Forze armate si mantengano al di fuori delle competizioni politiche, li riferisce esclusivamente al personale militare che si trovi nelle condizioni di cui all'articolo 5, comma 3, della medesima legge, ovvero al personale che sia impegnato nello svolgimento dell'attività di servizio; che si trovi in luoghi militari o comunque destinati al servizio; che indossi l'uniforme; che si qualifichi, in relazione ai compiti di servizio, come militare o che si rivolga ad altri militari in divisa o che si qualificano come tali.

Al di fuori di queste circostanze il militare può partecipare a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni sindacati e organizzazioni politiche, nonché svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni politiche ed amministrative.

Fatta questa premessa "tecnica", resta la confusione ingannevole di chi continua a trincerarsi dietro l'improbabile lesione del principio di estraneità delle FF.AA. dalle competizioni politiche, per giustificare una compressione di diritti che produce i suoi effetti più evidenti nei confronti delle categorie meno tutelate della scala gerarchica.

Non è una novità infatti, che l'estraneità delle FF.AA. dalla politica, si scioglie come neve al sole quando si tratta di far passare finanziamenti o provvedimenti di legge particolarmente favorevoli a qualche lobby di vertice...

Riprendo il commento del Gen. Fabio Mini in un suo famoso articolo del giugno 2005 Eutanasia

di un Esercito di rompiballe: "Se chi ha vissuto questi ultimi anni guardando in alto si fosse rivolto almeno una volta al basso, si sarebbe accorto che i problemi dell'Esercito non sono solo di bilancio e di approvvigionamenti e che le soluzioni non potevano dipendere soltanto dal sorriso condiscendente del ministro di turno o dal patto con l'industria di turno. Si sarebbe accorto che navi e poltrone vanno di pari passo con aerei e poltrone, con carri armati e poltrone e, comunque, in carenza di mezzi le poltrone vanno d'accordo con se stesse...."

Altro che estraneità alla competizione politica...!! Poltrone e gratificazioni post pensione si sono congiunte spesso con gli interessi politici cooptati da un sistema di compromessi.

Ecco perché diventa sempre più difficile "digerire" le intimidazioni messe in campo per dissuadere il personale militare dall'esercitare i diritti costituzionali.

Personale che si vorrebbe sempre più consenziente e ghettizzato, mentre lo si "sfrutta" per tutto ciò che può dare...

Spiace constatare che in molti non hanno compreso, in questi anni, che il rafforzamento dei diritti era un obiettivo fondamentale da perseguire, forse più di una indennità... della specificità...o della proroga di un mandato rappresentativo...

Perché, molte delle situazioni di crisi e gli "attacchi" che oggi il personale subisce, sono da ricondurre proprio alla debolezza degli strumenti di controllo democratico, di rappresentanza e di partecipazione della base.

Troppi cominciano ad essere i segnali di una preoccupante fase di arretramento democratico in cui brilla la grande assente di sempre: la politica.

Poco o nulla servono gli incontri "riparatori" a ridosso di qualche manovra finanziaria per far credere che si hanno a cuore i problemi della categoria, se poi continua a mancare nelle forze politiche, di maggioranza come di opposizione, la capacità ed il coraggio di arginare spinte antidemocratiche e di impedire che i vertici militari si sentano autorizzati a "riscrivere" leggi, a suggerire "riforme" e a reinterpretare la Costituzione.

Per ora.... solo fumo negli occhi e ...propaganda...Politica s'intende...

A. Manotti


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Nonostante la attuale maggioranza di governo abbia approvato norme estremamente penalizzanti per gli utenti di alloggi demaniali della difesa, CASADIRITTO non cessa di tessere la sua attività a sostegno dell'utenza più debole. PDF Stampa E-mail
COMITATO NAZIONALE UTENZA E VALORIZZAZIONE DEMANIO MILITARE DI ABITAZIONE
Via Garibaldi, 3 - 00153 - Roma
Tel. - 065883981 www.casadiritto.it

AUTOREVOLE INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA ON. FINI

Rendiamo noto che in data odierna ci è stata inviata la notizia dell'intervento formale del Presidente della Camera dei Deputati on.le Fini presso la Commissione Difesa, riguardante gli sviluppi e le iniziative che saranno intraprese sulla questione alloggi della Difesa.
Consideriamo questo autorevole intervento un importante contributo istituzionale, frutto della intensa opera di sensibilizzazione operata da CASADIRITTO intrapresa all'indomani della presentazione dell'ormai famigerato emendamento (ora art. 6.21 quater della Legge Finanziaria).

Roma 11-8-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

In allegato :documentazione

Original Message -----
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Sent:Wednesday, July 21, 2010 8:23 PM
Subject:Trasmesso via Sito - alloggi difesa

nome sergio
cognome boncioli
nazione italia
provincia roma
indirizzo via garibaldi 3
città roma
cap 00153

Egregio sig. Presidente, siamo utenti degli alloggi della Difesa. Personale in servizio,personale in pensione, vedove famiglie con portatori di grave handicap. Paghiamo un canone di affitto con regolare contratto di utenza. Abbiamo perso il titolo concessorio e conduciamo l'alloggio secondo Leggi 537 -del 1993 e 724 del 1994, Ci stanno cacciando via da casa attraverso un emendamento che non faceva parte del testo originale dell'attuale manovra finanziaria che ora è approdata alla Camera. L'emendamento prima Germontani poi Azzolini è ora diventato nel testo Camera art. 6. 21.quater che prevede l'applicazione di un canone definito di mercato fermo restando l'obbligo del rilascio. Tale canone dovrà partire dal 1 gennaio 2011 . La maggior parte di noi non potrebbe sostenere un canone così calcolato e sarebbe costretta a uscire da casa senza sapere dove andare. Attualmente versiamo alla Difesa 36 milioni di Euro per finanziare e manutenzionare l'intero sistema degli alloggi militari, la nostra Associazione CASADIRITTO rappresenta queste famiglie, vorremmo un suo intervento affinché si studi una via di uscita . Cordialmente
Sergio Boncioli Coordinatore nazionale CASADIRITTO
via Garibaldi 3 00153 Roma tel 06-5883981 3392378119

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L' ON.LE CROSETTO, CAPIRA' FINALMENTE LA DIFFERENZA?
I PROSSIMI MESI DECISIVI, ALMENO PER LA RIDUZIONE DEL DANNO

Maggio, giugno, luglio mesi di questo anno horribilis 2010, sono passati con il loro triste bagaglio di annientamento verso le famiglie degli utenti degli alloggi della Difesa ed in definitiva di smantellamento dell'intero patrimonio alloggiativo. Qualcuno però ha vinto, evidentemente.

18 maggio 2010
Il Decreto attuativo della Legge 244(alienazioni e sfratti) viene firmato dal Ministro e contemporaneamente registrato dalla Corte dei Conti. I contenuti, ad una attenta lettura, poco hanno a che fare con la legge stessa.

30 maggio 2010
Nell'ambito della manovra finanziaria 2010, viene presentato, accompagnato da un surreale silenzio degli ambienti interessati (Ministro, Sottosegretari, COCER) un mega emendamento della senatrice Maria Ida Germontani composto da 10 punti con l'ambizioso proposito di riformare l'intero universo Difesa. Poi, come per incanto, i primi 9 punti vengono fatti sparire, ma rimane l'unico punto, il 10, che si propone in maniere grottesca, ma non per questo meno disumana, attraverso un artificio costituito dall'introduzione di un canone di mercato con obbligo del rilascio, la cacciata degli utenti. Vengono così cancellati diritti sanciti per legge, e dichiarati "occupanti" migliaia di famiglie, ivi comprese quelle di 2000 militari in servizio.

Giugno 2010
L'emendamento Germontani, ormai depotenziato nei primi 9 punti, viene fatto proprio dal Relatore Sen. Azzolini. Ancora silenzio dal Ministro, Sottosegretario e COCER.
CASADIRITTO invia migliaia di e mail e fax a Berlusconi, La Russa, Germontani e Azzolini, tentando di spiegare le ragioni. Silenzio tombale.

29 luglio 2010
Viene approvata, con voto di fiducia, l'intera manovra finanziaria, nel cui interno galleggia l'ormai art .6. 21 quater della legge n. 78. Ancora continua il silenzio del COCER (?) e del potente Sottosegretario. CASADIRITTO dà voce, invece, ad un passo di un documento, l'OBIETTIVO 9, del 2008, ove, in altra sede, tutto era già stato deciso e scritto. Mancava solo l'occasione "propizia". Altro che l'incolpevole sen. Germontani, alla quale sentiamo il dovere di inviarle tutta la nostra comprensione, sentendo anche la necessità di un incontro.
In quella Sede, alla Camera, vengono comunque approvati 2 O. D.G., intesi, nelle intenzioni, ad alleviare gli effetti disastrosi dell'art. 6 . 21 quater.

ADESSO, COSA FARE?
Ci sono in programma due Decreti:
- Decreto di trasferimento degli alloggi della Difesa (3.131 ?) al Patrimonio Disponibile della Stato (art. 6 comma 3 del Regolamento 18 maggio 2010);

- Decreto Ministro Difesa, d'intesa con l'Agenzia del Demanio, ai sensi dell'art, 6 21 quater legge n. 78 (finanziaria) per fissare il canone di occupazione, dal 1 gennaio 2011, da attribuire alle famiglie degli occupanti, fermo restando l'obbligo del rilascio

Nel corso di questi mesi abbiamo già avuto modo di far conoscere ed attribuire i "meriti" di quanto accaduto, e quali saranno i prevedibili disastri familiari. Delle colpe a livello personale, sarà un problema morale per quelli che se lo porranno. Per quello che umanamente si potrà ancora fare CASADIRITTO non si porrà sul tanto peggio, tanto meglio, ma cercherà fino alla consunzione di trovare una via d'uscita, puntando sulla riduzione del danno. Contiamo quindi sulla ragionevolezza, si spera, della controparte costituita per la Difesa dal Sottosegretario on.le Crosetto in primo luogo.
In questa fase, decisiva sarà la partecipazione delle nostre famiglie, considerate erroneamente dalla Difesa, come soggetti passivi, una specie di parco buoi. Questo grave errore di valutazione, imperdonabile, ha fatto loro perdere il contatto con la realtà, dovrà essere corretto. Al più presto. Ne vale la parola data dall'on. Crosetto al Coordinatore ed a tutta la Segreteria di CASADIRITTO al termine di quell'incontro del 15 dicembre 2008, in Via Napoli, nella Sede del Sottosegretario. "Ci rivedremo presto......tranquilli" disse Crosetto.
Parallelamente dovrà iniziare, a partire da Settembre una poderosa iniziativa anche di potenziamento. Dovranno essere coinvolte tutte le famiglie città per città, attraverso una informazione capillare di quanto accaduto. Dovranno essere chiamati alle loro responsabilità quei deputati e senatori operanti sul territorio, che inconsapevolmente o meno hanno dato il proprio avallo a questa norma. E' evidente che dovranno essere chiamati in causa deputati e sanatori in special modo quelli dei gruppi di maggioranza che hanno dato parere favorevole a quel testo, permettendo l'approvazione dell'art. 6. Questi contatti potranno essere utili e preparatori al programma che CASADIRITTO intende portare avanti subito, a Settembre:
- incontro con il Sottosegretario Crosetto;
- proseguimento degli incontri, già iniziati, con i gruppi parlamentari;
- richiesta di ricondurre gli argomenti ancora aperti, a livello di Commissione Difesa, legata alla richiesta di audizione;
- sviluppo della mobilitazione delle famiglie attraverso convegni, dibattiti e assemblee, non esclusa una manifestazione da tenere a Roma con la partecipazione delle nostre famiglie, mogli e figli provenienti da tutta Italia.
Fatalismo ed apatia i nostri pericoli da sconfiggere.
L'obiettivo: poter dire, preliminarmente, all'on. Crosetto la differenza che esiste tra case abitate da persone in carne ed ossa con caserme, fari, roba arrugginita e paccottiglia varia.
Le famiglie non vanno assimilate alla logica del mercato delle vacche. Tale è l'ignobile art. 6. 21 quater.
Limitiamoci a dire che è immorale.
Se si convince di questo, il resto verrà poi.

Roma 23-8-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CADIRITTO

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SETTEMBRE INIZIA COSI'

Care famiglie,
leggendo attentamente quanto accaduto in questa torrida estate, potete rapidamente aggiornarvi, ma la rapidità non toglierà nulla alla nequizia dei contenuti e alla paternità degli artefici.
Hanno approfittato di condizioni favorevoli in Parlamento per mettere nell'illegalità migliaia di famiglie.
Hanno tolto loro la tranquillità.
Per taluni non resterà che la disperazione.
Sono ricorsi al voto di fiducia per togliere i diritti: la loro brillante carriera politica sarà assicurata.
CASADIRITTO promette solo l'impegno, di più non può. Dipenderà anche dall'impegno dei singoli se alcuni aspetti di quanto accaduto potranno essere disinnescati. Ma non illudiamoci. Volevano fare del male e ci sono riusciti. Parliamo con i nostri vicini di casa, rendiamo noto i fatti accaduti e i loro autori. Forse, attraverso l'indignazione, creeremo le condizioni affinché cessi l'arroganza e l'estremismo che finora li ha guidati, e comincino almeno ad ascoltarci.

Un abbraccio

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CADIRITTO

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BREAKING NEWS
PRIMI SFRATTI ALLA DIFESA

Ci perviene ora notizia che sono stati recapitati a fine agosto a famiglie abitanti alloggi della Difesa ordini di recupero coatto.
Questi episodi si sono verificati nella zona di Roma e risultano essere i primi.
Senza entrare nel merito degli stessi, CASADIRITTO osserva che si è rotta una tregua triennale iniziata ad ottobre 2007, prima con la Risoluzione Camera poi con il comma 630 art.2 all'interno della Legge 244. CASADIRITTO entrerà nel merito appena saranno noti elementi utili (quantificazione dei recuperi programmati tipologie ASI o AST e loro ubicazione nel territorio Nazionale).
E' bene notare,già da adesso, che le azioni di recupero forzoso comincino ben prima dell'uscita formale del Decreto Ministro della Difesa art.6 comma 3 del 18 maggio 2010 riguardante gli alloggi da alienare, per cui questa programmazione, fatta a prescindere, sembrerebbe intempestiva.
Ciò non è buon segno.

Roma li 1-9-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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DECRETO ANNUALE REDDITI 2009
VOGLIONO UCCIDERE IL BAMBINO APPENA NATO
UN CASO DI ORDINARIA FOLLIA?

E' stato registrato 23 luglio 2010 al n. 8 foglio 325 dalla Corte dei Conti il Decreto annuale che prevede il diritto alla permanenza negli alloggi della Difesa,per gli utenti il cui reddito 2009 non superi 40.167,54 Euro.
Come noto tale decreto Ministro della Difesa, nasce dalla Legge n. 537 art. 9 comma 7 del dicembre 1993 e 724 art. 43 del 1994.
Tali Leggi, volute da CASADIRITTO e presentate al Parlamento dopo la raccolta di 40.000 firme in tutta Italia, sono state spazzate via nei modi e nei metodi che sono ormai nella cronaca (nera), ma non della storia.
Il paradosso ora è che la Corte dei Conti registra un decreto che prevede la permanenza, proprio il giorno 23 luglio mentre il Regolamento (vendite/sfratti) firmato dal Ministro il 18 maggio all'art.2 comma 3 ne prevede la cacciata.
Se non è una tragedia, di certo è una farsa! CASADIRITTO, in questo teatrino dell'impossibile, cercherà trarre il bandolo dalla matassa.

Roma 2-9-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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RECUPERO COATTO ALL'ITALIANA
"LA PAURA DI NON POTER PAGARE VI CACCERA'"
OBIETTIVO (9) RAGGIUNTO
GLI ARRETRATI SARANNO "PRELEVATI" CON RECUPERO COATTO ?

Quella che va profilandosi, nel buio ove ci hanno cacciato, è una nuova paura, la paura più atroce, quella di non farcela e che azzererà quei piccoli risparmi per chi aveva la fortuna di averli, e che rischia di creare una immediata fuoriuscita dagli alloggi, sicuramente dei più deboli, delle vedove, degli handicappati, dei pensionati, dei militari in servizio monoreddito. Una deportazione verso l'ignoto della vita in una escalation di un degrado materiale prima , ed esistenziale poi, proprio per chi come tanti, dalle giovani coppie con figli, ai pensionati con problemi di età e di salute, avrebbero avuto bisogno di maggiori attenzioni.
Ma questi che muovono le leve che contano, non si sono mostrati sensibili a questi argomenti: come vampiri che appaiono succhiare il sangue delle persone indifese e delle loro famiglie pur di far rientrare nella loro disponibilità quegli alloggi che legittimamente erano e sono tuttora condotti da utenti che considerano i loro nemici, tanto che ultimamente, nella logica di "guai ai vinti" li hanno perfino insultati tacciandoli di "corrosivi". Ora che l'obiettivo (9) è stato raggiunto, ecco che appare anche il panico.
Nel merito, l'art. 6. 21 quater, appena approvato, prima della lite, nell'ultima legge finanziaria del luglio u.s., precisa che i nuovi canoni di mercato da propinare tramite un DECRETO DEL MINISTRO, AVRANNO GLI EFFETTI DAL GENNAIO 2011. Noi che li conosciamo da vicino, abbiamo il fondato timore che il nuovo canone così determinato per gli "occupanti" (fermo restando l'obbligo del rilascio) con presumibile intuizione, non potrà essere emesso e quindi operativamente applicato in tempo e cioè prima del 1 gennaio 2011. Già immaginiamo le potenti strutture all'opera che non sono in grado di contabilizzare il reddito annuale registrato alla Corte dei Conti, se non anni dopo la registrazione. Ne consegue che potremo ricevere una comunicazione che annunci un "prelievo"dal nostro stipendio o pensione di migliaia di euro nella formula più ignobile possibile: quella coatta, vale a dire senza il consenso dell'interessato, un vero e proprio recupero coatto, all'italiana, quello dei soldi. Una versione,aggiornata, della serie PRENDI I SOLDI E SCAPPA.
Questo è il pericolo che riusciamo a prevedere, anche se presumibilmente metteranno la formula "in comode rate mensili".
Sarebbe quanto di più disumano possa fare una Amministrazione dello Stato verso i cittadini.
Una Legge approvata con la forza, con il voto di fiducia, recupera i denari con la forza, in modo coatto. Una "performance" nemmeno immaginabile in tempi pur tremendi,come questi.
On.le La Russa, On.le Crosetto vi rendete conto ? Perché non parlate ?

Per far si che ciò non avvenga, negli incontri in programma, se saranno confermati, CASADIRITTO metterà come prioritario, che la decorrenza dei canoni dovrà essere almeno contestuale alla comunicazione della variazione. Resta comunque inteso e del tutto scontato che CASADIRITTO si opporrà in ogni sede a questa norma agendo sul decreto attuativo, al quale sarà chiamato a dare il parere, il COCER.
Non possiamo dimenticare che questa norma è stata studiata da "quelli dell'obiettivo 9 " un gruppo di innominati e innominabili che hanno voluto rendere un canone legittimo, precedentemente e attualmente previsto, in un canone "insostenibile" come quegli stessi hanno scritto.
Evitiamo la paura ed il panico, insistiamo con il Ministro La Russa ed il Sottosegretario Crosetto a parlarne.
Tutti insieme, con CASADIRITTO.

Roma 9-9-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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GAFFE O COS'ALTRO ?

Siamo venuti a conoscenza che sono state recapitate o stanno per esserlo centinaia di lettere, diciamo della serie " noir " con cui i Comandi dell'Aeronautica " invitano " gli utenti senza titolo, ad ottemperare all'avviso di rilascio precedentemente inviato (in alcuni casi da ben 19 anni ).
Ebbene tale invio risulta generalizzato, ASI e AST , e non tiene conto del reddito annuale di cui al noto Decreto. Infatti vengono colpiti anche utenti AST con redditi inferiori al limite stabilito dal Ministro. Ricordiamo che detto limite risulta stabilito in Euro 40.167,54 per i redditi relativi all'anno 2009 (Decreto M. Difesa del 23 giugno 2010 registrato alla Corte dei Conti il 23 luglio 2010 ) facilmente scaricabile dal sito di CASADIRITTO.
Questo atteggiamento inutilmente vessatorio, pensiamo dipenda da sciatteria e dalla disinformazione con cui certi Organi agiscono.
Se invece così non fosse, sarebbe ancora più grave dal momento che viene ignorato un provvedimento (Decreto redditi 2009), che dovrebbe essere invece debitamente osservato ed applicato.
E' singolare poi come possa essere preso qualsiasi provvedimento di rilascio quando il previsto Decreto (Art. 6. comma 3. del Regolamento) riportante gli alloggi da alienare, da emanare, non è stato ancora formalizzato.
Rimaniamo in attesa di spiegazioni su questo incredibile comportamento. Questa triste faccenda cercheremo di portarla all'attenzione della Commissione Difesa.

Roma 13 settembre 2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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Alla Senatrice
Maria Ida Germontani
Senato della Repubblica
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Egr. Senatrice,
non ho mai avuto il piacere nemmeno di una sua nota, nemmeno di una telefonata.
Come ben potrà ricordare Lei ha presentato, nel corso della recente manovra finanziaria, un emendamento ,il 9.0.1. art. 9 -bis, che prevedeva un insieme di misure concernenti l'Amministrazione della Difesa. Era fatto di 10 punti che riguardavano un insieme di argomenti che avrebbero modificato dalla A alla Z tutto lo scibile dell'Amministrazione.
Al punto 10 era inserita una norma, ora divenuta Legge, che cambierà per sempre una esistenza di famiglie che in virtù delle attuali normative (prima del suo emendamento), erano considerati conduttori -utenti di quel tipo di alloggi della Difesa. Infatti erano legittimati sia dalla Legge 537 che 724 pagando canoni diversificati a seconda del loro reddito familiare.
Il suo emendamento limitatamente al punto 10. (gli altri 9 sono stati cancellati), getta le famiglie nell'illegalità definendoli "occupanti" e fermo restando l'obbligo del rilascio, dal 1/1/2011 ,viene loro attribuito un canone di mercato.
Ebbene queste famiglie sono perlopiù formate da vedove, pensionati, militari in servizio monoreddito e mai si potrebbero permettere un simile canone.
Ci saranno certamente dei disastri e scombinamenti familiari. Le saranno sicuramente arrivate tantissime lettere ed e mail che avevano lo scopo di scongiurare una tale eventualità.
Ciò non è stato.
Adesso a Legge approvata, in qualità di Coordinatore Nazionale dell'Associazione che rappresento, Le chiedo un incontro, almeno per comprendere le motivazioni che l'hanno indotta a presentare quel testo.
Se vuole può contattarmi per e mail oppure per telefono al:
06-5883981 - 3392378119
Sono sicuro che appena conoscerà le carte e la documentazione tecnico giuridica avrà una visione più completa e quindi diversa. Così avremo modo di impegnarci, insieme, almeno nella successiva norma che prevede l'emissione di un Decreto da parte della Difesa riguardante i canoni da lei introdotti.
In attesa di un riscontro, le rivolgo un rispettoso saluto.

Roma 6-8-2010

Sergio Boncioli
Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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COMUNICATO
INCONTRO CON LA SEN. MARIA IDA GERMONTANI

Si è svolto nel tardo pomeriggio di martedì 14 settembre a Palazzo Madama Sede del Senato, il previsto incontro tra la Senatrice Maria Ida Germontani e una delegazione di CASADIRITTO.
L'incontro meticolosamente preparato,all'indomani dell'approvazione all'interno della manovra di correzione finanziaria luglio 2010, dell'ormai famigerato art. 6- 21 quater (canoni di mercato, per l'occupante,con obbligo del rilascio,a partire dal prossimo 1 gennaio 2011 ), si è svolto in una atmosfera di franchezza e di reciproco rispetto. Attraverso un confronto durato 2 ore, ove preliminarmente il Coordinatore Boncioli ha esposto l'attuale quadro giuridico che viene ad aggravarsi, se possibile ,con quest'ultimo provvedimento, sono stati consegnati documenti comprovanti l'origine, studiata da un gruppo di lavoro ben noto, da cui trae origine, alla lettera, quanto poi approvato. E' stato particolarmente sottolineata la finalità altre che si nascondevano dietro un apparente aumento del canone, al limite di ogni immaginazione. Durante i colloqui, nel corso del quale sono intervenuti con competenza e convinzione tutti componenti della Delegazione, la Senatrice Germontani con puntualizzazioni ed approfondimenti prendeva atto di quanto a Lei veniva argomentato.
La Senatrice Germontani, preso atto dell'intera documentazione, solo in parte a lei nota, condividendo come premessa le ragioni etiche, morali, materiali e giuridiche, ha preso formale impegno con le famiglie di militari, pensionati e vedove rappresentate da CASADIRITTO di presentare in Sede Senato un atto di indirizzo, che impegni le parti, nella stesura del Decreto dei canoni, previsto dall'art. 6 -21 quater, a tenere conto di quanto già previsto dalla Legge 537 -art. 9 comma 7 e dalla Legge 724 art. 43 con particolare riferimento ai redditi medio bassi ed ai portatori di grave handicap.
Venga altresì prevista la creazione di un Organo di Garanzia presso la Difesa, non di mera informazione, ma di garanzia per gli utenti, sia per quanto riguarda la gestione del Decreto 18 maggio 2010 (alienazione) che per l'applicazione del Decreto sui canoni.
Riconosciamo quindi nella Senatrice Germontani la sua capacità di aver voluto approfondire, anche se a legge approvata, una materia dentro la quale è stata protagonista, con la presentazione del famoso emendamento Germontani (punto 10 ) poi purtroppo approvato con voto di fiducia nel corso della Finanziaria, e da cui cercherà attraverso gli strumenti a sua disposizione di attenuare gli effetti, anche in stretto contatto con CASADIRITTO.
C'è da augurarsi che la Difesa, cessi la sua condotta di ostilità verso tante famiglie, ed apra le porte al buon senso ed alla ragionevolezza. E' quello che auspichiamo.

Roma 15-9-2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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SENATO DELLA REPUBBLICA

COMUNICATO STAMPA
LA SEN. GERMONTANI INCONTRA CASADIRITTO

Il 14 settembre, alle ore 18.30, presso il Senato della Repubblica, la sen. Maria Ida Germontani, componente della Commissione Finanze e Tesoro e della Commissione Bilancio, ha incontrato una delegazione dell'Associazione CASADIRITTO nelle persone dei signori: Sergio Boncioli, Livio Correani, Aniello Formisano, Vincenzo Marruccelli, Nicola Gaudiello, Antonio Carangelo.
Motivo dell'incontro è stato quello di esporre da parte della delegazione alla sen. Germontani le questioni e le conseguenze derivanti dall'introduzione nel decreto 31 maggio 2010, n. 78, approvato definitivamente il 29 luglio, della norma di cui all'art. 6 comma 21 quater che ha recepito l'emendamento del sen. Antonio Azzolini, riguardante la rideterminazione dei canoni degli alloggi di servizio del Ministero della Difesa.
La senatrice Germontani ha chiesto ed ottenuto da parte dei partecipanti alla delegazione tutti i chiarimenti e le delucidazioni necessarie e, al termine dell'incontro, ha dichiarato la sua disponibilità a portare avanti le istanze dell'Associazione nelle sedi opportune, sia parlamentari che governative.

Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
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Manovra finanziaria del Governo: il Parlamento approva alcuni ordini del giorno sugli Alloggi demaniali della Difesa

Ci appare opportuno informare, fermo restando il giudizio nefando che CASADIRITTO attribuisce al vero e proprio atto di forza (pur legittimo perché approvato dalla maggioranza in sede parlamentare) che è stato perpetrato a danno delle famiglie utenti e non già "occupanti" degli alloggi della Difesa.

Alcuni soggetti che chiaramente in questi anni hanno dimostrato insofferenza a certe leggi ed una spiccata allergia alla legalità, in quanto gli utenti erano portatori di un diritto e non destinatari di un favore, hanno approfittato di una situazione parlamentare a loro favorevole per portare a compimento un loro sogno, un agguato giuridico, che provocherà alle famiglie interessate, un dissanguamento attraverso quello che comunemente viene chiamato un atto di "macelleria sociale" (art. 6 .21 quater legge finanziaria - canoni di mercato con obbligo di rilascio).

Dicevamo vogliamo informare che nel corso della fase finale dei lavori parlamentari, il 29 luglio u.s. sono stati approvati due ordini del giorno, uno del PD e uno del PDL.

Questi O.d.G. approvati, che riportiamo in allegato, fanno parte di quella serie di iniziative frenetica che CASADIRITTO aveva intrapreso appena avuto notizie dell'emendamento Germontani poi Azzolini, poi...... incontri avvenuti con tutti i Capo Gruppo ad esclusione della Lega che lo ha "rimandato".

Gli incontri hanno avuto dei contenuti più cogenti ed incisivi. Ma sia gli emendamenti soppressivi proposti, che sono stati dichiarati decaduti con il voto di fiducia, che altri O:d.G. più incidenti, non hanno avuto l'approvazione del Governo.

Comunque è da notare che i due O.d.G., richiamandosi in ogni caso, alla normativa di legge precedentemente applicata (537 e 724) possano aprire ad una riflessione circa l'enormità e irragionevolezza della norma or ora approvata.

Da parte degli autori dell'art. 6 un segnale forse per dire che "l'hanno fatta grossa"? Comunque insufficiente per farlo considerare un primo pentimento. Ci pare opportuno sottolinearlo poiché c'è chi "campa" e fa affidamento sulla memoria corta degli altri. Noi, no, e ve lo ricordiamo in anticipo.

Roma 4 -8- 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO.

Si allegano odg Marsilio (PDL ) e odg Luongo (PD):

ATTO CAMERA

ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03638/130

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16

Seduta di annuncio: 360 del 28/07/2010

Firmatari

Primo firmatario: LUONGO ANTONIO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 28/07/2010

Stato iter:

IN CORSO

Partecipanti allo svolgimento/discussione

PARERE GOVERNO

28/07/2010

CASERO LUIGI

SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE

Fasi iter:

ACCOLTO IL 28/07/2010

PARERE GOVERNO IL 28/07/2010

RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 28/07/2010

Atto Camera

Ordine del Giorno 9/3638/130

presentato da ANTONIO LUONGO

testo di giovedì 29 luglio 2010, seduta n.361

La Camera,

premesso che:

la legge 24 dicembre 2007, n. 244, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge finanziaria 2008), prevede all'articolo 2 corna 627: «In relazione alle esigenze derivanti dalla riforma strutturale connessa al nuovo modello delle Forze armate, conseguito alla sospensione del servizio obbligatorio di leva, il Ministero della difesa predispone, con criteri di semplificazione, di razionalizzazione e di contenimento della spesa, un programma pluriennale per la costruzione, l'acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio di cui all'articolo 5, primo comma, della legge 18 agosto 1978, n. 497.»;

la stessa legge prevede il diritto alla continuità, alla conduzione dell'alloggio, rimanendo in affitto, per coloro che non sono in grado di acquistare l'alloggio in cui abitano, se messo in vendita, all'articolo 2, comma 628, lettera b) laddove sancisce che sia assicurata «...la permanenza negli alloggi dei conduttori delle unità immobiliari e delle vedove, con basso reddito familiare, non superiore a quello determinato annualmente con il decreto ministeriale di cui all'articolo 9, comma 7, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, ovvero con componenti familiari portatori di handicap, dietro corresponsione del canone in vigore all'atto della vendita, aggiornato in base agli indici ISTAT»,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità, nella fase di applicazione dell'articolo 6, comma 21-quater, del decreto-legge in esame, di non imporre maggiorazioni di canone rispetto a quello già in vigore nei confronti degli utenti con reddito familiare annuo lordo non superiore a quello fissato annualmente dal decreto del Ministro della difesa richiamato in premessa.

9/3638/130. (Testo modificato nel corso della seduta) Luongo.

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ATTO CAMERA

ODG IN ASSEMBLEA SU P.D.L. 9/03638/026

Dati di presentazione dell'atto

Legislatura: 16

Seduta di annuncio: 360 del 28/07/2010

Firmatari

Primo firmatario: MARSILIO MARCO

Gruppo: POPOLO DELLA LIBERTA'

Data firma: 28/07/2010

Stato iter:

IN CORSO

Partecipanti allo svolgimento/discussione

PARERE GOVERNO

28/07/2010

CASERO LUIGI

SOTTOSEGRETARIO DI STATO ECONOMIA E FINANZE

Fasi iter:

ACCOLTO IL 28/07/2010

PARERE GOVERNO IL 28/07/2010

RINVIO AD ALTRA SEDUTA IL 28/07/2010

Atto Camera

Ordine del Giorno 9/3638/26

presentato da

MARCO MARSILIO

testo di

giovedì 29 luglio 2010, seduta n.361

La Camera,

premesso che:

la legge 24 dicembre 1993, n. 537, all'articolo 9, comma 7, ha previsto che: « Entro il 31 marzo di ciascun anno, il Ministro della difesa, sentite le competenti Commissioni permanenti della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica, definisce con proprio decreto il piano annuale di gestione del patrimonio abitativo della Difesa, con l'indicazione dell'entità, dell'utilizzo e della futura destinazione degli alloggi di servizio, nonché degli alloggi non più ritenuti utili nel quadro delle esigenze dell'Amministrazione e quindi transitabili in regime di locazione ovvero alienabili, anche mediante riscatto. Il piano indica altresì i parametri di reddito sulla base dei quali gli attuali utenti degli alloggi di servizio, ancorché si tratti di personale in quiescenza o di vedove non legalmente separate né divorziate, possono mantenerne la conduzione, purché non siano proprietari di altro alloggio di certificata abitabilità. I proventi derivanti dalla gestione o vendita del patrimonio alloggiativo sono utilizzati per la realizzazione di nuovi alloggi di servizio e per la manutenzione di quelli esistenti»;

con l'articolo 43 della legge del 23 dicembre 1994, n. 724, è stata stabilita l'entità del canone da corrispondere da parte degli utenti, calcolato sulla base dell'equo canone;

in applicazione di tali norme, la possibilità di mantenere la conduzione dell'alloggio oltre i limiti regolamentari, è stata successivamente ampliata agli utenti il cui nucleo familiare convivente comprenda un portatore di handicap grave;

l'articolo 6, comma 21-quater, del decreto-legge in esame recita che: «Con decreto del Ministero della difesa, adottato d'intesa con l'Agenzia del demanio, sentito il Consiglio centrale della rappresentanza militare, si provvede alla rideterminazione, a decorrere dal 1o gennaio 2011, del canone di occupazione dovuto dagli utenti non aventi titolo alla concessione di alloggi di servizio del Ministero della difesa, fermo restando per l'occupante l'obbligo di rilascio entro il termine fissato dall'Amministrazione, anche se in regime di proroga, sulla base dei prezzi di mercato, ovvero, in mancanza di essi, delle quotazioni rese disponibili dall'Agenzia del territorio, del reddito dell'occupante e della durata dell'occupazione. Le maggiorazioni del canone derivanti dalla rideterminazione prevista dal presente comma affluiscono ad apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello Stato, per essere riassegnate per le esigenze del Ministero della difesa»,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità di garantire, agli utenti che non superano la soglia di reddito familiare annuo lordo stabilita annualmente dal Ministro della difesa con il decreto emanato ai sensi dell'articolo 9, comma 7, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, l'applicazione del canone così come definito con l'articolo 43 della legge 23 dicembre 1994, n. 724, mirando a contemperare le esigenze dell'amministrazione con le condizioni sociali degli utenti.

9/3638/26. (Testo modificato nel corso della seduta) Marsilio.


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