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Associazione per i Militari Democratici
La Ccil e le associazioni del personale del Comparto Difesa esprimono preoccupazione sul processo di democratizzazione delle Rappresentanze Militari. Presentata una richiesta di audizione alla Commissione Difesa PDF Stampa E-mail

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Riforma Rappresentanza militare: Cgil, e le associazioni del Comparto Difesa chiedono un incontro a Parlamento
"Necessario superare attuale sistema rendendolo più moderno e democratico"

La Cgil e le associazioni rappresentative di militari del Comparto Difesahanno inviato una lettera al Comitato Ristretto della Commissione Difesa, incaricato di predisporre il testo di riforma della Rappresentanza militare, al Presidente della Commissione stessa e ai Presidenti dei Gruppi Parlamentari per chiedere un incontro e un intervento volto alla democratizzazione delle Forze Armate e al rispetto del diritto di libertà sindacale.
"Dopo la fase caratterizzata dalla presentazione di otto proposte di legge sul processo riformatore della Rappresentanza delle Forze Armate - si spiega nella missiva -  si apre adesso la fase nella quale il Parlamento è chiamato a produrre una sintesi arrivando, se possibile e come da noi auspicato, ad un testo unificato". "A tale proposito - continuano Cgil e le associazioni - facciamo presente la necessità di superare l'attuale sistema di rappresentanza militare rendendolo più moderno e adeguato ai processi democratici che in questi anni si sono affermati e consolidati in Europa".
Il sindacato di corso d'Italia e le associazioni ricordano che "recenti sentenze della Corte di Strasburgo hanno indicato con chiarezza l'esigenza di salvaguardare, nell'ambito della legislazione dei paesi membri, il pieno diritto di libertà sindacale", e per questo ritengono che l'attuale disciplina abbia bisogno di "un coerente adeguamento a quegli indirizzi superando le norme attuali che relegano i Cocer a mero organismo consultivo".
"Ci auguriamo - si legge nella lettera - che si proceda speditamente in tal senso, cogliendo esigenze che gli operatori delle Forze Armate manifestano ormai da tempo e che coincidono con la necessità di realizzare, nell'interesse del Paese, quel processo di democratizzazione delle Forze Armate ormai improcrastinabile". "Al fine di meglio rappresentare queste esigenze - concludono Cgil,  le associazioni scriventi - siamo a chiederVi la disponibilità di un incontro".


Ufficio Stampa CGIL Nazionale
Corso d'Italia, 25 - 00198 ROMA
tel. 06 8476349

 
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PERCHE’ EFFETTUARE UN VERSAMENTO VOLONTARIO PER CASADIRITTO PER CONTINUARE A SPERARE , OPPURE PER CONSOLIDARE  I DIRITTI FONDAMENTALI.  COMUNQUE  IL  SALDO  PER DIRITTI E VALORI PER UTENTI E FAMIGLIE  SARA’  SEMPRE ATTIVO
Con il nuovo Decreto M. Difesa del 24 luglio u.s., sono stato acquisiti o consolidati nuovi spazi di diritti fondamentali , piccoli o grandi che siano, per gli utenti degli alloggi della Difesa, sia in servizio che in quiescenza. Si estendono e si consolidano  come risulta anche  in relazione al precedente Decreto del 7 maggio 2014, che pure era già profondamente innovativo. Entrambi potrebbero aprire in un prossimo futuro  nuovi spazi per altri casi. Il tutto si riassume anche in meno possibilità di vessazioni, meno abusi, meno prepotenza,  meno opacità, ma anche più rispetto, più dignità. In  tutti i  casi,  Stati Maggiori, Comandi Centrali e Periferici, tutti quanti dovranno attenersi, in quanto responsabili di amministrare un bene comune, ad una maggiore considerazione di quanti utenti e loro famiglie, abitano gli alloggi della Difesa. Il loro concetto di “ cosa loro” , per chi tale lo considera, comincia a vacillare. Ma non  sarà facile, anzi è ancora una speranza per poterlo realizzare completamente. CASADIRITTO in tutto questo  è stato sempre presente. Prima già dal 1991, poi in tutto questo periodo,per il presente e poi se ne saremo capaci, ci saremo ancora.  Ma per il futuro ci sono molte incognite, ma questo vale per tutti e per tutto. Parte fondamentale sarà come sempre, la partecipazione delle famiglie e il loro sostegno, da manifestarsi anche tramite  un versamento volontario , in quanto essenziale per la semplice esistenza,  da concretizzare in una quota che essi stessi stabiliranno per sostenere le attività del nostro Comitato CASADIRITTO. Ricordiamo soltanto che le nostre iniziative e risultati non trovano riscontro  in altre pur auspicabili  ma non esistenti forme associative, ma anche in Organi istituzionali come il COCER , con il quale CASADIRITTO ha tentato continuamente un coinvolgimento, forse perché nessun altro si avventura in quella “giungla” metaforica ma non tanto, tenendo sempre presente  i diritti fondamentali degli Utenti e le indubitabili necessità della Difesa.
CASADIRITTO si rivolge quindi a utenti e loro  famiglie, in servizio o in quiescenza per dimostrare concretamente  ancora condivisione e concretezza con quanto viene portato avanti, pur nei nostri conclamati limiti.  MA IL SALDO CHE CI RITORNERA’ SARA SEMPRE UN SALDO ATTIVO, sia in ordine morale che in concretezza.
I versamenti potranno essere effettuati su C/C postale n. 1004499925 intestato a Franchitto Benedetto con causale CASADIRITTO o con codice IBAN  IT43 T076 0103 2000 0100 4499925.
Roma li settembre 2015
LA SEGRETERIA
SERGIO   BONCIOLI, VINCENZO CASABURRI, BENEDETTO FRANCHITTO, NICOLA GAUDIELLO, ANTONO CARANGELO, ENRICO BELLI, VINCENZO MARRUCCELLI,

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Roma, 16 ott - «Le sottoscritte OO.SS. nel prendere atto di quanto affermato dal premier Renzi nel corso della conferenza stampa di questo pomeriggio di presentazione della bozza di Legge di stabilità 2016, il quale diversamente da quanto dichiarato a più riprese dai suoi ministri circa la sufficienza delle risorse economiche per i rinnovi contrattuali del Comparto Sicurezza e Difesa, esprimono viva preoccupazione, considerato che il blocco dei rinnovi degli stessi è in vigore – per il Comparto Sicurezza e Difesa – dal 2010, dopo il rinnovo del biennio 2008/2009».
E' quanto si legge in una nota congiunta sottoscritta da Siulp, Siap/Anfp, Silp Cgil, Ugl PS, Federazionene Uil Polizia.
«Pur mantenendo la riserva prima di esprimere un giudizio definitivo - prosegue la nota -, confortati dalla stessa dichiarazione del premier allorquando ha affermato che la manovra potrà arrivare fino a 30 miliardi di euro - riservando al Parlamento la possibilità di stanziare ulteriori 3 miliardi di euro - facciamo appello a Governo e Parlamento affinché nella fase del dibattito parlamentare vengano reperite le risorse necessarie per un rinnovo contrattuale dignitoso e adeguato a ristorare anche le indennità derivanti dalla specificità della nostra funzione».
«Pur ritenendo che le manifestazioni di piazza siano da considerarsi l’estrema ratio per la tutela dei diritti dei rappresentati e non il miglior viatico per aprire un dialogo, anticipiamo sin d’ora lo stato di agitazione, preannunciando la richiesta di incontro con i capigruppo parlamentari per rappresentare in modo adeguato le esigenze del mondo delle uniformi».

 
Il caos Libia PDF Stampa E-mail

Militari italiani in Libia? Ecco cosa ci aspetta

 
 
 
 
 
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In questi ultimi giorni c'è parecchia fibrillazione tra gli italiani, preoccupati dalle allarmanti notizie di un'avanzata dell'ISIS in Libia, paese che si affaccia direttamente davanti le nostre coste.

Prima di analizzare la situazione in Libia credo sia opportuno precisare alcuni aspetti fondamentali. Innanzi tutto l'ISIS non possiede in Libia una forza militarmente armata in grado di impensierire la nostra sicurezza nazionale: non dispone di missili in grado di arrecare danni alle nostre coste. L'ultimo attacco missilistico che si ricordi fu quello sferrato il 15 aprile 1986 dal governo di Tripoli, quando due missili SS-1 Scud in dotazione alle forze armate libiche furono lanciati contro un'installazione militare del sistema di radionavigazione LORAN della NATO situata sull'isola di Lampedusa. I missili, definiti da alcuni esperti come dei "bidoni", caddero in mare senza causare alcun danno. Tuttavia dal giorno dopo, l'isola fu presidiata dai paracadutisti della Folgore e da una componente del 1º Battaglione carabinieri paracadutisti Tuscania. Nel complesso, le nostre forze armate si schierarono dando vita all'Operazione Girasole che durò fino al luglio 1986, orientata al pattugliamento delle acque territoriali italiane e del Canale di Sicilia da parte di una squadra navale composta da unità della Marina Militare.

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Comparto Sicurezza, MEF conferma: nessun ulteriore blocco contrattuale nel DEF PDF Stampa E-mail

«Dopo la centralità della sicurezza quale fattore strategico per lo sviluppo anche economico del sistema Paese, nel DEF, come da noi richiesto e dal Ministro Alfano rivendicato è contenuta anche la previsione dello sblocco del tetto salariale (retribuzioni individuali e promozioni congelate al 2010) e quella relativa alla non reiterazione del blocco dei rinnovi contrattuali».

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