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Associazione per i Militari Democratici
WikiLeaks, ecco i documenti sull'Italia in Iraq PDF Stampa E-mail

Il caso Nicola Calipari, la battaglia di Nassirya e la morte di Salvatore Marracino. Tra i quasi 400mila rapporti sulla guerra pubblicati sul sito ce ne sono alcuni che riguardano il nostro paese.

"Queste rivelazioni hanno a che fare con la verità", ha detto Julian Assange, fondatore di WikiLeaks, presentando al mondo l'ultimo scoop realizzato dalla sua organizzazione: 391.832 rapporti sulla guerra in Iraq a cui finora i media non avevano avuto accesso. Grazie a queste informazioni, e attraverso il meticoloso lavoro di ricerca condotto dalle testate giornalistiche (tra cui spiccano New York Times,Guardian e Spiegel) di tutto il mondo e da chiunque sia disposto analizzare i file liberamente disponibili in rete, Assange è convinto che emergeranno aspetti nascosti di una guerra che è già costata la vita a109mila persone. Un'operazione trasparenza che riguarda, seppur in piccola parte, anche il nostro Paese e che potrebbe portare alla luce nuovi elementi man mano che i media italiani scaveranno nei documenti messi a disposizione da WikiLeaks. Le prime analisi, intanto, hanno permesso di fare emergere ulteriori dettagli (seppur non sempre chiarificatori e definitivi) su alcuni episodi controversi del nostro coinvolgimento nelle operazioni belliche irachene, a cominciare dalla morte di Nicola Calipari. Vediamoli.

Una macchina piena di esplosivo

Una nota datata 1 novembre 2005, come si legge su WikiLeaks, aggiunge un particolare inedito alla vicenda che ha portato alla morte dell'agente del Sismi, ucciso presso un checkpoint americano il 4 marzo del 2005 mentre era in missione per riportare in Italia la giornalista de il manifesto Giuliana Sgrena rapita a Baghdad un mese prima. Secondo quanto affermato nel documento, un capo terrorista, Sheik Husain, definito "ex leader della cellula di Baghdad di al-Qaeda", avrebbe avvertito il ministero dell'Interno iracheno che la macchina su cui viaggiavano l'agente segreto e la reporter conteneva dell'esplosivo pronto per l'attentato. Questo fatto, se accertato, potrebbe servire a contestualizzare la dinamica dell'incidente: se i soldati Usa presenti al posto di blocco fossero stati a conoscenza dell'informazione (ma non c'è conferma di questa ipotesi nei documenti) il ricorso repentino al fuoco riceverebbe una spiegazione ulteriore. Tuttavia, per quanto aggiunga un altro tassello a quelli già accertati dalle relazioni delle commissioni di inchiesta italiana e americana, il particolare della macchina imbottita di esplosivo non è certo risolutivo e non convince la stessa Sgrena. La giornalista lo giudica troppo coerente con la "versione americana dei fatti", quella che - ha scritto in un commento pubblicato sul manifesto del 24 ottobre scorso - "gli Stati Uniti hanno sempre sostenuto per giustificare la sparatoria e l'uccisione del numero due della sicurezza di un paese alleato". Insomma, i dubbi, da qualsiasi parte si guardi la vicenda, rimangono.

La morte di Salvatore Marracino

Le incertezze non scompaiono nemmeno per quanto riguarda il decesso del sergente della Folgore Salvatore Marracino, avvenuto nel marzo 2005, e anch'esso documentato nei rapporti di WikiLeaks. I documenti messi a disposizione dal sito danno nuova linfa alle perplessità sulla versione dell'accaduto fornita dai militari alla famiglia: quella della morte provocata dallo stesso milite. "A noi hanno sempre detto che Salvatore è morto per un incidente causato dalla sua arma", ha affermato la madre del sergente della Folgore, Maria Luigia Grosso. In due carte (qui e qui) svelate dal sito degli informatori si legge che il 15 marzo 2005 "alle ore 13, (un militare italiano) stava prendendo parte a un'esercitazione di tiro a Nassiriya. E' stato accidentalmente colpito (alla testa)". Una formulazione che lascia aperta la porta alla possibilità che il proiettile che ha ucciso Marracino sia partito dall'arma di un commilitone. Il procuratore militare di Roma, Marco De Paolis, ha comunque confermato la versione ufficiale.

La battaglia di Nassiriya

Una possibile discrepanza tra la versione fornita dai militari e la realtà interessa infine la "battaglia dei lagunari" sui ponti di Nassiriya avvenuta nell'agosto del 2004 quando un veicolo guidato da iracheni fu colpito dal fuoco dei militari italiani ed esplose. Secondo quanto si legge in due rapporti (qui e qui) presenti nel database di WikiLeaks il mezzo "non si è fermato a un check point" e, dopo il fuoco dei soldati, "è saltato in aria", cosa che ha indotto gli italiani a "ritenere che si trattasse di un veicolo con esplosivo a bordo". Nei documenti non si dice che il mezzo avrebbe aperto il fuoco, cosa sostenuta dai soldati, che hanno affermato di avere risposto a un attacco armato. Secondo il ministro della Difesa La Russa, comunque, dai file non emergerebbe "alcuna novità".


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
riflessioni sull'attuale momento politico, le mancate riforme ed il rischio del venir meno i controlli democratici PDF Stampa E-mail

Il "vuoto politico" che mette in naftalina i controlli democratici

Quale quadro politico potrebbe essere più "propizio"  dell'attuale, ad un arretramento dei diritti e delle conquiste democratiche nelle forze armate?

Purtroppo non si può essere molto ottimisti.

Le cronache che rovesciano  nelle redazioni dei giornali notizie di collusioni inquietanti fra politica, mondo economico e malavita, i dossier, le agitazioni negli schieramenti politici tutti presi nell'attrezzarsi all'eventualità del voto, un giorno annunciato e l'altro rimandato...Una politica  "arraffona" che merita in gran parte, diciamolo senza mezzi termini, il discredito di cui è circondata e che rinuncia all'esercizio nobile del bene comune, in nome di una ben più prosaica volontà di sopravvivenza...

Un parlamento impantanato, "appeso" ad una agenda politica che dimentica i problemi del Paese e - se  tenta di affrontarne alcuni - spesso lo fa con  disattenzione e  superficialità .

La lettura dei resoconti parlamentari delle Commissioni e dell'Aula ci rivelano lo scarso spessore degli interventi politici e  sciatteria nell' approfondire i temi in discussione.

A volte non è nemmeno ben chiaro il tratto che divide le valutazioni della maggioranza da quelle dell'opposizione, tanto deboli sono le argomentazioni di quest'ultima, nel contrastare le "derive" antidemocratiche contenute in alcuni provvedimenti governativi....

Il sussulto, troppo  spesso, arriva soltanto a ridosso di manifestazioni dei cittadini che si inventano ormai di tutto per risvegliare le forze politiche dal loro torpore .

I nostri rappresentanti in Parlamento scendono in piazza, si fanno vedere tra i manifestanti, catturati da qualche telecamera, scambiano poche  parole con i manifestanti e poi si rinchiudono nuovamente nel Palazzo ad aspettare, sugli scranni parlamentari, il loro turno per pigiare un pulsante...approvando o respingendo un provvedimento di cui magari non conoscono nemmeno il contenuto...

Nessuna assunzione di responsabilità li sfiora e spesso dimostrano una impreparazione che lascia sbigottiti. Ma del resto, gran parte di loro debbono semplicemente adattarsi ad un ruolo di comparsa che le segreterie di partito gli hanno affidato, assicurandogli un posto in lista.

Con uno stato d'animo abbastanza rassegnato,  leggiamo quindi  il resoconto della commissione affari costituzionali del 22 settembre scorso laddove,  il senatore Saltamartini che fino a "ieri" militava in un sindacato, relazionando sulla riforma della rappresentanza arrivata dalla commissione difesa per il parere, afferma che:

...." benché il diritto di associazione sia riconosciuto a tutti i cittadini, ai sensi dell'articolo 18 della Costituzione, per particolari forme associative occorre tenere conto, come ha rilevato la Corte costituzionale, della peculiarità del servizio reso in un ambiente speciale quale quello militare, necessariamente caratterizzato da coesione interna e neutralità..."

E sempre più sconfortati, scorrendo la lettura, apprendiamo che - udite udite - per il Senatore appare "irragionevole la norma sul divieto di rielezione dei delegati dopo due mandati consecutivi, dal momento che la rappresentanza del personale militare è una specie di rappresentanza di interessi che sarebbe irragionevolmente limitata in una forma che allude a regole poste di norma per la rappresentanza politica...."

Una "specie" di rappresentanza di interessi? Oddio, Cosa vuol dire il Sen. Saltamartini?  Che la possibilità di rappresentare gli interessi del personale sarebbe irragionevolmente limitata dal "numero  dei mandati" e non piuttosto dalla pesantezza delle norme e dai forti limiti che fanno, del testo di riforma proposto dal relatore di maggioranza sen. Galioto , un progetto conservatore e decisamente involutivo?

Comprendiamo meglio perché il sen. Saltamartini definisce  la RM, "una specie" di rappresentanza di interessi, quando egli si spinge a ritenere "inopportuni gli emendamenti presentati al testo, tendenti ad  attribuire ai Cocer competenze in materia di stato giuridico e avanzamento del personale e competenze dirette, e non solo propositive, in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro".

Se non deve occuparsi di materie come le carriere o lo stato giuridico, o di salute e  sicurezza, di cosa dovrebbe occuparsi una rappresentanza degna di questo nome?

Appunto: una "specie" di rappresentanza...

Non meno deludenti le osservazioni  dell'opposizione rispetto alle valutazioni del relatore Saltamartini;  il senatore Ceccanti   si limita a : "Condividere  la proposta di parere avanzata dal relatore, in particolare il rilievo riferito all'articolo 12, comma 3, circa l'irragionevole previsione del divieto di rielezione dopo due mandati consecutivi, che, a suo avviso, appare incongrua, tenendo conto della natura della rappresentanza del personale militare..."

Tutto qui....

Possiamo nutrire la speranza che, nella commissione Difesa dove si svolge il dibattito sulla riforma,  ci sia una attenzione diversa ed un livello di dibattito un po' più elevato? Che la maggioranza non blindi il progetto di riforma e che l'opposizione non si rassegni all'idea che...poco si potrà fare perche..."Tanto hanno i voti per approvarla...".

Potremmo suggerire a quest'ultima,  un livello di mobilitazione diverso se si volesse veramente imporre un ripensamento sul testo; uscire dal Palazzo e confrontarsi con i cittadini militari  i quali - la mancanza di uno strumento efficace di tutela -  la stanno pagando sulla propria pelle (con  una finanziaria  iniqua che ha colpito  le classi sociali più deboli (tra cui il personale delle forze di polizia e delle forze armate), nonostante  la norma sulla specificità approvata dal Parlamento.

"Una norma con la quale , (afferma sempre il sen. Saltamartini)  ....il comparto esce virtualmente dal pubblico impiego per attestarsi su un principio di riconoscimento che dovrà tradursi in successivi atti..." che saranno alimentati da un fondo che sarà costituito sulla base di un odg  accolto da governo come raccomandazione (?)  "il quale  prevede la possibilità di uno stanziamento del cinque per cento delle infrazioni al codice della strada, accertata dai corpi di polizia...."

Ecco, appunto, ce lo conferma il senatore:  è proprio VIRTUALE la possibilità di veder realizzata la specificità del Comparto!!

Non è virtuale invece, l'entrata in vigore del nuovo codice  dell'ordinamento militare che una  delega legislativa prevedeva come testo di semplificazione normativa  ma che, nei suoi 2272 articoli, nasconde più di una inaspettata ed amara sorpresa per il personale come quella che va a toccare  le norme sulla  libertà di espressione, sulla partecipazione  a riunioni  e manifestazioni politiche e sindacali, sul regolamento di disciplina in materia di richiami verbali...Anche se,  gli effetti giuridici conseguenti a questo provvedimento di portata enorme emergeranno, probabilmente,  poco a poco.

Vogliamo poi parlare della proposta di legge  in gestazione, che prevede  un ampliamento dei reati sottoposti al Codice penale militare?

O di un modello di Difesa di cui non si conosce il progetto complessivo, mentre il governo sta procedendo  alla sua definizione  pezzo per pezzo, con  provvedimenti sui quali - peraltro -  il Parlamento è chiamato a dare solo dei pareri consultivi?

La distrazione politica, rispetto al quadro sopra descritto per sommi capi, è inquietante e lo è ancor di più se essa ignora anche i richiami che provengono dall'Europa attraverso risoluzioni e raccomandazioni ratificate dai nostri parlamentari a Bruxelles, ma disattese dal Parlamento italiano.

Cosa aspettarsi ancora?

Torniamo allora, all'apertura  di questa nota. Ovvero al fatto che l'instabilità del quadro politico - nelle fumisterie  degli  schieramenti - completi l'opera di arretramento democratico consentendo con un compiacente disinteresse  - che dura  ormai da anni - il perseguimento di un obiettivo preciso: quello di  tornare a fare, dell'istituzione militare, un corpo separato della società.

Ecco la politica dei fatti e quella delle alchimie...in un paese in cui tutto cambia  affinchè  nulla cambi. Dove sul versante normativo e legislativo troneggia  un ordinamento fatto di regole  che si elidono a vicenda e che in conclusione permettono a chiunque di  fare i propri comodi, mentre assistiamo alla ipertrofia di  istituzioni come il Parlamento,  dove sono  gli stessi "guardiani delle regole" a non pestarsi i piedi  l'uno con l'atro,  con buona pace dell'efficacia dei controlli democratici su ciò che esce dalle aule parlamentari.

Lo strapotere dei partiti che hanno "occupato" le istituzioni  facendo da mantello ad un sistema che protegge le sue classi dirigenti  e lascia  a mani nude i cittadini, ci lascia in eredità  una miscela di interessi e connivenze che stanno fiaccando il Paese creando un clima ed un ambiente favorevole all'impunità ; un sistema in cui ci si adatta, in cui ci si genuflette  davanti al potere del più forte.

Il quadro si completa quando, una politica di tagli indiscriminati va a toccare nel vivo le istituzioni preposte alla difesa della legalità come i Corpi di polizia e la Giustiza. Ciò a cui  assistiamo è la drastica riduzione dei controlli pubblici  a vantaggio di una politica fatta di slogan e di messaggi mediatici...Le ronde, i militari nelle strade....

Una Politica che soddisfa  l'egocentrismo di  qualche ministro, ma che non  lascia sui territori presidi di legalità.

Ecco. Una  funzione parlamentare  ridotta a pure routine di potere, senza respiro, senza ricambio, senza più uno straccio di elaborazione ed   una politica rinsecchita  a solo mestiere, può riservarci amare sorprese. A ciascuno di noi è affidato il compito di reagire, perché il momento delle parole, delle volontà di impegnarsi domani, delle belle frasi fatte, è esaurito.  Rifiutiamo l'omologazione al ribasso per salvarci dal buio in cui oggi affondano le nostre speranze.

Non ci sono più rendite di cui usufruire perché in un vuoto di idee e di politica , può accadere di tutto.

Antonella Manotti


Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Grazie alle iniziative di CASADIRITTO qualcosa si muove ... PDF Stampa E-mail

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QUALCHE SPERANZA PER LA SETTIMANA CHE SI APRE

INTANTO A TARANTO ACCELERANO I TEMPI:

"A FAR DATA ..." L'IMPORTO NON IMPORTA

Notizie e boatos si stanno rincorrendo. La settimana che si apre diciamo subito che sarà molto importante. Infatti, grazie all'iniziativa incessante di CASADIRITTO, in Parlamento saranno presentate nuove proposte tendenti a migliorare la situazione esistente.

Da parte di altri soggetti , altrettanta voglia di fare.

Questo "tourbillon" si concretizzerà presumibilmente con la presentazione di Atti Ispettivi (mozioni, interrogazioni,interpellanze) unitamente all'iniziativa concomitante di un importantissimo Comune d'Italia, affinché la Difesa provveda a smussare le norme vessatorie e perverse che penalizzano migliaia di famiglie concessionarie.

Ora il pericolo maggiore è rappresentato, a breve scadenza, dagli sfratti e dall'applicazione dell'art. 6 - 21 quater che ridefinirà i canoni ai valori di mercato a decorrere dal 1/1/2011.

Anche l'attività dell'Amministrazione Difesa è frenetica. Si succedono ordini a scadenza continue ma tutto nella massima segretezza. Ma si sa purtroppo le notizie viaggiano lo stesso.

Così è stata appena costituita una "Cellula di coordinamento interforze", con compito di "favorire l'unitarietà di indirizzo". Le scadenze sono già scritte e i criteri ed i parametri da applicare sono già dettagliati minuziosamente.

A tal proposito avremo modo di entrare nel merito. CASADIRITTO sta effettuando le opprtune verifiche.

Ora c'è una piccolissima pausa, speriamo che in questi giorni qualche segnale arrivi.

Per ora, questa settimana dovranno maturare (ed è quasi un miracolo) tutti gli Atti formali che siamo stati capaci di costruire. Vedremo alla verifica dei fatti.

Vi assicuriamo che non è poco.

Intanto un Comando della Marina, a Taranto, dopo 70 giorni dall'approvazione, della Legge Finanziaria, arriva per primo. Ci risulta che agli utenti di Taranto già è stata inoltrata la comunicazione dell'applicazione di un canone di occupazione a con decorrenza 1/1/2011 e contestuale l'obbligo di rilascio.

Grazie tanto, questo lo sapevamo già da luglio, ma per loro l'importo dei canoni è solo un dettaglio, ci sarà tempo per fare il Decreto, per poi comunicarlo agli utenti e pagare gli arretrati.

Noi in quanto "occupanti" non abbiamo titolo a saperlo per tempo. L'importante dice la lettera "che a far data dal 1 gennaio 2011".

L'importo dei canoni che dovranno pagare le famiglie è un dettaglio secondario (sic)!

Roma 11-10-2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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IL CAMPIDOGLIO ANNUNCIA UNA INIZIATIVA "AL DI LA DEI MAGHEGGI LEGISLATIVI....": SQUILLERA' FINALMENTE IL TELEFONO DI CASADIRITTO ?

Viene a completarsi, con la lettera che riportiamo appresso, la straordinaria e variegata galleria, costruita dalle famiglie degli utenti, attraverso lettere aperte al Ministro della Difesa, ove vengono colti tutti gli aspetti non solo umani, ma anche tecnicamente motivati. Le famiglie, a cui CASADIRITTO ha dato voce, si rivolgono al loro Ministro della Difesa con passione, sentimento ed anche con delusione, talvolta anche con eccessi verbali comprensibili in questo momento, ma sempre con profondo senso delle Istituzioni. Sono persone che sono disabituate a questo confronto inedito, proprio perché nel corso della loro vita militare mai avevano pensato di arrivare a cimentarsi, seppure per via epistolare con il loro Ministro.

Sono usciti o stanno per uscire da quel rapporto con il mondo militare che ha rappresentato una sintesi formidabile della loro vita (valori, lavoro, senso dello Stato).

Ora si vedono crollare tutto, colpiti al cuore attraverso provvedimenti legislativi che vedono iniqui, ostili, che ledono diritti preesistenti, che contengono a ben vedere anche contenuti che hanno il sapore della vendetta. A tal proposito anche l'Assessore al Patrimonio del Comune di Roma è rimasto perplesso dichiarando (in una intervista a "Il Tempo" di domenica 10 ottobre riportata nel nostro sito): "al di la dei magheggi legislativi che sono stati fatti, anche un po' sui generis..." !

A tutto questo il Ministro ha ritenuto apparentemente di tirarsi fuori, senza tanta pubblicità, senza nessuna dichiarazione.

Non ha dichiarato nulla . Ha firmato tutto. Forse ha avvertito che quel problema era una brutta carta.

Un paio di anni fa ad EXIT (la trasmissione su LA 7 condotta dalla D'AMICO) che noi di CASADIRITTO ricordiamo per la presenza oltre del Ministro, di un generale (allora in servizio che si professava "editorialista" di un giornale economico con tanto di targa sulla scrivania) e per la  pesantissima censura operata nei confronti del Coordinatore Boncioli, presente nei servizi registrati; il Ministro se la cavò con un paio di battute cameratesche e scherzose. Poi il silenzio. Assoluto.

Seguirono migliaia di fax, lettere, e mail. Ora cosa rimane ?

Rimane una piccola via d'uscita, ma assolutamente decisiva: il Decreto sui canoni di mercato, dal 1° gennaio 2011, previsto dall'art. 6 . comma 21 quater della Finanziaria 30 luglio 2010.

CASADIRITTO ha già sensibilizzato le Istituzioni, Camera, Senato, il più grande Comune d'Italia, Roma sta per presentare un documento indirizzato al Ministro.

CASADIRITTO in queste ore attende un segnale. Arriverà dal Ministro La Russa, Ministro della Difesa ? CASADIRITTO lascerà da ora in poi e nei prossimi giorni la linea libera.

Squillerà il telefono ?

Roma 14 -10- 2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO

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NON FACCIAMOCI INTIMIDIRE

Tra la notte di venerdì 15 e sabato 16 ottobre si sono verificati seri inconvenienti nel sistema informatico di CASADIRITTO: E' stata resa inutilizzabile la posta elettronica. Tale blocco è tuttora non risolto. Questi metodi, che crediamo non siano casuali, sono di rilevanza penale (lo ricordiamo agli Autori). Sono contrari ad ogni forma di civiltà, anche se pensiamo, frutto di lucida consapevolezza. Dopo quanto accaduto, che ci provoca un senso di gran pena, siamo convinti ancora di più dell'utilità dell'azione di CASADIRITTO nell'estremo tentativo di dare un contributo che possa rendere meno traumatica possibile la soluzione nella attuale fase in cui si possono trovare vie d'uscita a leggi e regolamenti che sembrano accanirsi contro le nostre famiglie.

Siamo confortati dalla solidarietà che certamente non mancherà.

La Segreteria

Sergio Boncioli

Aniello Formisano

Vincenzo Casaburri

Errico Belli

Antonio Carangelo

Benedetto Franchitto

Luigi Di Bartolomeo

Roma li 17 ottobre 2010

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CASADIRITTO DA' I NUMERI: BREVE CORSO DI FORMAZIONE E DI INFORMAZIONE

In premessa CASADIRITTO con questi dati, vuole rivolgersi a chi già li conosce per far riflettere e a chi non ne é a conoscenza per evitare che si parli a vanvera.

1. ALLOGGI DI SERVIZIO

  • ASIR               47
  • ASI                 8.445
  • AST                9.429
  • ASGC             526

Tot. 18.447 (1)

Di cui

Vuoti 1.619

Vuoti in att. finanz. 2.036

Tot:3.665*

* data rif.to 1.1.07, al 2010 arr. a 4.000

(1) di cui: alloggi di servizio non più utili alle esigenze istituzionali n: 3.439

Se ne prevede l'alienazione ai sensi della Legge 244 del dicembre 2007. Le vendite previste saranno effettuate dopo il decreto di passaggio a bene disponibile dello Stato, con le modalità previste dal Decreto Ministro della Difesa 18 maggio 2010 pubblicato sulla G.U. il 20 luglio 2010, o con la vendita diretta o con la vendita all'asta (art.8 del Regolamento).

2. ALLOGGI CONDOTTI DA UTENTI CON TITOLO SCADUTO

  • fascia protetta  (Legge 537 art. 9 comma 7)                2.036
  • in servizio                                                                   1.713
  • in pensione                                                                 1.151
  • estraneo all'A.D.                                                        217

Tot. 5.117

3. QUOTA PATRIMONIO

  • in titolo                                                10.165 (66,5%)
  • fascia protetta                                                 2.036 (13,3%)
  • fascia non protetta                                           3.081 (20,2%)

4. MEDIA SUPERFICIE ALLOGGIO: mq. 71,46

5. CANONI (media mensile euro)

  • in titolo (media ASI - AST)                            86
  • fascia protetta                                                 250
  • fascia non protetta       + 20%                         300

+ 50%                         375

6. INDENNITA' (RIMBORSO) DI TRASFERIMENTO

(Legge 86 del 2001)

Rimborso del 90% del canone mensile per alloggio privato fino ad un massimo di 750 euro mese per 3 anni.

7. CONSIDERAZIONI

La parte stragrande del gettito dei canoni proviene dai sine titulo.

L'Amministrazione Difesa non ha mai erogato mutui al personale in servizio, come la legge obbligava (Legge 724 art. 43  del 1994) che prevede l'accantonamento e la distribuzione delle somme dei canoni versati dai sine titulo, pari al 15% dell'intero ammontare. L'Amministrazione della Difesa non ha mai risposto di questa grave (soltanto?) inadempienza. Possibile che nessuno sappia niente. Eppure c'è la Legge, c'è chi paga, ci sono i soldi. Ripetiamo ancora: perché i mutui non sono stati erogati e non vengono erogati al personale in servizio?

Il differenziale tra AST e ASI tende ad annullarsi a favore di questi ultimi. E' noto che gli alloggi ASI danno un gettito assolutamente inferiore a quello degli AST. Questo aumenta ulteriormente il deficit gestionale.

8. Con la "cacciata" già programmata del sine titulo per effetto dei recuperi coatti (a Roma già iniziati), si prevede:

-         riduzione verticale del gettito, malgrado i previsti aumenti dei canoni di mercato;

-         aumento clamoroso di ulteriori alloggi vuoti, a causa della mancanza dei necessari finanziamenti per manutenzione o ristrutturazione.

9: CONCLUSIONI

Il "magheggio giuridico" come lo definisce un importante Assessore al Patrimonio di un importantissimo Comune d'Italia in derivazione dei canoni di mercato e degli sfratti, anziché provocare aumento del gettito, ne provocherà la diminuzione, perché gli utenti andranno via. A meno che il previsto Decreto sui canoni non contenga alcune proposte che CASADIRITTO si accinge ad avanzare al Sottosegretario Crosetto. Se e quando ci sarà l'incontro.

Roma 17-10-2010

Sergio Boncioli

Coordinatore Nazionale CASADIRITTO



Le droghe sono cari, è per questo che alcuni pazienti non possono comprare le medicine di cui hanno bisogno. Tutti i farmaci di sconto risparmiare denaro, ma a volte le aziende offrono condizioni migliori rispetto ad altri. Circa il venti per cento degli uomini di età compresa tra 40 e 70 non erano in grado di ottenere l'erezione durante il sesso. Ma non è una parte naturale dell'invecchiamento. Questioni come "Comprare kamagra oral jelly 100mg" o "Kamagra Oral Jelly" sono molto popolari per l'anno scorso. Quasi ogni adulto conosce "kamagra 100mg". Le questioni, come "Comprare kamagra 100mg", si riferiscono a tipi diversi di problemi di salute. In genere, avendo disordine ottenere un'erezione può essere difficile. Prima di prendere il Kamagra, informi il medico se si hanno problemi di sanguinamento. Ci auguriamo che le informazioni qui risponde ad alcune delle vostre domande, ma si prega di contattare il medico se si vuole sapere di più. personale professionale sono esperti, e non saranno scioccati da tutto ciò che dici.

 
Quattro italiani uccisi in Afghanistan, i soldati vittime di un'imboscata: sparatoria dei guerriglieri dopo l'esplosione di un ordigno. Sono alpini e facevano parte di una colonna diretta nella zona di Farah. Un quinto soldato è rimasto ferito PDF Stampa E-mail
Quattro soldati italiani sono morti e un quinto è rimasto ferito nel corso di un'imboscata avvenuta poco dopo le 9.45 (le 7.45 in Italia) contro un'autocolonna di una sessantina mezzi militari italiani che si stava recando nella valle del Gullistan, nella provincia di Farah, per trasportare il materiale necessario per la costruzione di una base avanzata.Le vittime sono tutte appartenenti al corpo degli alpini.
Secondo quanto ha spiegato il gen. Massimo Fogari, portavoce dello Stato maggiore della Difesa, l'imboscata è stata compiuta facendo esplodere un ordigno improvvisato, un cosiddetto Ied (improvised explosive device), a cui è seguito un attacco a colpi di armi da fuoco da parte di guerriglieri. Le truppe che scortavano il convoglio hanno subito reagito all'attacco e messo in fuga gli attentatori.
Le condizioni del militare rimasto ferito sarebbero particolarmente gravi anche se l'uomo risulta essere cosciente. E' stato trasportato in elicottero in un ospedale militare per le prime cure, ma nelle prossime ore potrebbe essere trasferito in una struttura più attrezzata.
Con le quattro vittime di oggi, sale a 34 il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf, nel 2004.
L'ultimo in ordine di tempo risale allo scorso 17 settembre: il tenente Alessandro Romani, incursore del Col Moschin, è deceduto dopo essere stato coinvolto in una sparatoria sempre nella provincia di Farah. L'area occidentale del Paese che si trova sotto il controllo del contingente italiano ha registrato negli ultimi tempi massicci arrivi di forze talebane, in fuga dai settori meridionali controllati dagli Usa, dalla Gran Bretagna e dall'Australia.
Non è dunque un caso che vi sia un'intensificazione di episodi che vedono coinvolti i nostri militari.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha avuto subito parole di vicinanza per le famiglie delle vittime. «Rendendosi interprete del profondo cordoglio del Paese - si legge in una nota del Quirinale - esprime i suoi sentimenti di solidale partecipazione al dolore dei famigliari dei caduti».
Dall'inizio della missione nel 2004 sono morti 34 militari italian.i Con la morte dei quattro alpini nella provincia di Farah, sale il bilancio delle vittime. Gli ultimi due anni sono stati più cruenti: già 12 uccisi nel 2010 e nove l'anno precedente
Con l'uccisione in un attentato seguito da una sparatoria di quattro alpini nella provincia di Farah, sale a trentaquattro il numero dei militari italiani morti in Afghanistan dall'inizio della missione Isaf nel 2004. Di questi, la maggioranza è rimasta vittima di attentati e scontri a fuoco, altri invece sono morti in incidenti, alcuni per malore e uno si è suicidato. Gli ultimi due sono stati gli anni più cruenti per gli italiani: già dodici le vittime in questo 2010, furono nove nel 2009.

  • Il 17 settembre viene ucciso in uno scontro a fuoco il tenente Alessandro Romani, incursore del nono regimento d'assalto Col Moschin, le forze speciali e un suo commilitone è rimasto ferito.
  • Il 28 luglio perdono la vita a una ventina chilometri da Herat, a seguito dell'esplosione di un ordigno rudimentale, il primo maresciallo Mauro Gigli e il caporal maggiore Pierdavide De Cillis.
  • Il 25 luglio muore, forse suicida, un militare italiano. Si sarebbe sparato un colpo di arma da fuoco all'interno del suo ufficio, a Kabul. Sull'episodio indagano i carabinieri della polizia militare.
  • Il 23 giugno muore a Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, il caporal maggiore scelto Francesco Saverio Positano. Ha perso l'equilibrio ed è caduto da un mezzo blindato, riportando un forte trauma cranico. Apparteneva al 32esimo reggimento genio, della brigata alpina taurinense.
  • Il 17 maggio un veicolo blindato salta in aria per l'esplosione di un ordigno nella provincia di Herat. Muoiono il sergente Massimiliano Ramadù, 33 anni, e il caporal maggiore Luigi Pascazio, 25 anni. Le vittime appartenevano al 32esimo reggimento genio della brigata Taurinense.
  • Il 26 febbraio viene ucciso Pietro Antonio Colazzo, un funzionario della Aise, l'agenzia di informazione e sicurezza esterna, nel corso di un attentato suicida compiuto dai talebani a Kabul contro due "uest house"
  • Il 15 ottobre 2009 l caporal maggiore Rosario Ponziano del quarto reggimento alpini paracadutisti muore in un incidente stradale avvenuto sulla strada che collega Herat e Shindad.
  • Il 17 settembre 2009 sei militari muoiono in un attentato suicida a Kabul, rivendicato dai talebani. Le vittime, del 186° reggimento paracadutisti folgore di stanza nella capitale, sono il tenente Antonio Fortunato, il primo caporal maggiore Matteo Mureddu, il primo caporal maggiore Davide Ricchiuto, il primo caporal maggiore Massimiliano Randino, il sergente maggiore Roberto Valente e il primo caporal maggiore Gian Domenico Pistonami.
  • Il 14 luglio 2009 muore in un attentato a 50 chilometri da Farah il caporal maggiore Alessandro Di Lisio, 25 anni. Paracadutista dell'ottavo genio guastatori della Folgore, faceva parte di un team specializzato nella bonifica delle strade.
  • Il 15 gennaio 2009 muore per arresto cardiocircolatorio Arnaldo Forcucci, maresciallo dell'aeronautica.
  • Il 21 settembre 2008 muore per un malore a Herat il caporal maggiore Alessandro Caroppo, 23 anni, dell'ottavo reggimento bersaglieri di Caserta.
  • Il 13 febbraio 2008 muore in un attacco il maresciallo Giovanni Pezzulo, 44 anni, del Cimic Group South di Motta di Livenza. L'attentato avviene a una sessantina di chilometri da Kabul, nella valle di Uzeebin, mentre i militari italiani sono impegnati in attività di distribuzione di viveri e vestiario alla popolazione della zona. Rimane ferito il maresciallo Enrico Mercuri.
  • Il 24 novembre 2007 muore in un attentato suicida nei pressi di Kabul il maresciallo capo Daniele Paladini, 35 anni. Altri tre militari rimangono feriti.
  • Il 4 ottobre 2007 muore al Policlinico militare del Celio a Roma l'agente del Sismi Lorenzo D'Auria. Il militare era stato sequestrato il 22 settembre 2007 assieme a un altro sottufficiale del servizio di sicurezza e a un collaboratore afgano, ed era stato gravemente ferito due giorni dopo, durante un'operazione delle forze speciali britanniche per cercare di liberarlo.
  • Il 26 settembre 2006 perdono la vita i caporal maggiori Giorgio Langella, 31 anni, e Vincenzo Cardella 15, in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul. I due militari appartenevano alla 21^ compagnia del secondo reggimento alpini di Cuneo.
  • Il 20 settembre 2006 muore in un incidente stradale, a sud di Kabul, il caporal maggiore Giuseppe Orlando, 28 anni. Faceva parte della 22^ compagnia del secondo reggimento alpini di Cuneo.
  • Il 2 luglio 2006 il tenente colonnello Carlo Liguori, 41 anni, è stroncato da un attacco cardiaco a Herat.
  • Il 5 maggio 2006 in seguito all'esplosione di un ordigno lasciato lungo una strada nei pressi di Kabul, muoiono il tenente Manuel Fiorito, 27 anni, e il maresciallo Luca Polsinelli, 29 anni, entrambi del secondo reggimento alpini. I due soldati si trovavano a bordo di due veicoli blindati "puma", a sud-est della capitale afgana, quando sono stati investiti dall'esplosione.
  • L'11 ottobre 2005 muore il caporal maggiore Michele Sanfilippo, 34 anni. Sanfilippo, effettivo al quarto reggimento genio guastatori di Palermo, viene ferito con un colpo alla testa, partito accidentalmente, nella camerata del battaglione genio a Kabul. Muore poco dopo il ricovero in ospedale.
  • Il 3 febbraio 2005 l'ufficiale di marina Bruno Vianini perde la vita nello schianto di un aereo civile sul quale viaggiava, tra Herat e Kabul. Il capitano di fregata aveva 42 anni.
  • Il 3 ottobre 2004 il caporal maggiore Giovanni Bruno, 23 anni, del terzo reggimento alpini, è vittima di un incidente stradale mentre si trova a bordo di un mezzo dell'esercito nel territorio di Sorobi, a 70 chilometri da Kabul. Nell'incidente rimangono feriti altri quattro militari.

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DIFESA: IN ARRIVO CODICE ORDINAMENTO MILITARE E TESTO UNICO DISPOSIZIONI REGOLAMENTARI PDF Stampa E-mail
La disciplina della difesa e della sicurezza militare dello Stato, della politica e dell'organizzazione militare, e l'organizzazione e il funzionamento del Ministero della difesa e delle Forze armate sono state raccolte in un Codice dell'Ordinamento militare e in un Testo unico delle disposizioni regolamentari. Entrambi i testi, che rientrano nella procedura di semplificazione e riordino della normativa vigente in Italia, dovrebbero entrare in vigore il 9 ottobre prossimo. Il codice legislativo, composto di 2272 articoli, è articolato in nove libri: organizzazione e funzioni; beni; amministrazione e contabilità; personale militare; personale civile e personale ausiliario delle forze armate; trattamento economico, assistenza e benessere; trattamento previdenziale e per le invalidità di servizio; servizio militare e servizio degli obiettori di coscienza in tempo di guerra o di grave crisi internazionale; disposizioni di coordinamento, transitorie e finali. Il Testo unico regolamentare è organizzato su 1097 articoli complessivi suddivisi in nove libri, e ricalca l'impostazione e la ripartizione del codice delle norme di rango primario.

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